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Associazione per i Militari Democratici
Alloggi difesa colpo di scena: dopo averlo bocciato la Corte dei Conti registra il Decreto che regola vendite e sfratti PDF Stampa E-mail

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

00153 Roma - Via Garibaldi, 3

Tel. 065883981 - www.casadiritto.it

 

ALLOGGI DIFESA

IL DECRETO VENDITE/SFRATTI REGISTRATO DALLA CORTE DEI CONTI

 

Dopo i pesanti rilievi con cui la Corte dei Conti rispediva alla Difesa il Decreto sugli alloggi ed il duro scontro succeduto a seguito del rigetto (22 aprile 2010 ) tra l'Organo giudiziario e gli estensori del regolamento, il 18 maggio è stato registrato il Decreto che era stato "rimpacchettato" e riconsegnato nello stesso giorno.

Non possiamo esattamente dire che cosa è successo ma, tutti lo possono immaginare.

E' quindi finita, come peggio di così non poteva, una speranza.

Quella di attivare una buona Legge la 244, attraverso un semplice principio: reperire risorse per costruire nuove case attraverso la vendita di parte del patrimonio non più utile, salvaguardando e tutelando le famiglie.

Il regolamento ora approvato va in senso contrario.

Altri nuovi personaggi si sono intromessi, altri ancora, quelli colpevoli dello sfacelo stratificato del patrimonio abitativo (4000 alloggi vuoti perché inabitabili), hanno preteso di inserire norme vessatorie e vendicative nei confronti degli utenti.

Le due figure si sono incontrate e hanno trovato inaspettate convergenze.

Gli utenti sono rimasti schiacciati. Avremo tempo per analisi e commenti.

CASADIRITTO, con la forza dei valori, dell'etica, delle famiglie, del rispetto delle Istituzioni farà quanto possibile in funzione della forza che ha dimostrato in tanti anni di avere e continuerà nella difesa dei loro diritti.

Altre voci istituzionali, alcuni ci hanno aiutato in questo difficile compito, altri ci hanno illuso e deluso, altri che sono state inermi o sterilizzati, potrebbero almeno esprimerci solidarietà.

Siamo in attesa.

Prepariamoci così a rivedere cose già viste scene di sfratti, con contorno di carabinieri, facchini, ambulanze, fabbro e psicologo in uniforme (le linee guida lo prevedono) che esprime tutta la "umana comprensione" preferibilmente alle mogli degli sfrattati.

Onorevole Crosetto ,queste cose potevano essere evitate, ed i soldi delle vendite sarebbero entrati lo stesso. Ci voleva più coraggio, rispetto e un pizzico di umanità.

I soldi delle vendite all'asta ci auguriamo vadano tutti in crusca, in quanto soldi ricavati da famiglie non in grado di acquistare.

Ringraziamo quanti di noi, a cominciare dalle famiglie, da chi nel Parlamento ha fatto il suo dovere, la stampa ed i pochi coraggiosi giornalisti "che non tengono famiglia", alcuni componenti dell'Organo di Rappresentanza.

Rassicuriamo tutti quelli in buona fede, noi di CASADIRITTO continueremo a difendere i diritti delle famiglie.

 

P.S.: al più presto sarà messo in rete il testo integrale del decreto registrato.

 

Roma 20 maggio 2010

 

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Mancato avvio della previdenza complementare: il TAR respinge tutti i ricorsi PDF Stampa E-mail

Tutti i ricorsi collettivi contro il mancato avvio della previdenza complementare ed il mantenimento del sistema retributivo sono stati respinti.

Le sezioni giudicanti adite (TAR Lazio), sia pure con motivazioni diversificate, hanno dichiarato la inammissibilità dei seguenti ricorsi:

  • nr. 10265/2009 (Polizia di Stato), deciso con sentenza 3995/2010;
  • nr. 10266/2009 (Forze Armate) deciso con sentenza nr.8008/2010;
  • nr. 378/2010(Guardia di Finanza) deciso con sentenza nr.2991/2010;
  • nr. 1152 /2010 (Guardia di Finanza) deciso con sentenza nr.7448/2010;
  • nr. 1153/2010 (Guardia di Finanza) deciso con sentenza nr.7456/2010;
  • nr. 1154/2010 (Polizia di Stato) deciso con sentenza nr.7462/2010;
  • nr. 2032/210(Guardia di Finanza) deciso con sentenza nr.7454/2010.

Quanto accaduto avvalora la posizione espresso dal SILP che, per ovviare al mancato avvio della previdenza complementare, aveva considerato il ricorso alla via giurisdizionale una soluzione non esperibile.

Diversamente, invece, si conferma sostanzialmente valida la strategia di rivendicarezione attuata dal SILP tramite la petizione con la quale si esercita una forma di pressione politica per sollecitare l'adozione di una iniziativa di legge in materia.

Ndr. L'importanza di essere un sindacato si esplicita anche attraverso l'adozione di misure significativamente valide

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Interrogazione sul mancato rinnovo contrattuale per il comparto difesa e sicurezza PDF Stampa E-mail
Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-02839

presentata da ANTONIO RUGGHIA lunedì 3 maggio 2010, seduta n.315

RUGGHIA, GAROFANI, VILLECCO CALIPARI, RECCHIA, LAGANÀ FORTUGNO e MOGHERINI REBESANI

Al Ministro della difesa.

Per sapere - premesso che:

  • gli operatori del comparto «Sicurezza-Difesa» sono in attesa della definizione della trattativa contrattuale relativa alla parte economica del biennio 2008-2009 da ormai quasi due anni;
  • le riunioni convocate con le parti sociali presso il Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione non registrano da tempo alcun passo in avanti;
  • alle numerose dichiarazioni di attenzione verso le Forze Armate, più volte pronunciate dal Ministro della difesa fa riscontro ad avviso degli interroganti una assoluta disattenzione al tema dei rinnovi contrattuali, prova ne sia la mancanza di un accordo sul recupero del potere d'acquisto relativo al biennio 2008-2009 mentre è già scattata la vacanza contrattuale per il triennio 2010-2012:
  • quali iniziative intenda assumere il Ministro della difesa anche intervenendo in prima persona al tavolo della concertazione-contrattazione, considerata l'insostenibilità del prolungarsi di una situazione di disagio che riguarda 500 mila uomini e donne tra Forze armate e forze di polizia ad ordinamento civile e militare.

TESTO DELLA RISPOSTA

Le trattative per il rinnovo del biennio 2008-2009 per il personale del comparto sicurezza-difesa si sono aperte il 13 settembre 2009. Il 23 dicembre scorso, a seguito dello stanziamento nel disegno di legge finanziaria 2010 di ulteriori 100 milioni di euro da destinare al predetto rinnovo contrattuale, si è tenuto un incontro a livello tecnico, al quale hanno partecipato esclusivamente il COCER sezione esercito e sezione marina, il COCER sezione carabinieri, le organizzazioni sindacali della polizia di Stato Consap-Italia sicura e UILPS e l'organizzazione sindacale FSA-CNPP della polizia penitenziaria. Nell'incontro le rappresentanze hanno segnalato gli aspetti di criticità - comunque non riguardanti direttamente la problematica del rinnovo in questione - relativamente in particolare al riordino delle carriere e alla previdenza complementare, sui quali aspetti ritengono necessarie risposte chiare e sollecite da parte dei responsabili politici del Governo. Con lettere del 28 dicembre 2009, il Ministro Brunetta ha rappresentato la situazione agli altri Ministri interessati.

Il 12 gennaio scorso si è tenuto un incontro, presieduto dal Ministro Maroni, con le organizzazioni sindacali della polizia di Stato, nel corso del quale sono emerse, oltre alla problematica del rinnovo contrattuale, le questioni del riordino delle carriere, della previdenza complementare e della specificità del comparto. Contestualmente l'Amministrazione dell'interno ha richiesto, su istanza delle organizzazioni sindacali della polizia di Stato, di non proseguire con le trattative per il rinnovo del biennio.

Con lettera del 14 gennaio scorso, il Ministro Brunetta ha segnalato al Sottosegretario Letta l'opportunità di convocare un incontro a Palazzo Chigi con tutti i Ministri interessati (interno, economia, giustizia, politiche agricole, difesa) al fine di pervenire a soluzioni condivise, che consentissero di superare la fase di stallo. Il Sottosegretario Letta ha risposto con lettera del 26 gennaio 2010, assicurando piena disponibilità per i necessari approfondimenti, evidenziando tuttavia l'esigenza di concordare preventivamente con il Ministro dell'economia e finanze la possibilità di individuare le risorse necessarie per la soluzione dei problemi evidenziati.

Il Ministro Brunetta ha nuovamente segnalato al Sottosegretario Letta l'esigenza di un incontro con i Ministri referenti del comparto con lettera del 9 marzo 2010 nella convinzione che sia necessario pervenire alla chiusura del contratto stesso, vista anche la già avvenuta erogazione dell'indennità di vacanza contrattuale non solo per il biennio in questione ma anche per il triennio 2010/2012.

Tanto premesso e con specifico riferimento alle iniziative assunte dal signor Ministro della difesa, al fine di far riavviare il tavolo della concertazione, si evidenzia quanto segue:

  • in data 15 ottobre 2009, da parte di tutti i Ministri del comparto difesa-sicurezza, è stata indirizzata un'apposita lettera al Presidente del Consiglio dei ministri, per chiedere ulteriori fondi per la concertazione in esame (100 milioni di euro) ed è stata fatta una specifica proposta per definire il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate e delle Forze di Polizia (in esito a tale richiesta, come visto, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro nella finanziaria per il 2010);
  • nell'atto Senato 1167-B/bis, il cui esame è previsto per oggi, martedì 4 maggio, nelle competenti commissioni, è stata inserita un'apposita norma che riconosce la specificità del personale del comparto difesa-sicurezza rispetto al restante personale del pubblico impiego;
  • il signor Ministro della difesa, al fine di sbloccare la situazione di isteresi creatasi in materia di previdenza complementare a favore del personale del Comparto difesa-sicurezza, ha interessato il Ministro per la funzione pubblica, fin dal mese di agosto 2009, per promuovere la concertazione previdenziale, rendendo partecipe di tale iniziativa, anche i Ministeri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali, interessati alla problematica in parola.

Per quanto sopra esposto, è di tutta evidenza che il Ministro della difesa ha mostrato particolare attenzione al tema dei rinnovi contrattuali in parola, ponendo altresì in essere ogni possibile iniziativa di competenza, per sbloccare la situazione di stallo venutasi a creare e riavviare il tavolo della concertazione per il rinnovo contrattuale relativo al biennio economico 2008-2009.

Si assicura, ad ogni buon conto, che stanno proseguendo i lavori a livello ministeriale che preludono alla riattivazione del tavolo per la concertazione del citato biennio economico, che dovrebbe essere avviato nel corrente mese di maggio.

REPLICA

Antonio RUGGHIA (PD), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta del Governo.

Infatti, ritiene che, nonostante le numerose riunioni svolte in seno all'Esecutivo, la situazione risulti quella rappresentata nell'interrogazione in oggetto, tanto che si è giunti al 2010 senza aver ancora avviato la contrattazione triennale prevista dalla riforma Brunetta, con ciò creando una nuova vacanza contrattuale che va a sommarsi - fatto senza precedenti - a quella dell'ultimo biennio.

Per risolvere tale situazione, a suo avviso, si dovrebbero reperire nuove risorse rispetto a quelle stanziate per la specificità, in modo da assicurare, in coerenza con l'attuale situazione di crisi economica, priorità ai redditi medio-bassi quali sono appunto quelli del personale militare che per i due terzi non superano i 1.300 euro mensili.

Auspica, quindi, un maggiore e più diretto impegno del Ministero della difesa nella contrattazione in atto al fine di poter rispondere alle legittime aspettative del personale militare.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Lo scetticismo sull'attuale Rappresentanza Militare a cui lo Stato Maggiore ha persino vietato di partecipare, in qualità di ospite, al recente congresso nazionale della Cgil PDF Stampa E-mail

E difficile non essere scettici sul futuro della riforma della rappresentanza militare  quando si assiste al perdurare di atteggiamenti di chiusura  e di limitazione dei diritti in  cui incorrono ancor oggi i delegati della RM.

Ne è prova l'ennesimo divieto - imposto al Cocer AM - al quale, il capo di SMD, non ha autorizzato la partecipazione al congresso nazionale della CGIL, a cui i delegati erano stati ufficialmente invitati.

Le motivazioni?

Le solite: ovvero che la legge 382/78, vieta la partecipazione dei delegati a manifestazioni politiche o sindacali, se non  a titolo personale. Un copione noto,  a cui ci hanno abituato anni e anni di esperienza degli organismi di rappresentanza militare.

Quell'essere identificati come organismi interni all'ordinamento militare, gerarchicamente collocati in un sistema  in cui, ruolo ed autonomia, sono continuamente sottoposti a vincoli e limitazioni, ha impedito ed impedisce tuttora di "aprire" a quei cambiamenti e a quelle riforme che potrebbero consentire, anche agli appartenenti alle Forze armate, di poter contare su uno strumento di TUTELA efficace.

Ma ciò che più disarma, è assistere allo stanco dibattito parlamentare in cui le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, non riescono ad  esprimere una spinta innovativa, tale da avviare seriamente  un confronto parlamentare ampio ed approfondito sul tema. Salvo trovarsi di fronte a richieste  di proroga del mandato, a cui facilmente si dà risposta affermativa.

I temi della condizione militare,  sono oggetto di indagini  parlamentari che  si ripropongono in ogni legislatura, mentre  i dossier di Fondazioni bipartisan, come  la Fondazione Icsa,  in cui vediamo rappresentati esponenti politici di destra e di sinistra, nonché  esperti  qualificati tra ufficiali, prefetti, ambasciatori e professori....disegnano uno  scenario in cui le FF.AA., da tempo non ricevono più direttive dal governo e non sanno se al Parlamento e al popolo importi il loro destino.

"Le risorse  diminuiscono e gli impegni aumentano, sostengono alla Fondazione - mentre i generali rimasti senza interlocutori decidono da soli come organizzarsi. La mancanza di indirizzi politici,  mai formulati dopo l'11 settembre 2001, e il disinteresse del Parlamento, secondo il dossier, hanno fatto nascere una sorta di autogoverno dei vertici militari, che elaborano in autonomia i loro piani...."

Insomma, il dibattito politico sul futuro  delle Forze armate, si sviluppa fuori delle aule parlamentari, nei centri studi o nelle fondazioni dove, evidentemente, i nostri deputati si  sentono più gratificati, oppure  si affida a nuove progetti organizzativi con "ispirazioni" privatistiche, come  Difesa servizi spa, mentre Nulla di Nulla sanno i militari sul loro destino.

In questo "alone" di separatezza, perché consentire ai delegati della rappresentanza militare di partecipare ad un congresso sindacale in cui si parla di crisi economica, di lavoro, di tasse, di pensioni, di riforme e di diritti?

Meglio mantenere le distanze da tutto ciò e lasciare che siano solo le audizioni parlamentari, peraltro "concesse" a discrezione, gli unici momenti di "svago" per i delegati....

Ma  se è scontato  l'atteggiamento del vertice militare nei confronti della rappresentanza, che  non si discosta da quello perseguito in tutti questi anni, non lo è  quello della politica che dovrebbe invece mostrarsi sensibile ed attenta alle esigenze di rinnovamento della società.(?)

Ma la politica, appare sbiadita, distratta e  poco concreta, rivolta più a conservare il proprio potere e quello di pochi amici... piuttosto che alla soluzione dei problemi del Paese e dei cittadini. Compresi i cittadini militari.

Il Cocer aeronautica ha voluto denunciare  con un proprio comunicato il proprio dissenso rispetto all' ennesimo episodio del diniego opposto dallo SMD "che conferma - dicono i delegati - la mancanza di un vero e riconosciuto ruolo di parte sociale del Cocer,  permanendo quindi sempre di piu' la necessita' di 'difendere il lavoro e liberare i diritti, tanto piu' quando questi ultimi sono limitati da leggi datate, percepite come illiberali''.

Ed è proprio questo il punto: i Diritti.

Oggi il congresso CGIL, domani quello di un altro sindacato o di un partito...O di una associazione...

L'importante è "non esserci", o meglio,  non consentire la partecipazione del Cocer,  per non legittimare un ruolo e dare visibilità alla  rappresentanza, che si vuole invece subalterna ed il cui funzionamento si misura  in relazione al grado di disponibilità della cosiddetta controparte. Che stabilisce  come e quando i militari possono parlare, sempre a "titolo personale" ovviamente....

A. Manotti

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CGIL: COCER, DIFESA CI HA VIETATO DI PARTECIPARE A CONGRESSO LA DENUNCIA DELL'ORGANISMO DI RAPPRESENTANZA DELL'AERONAUTICA

(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Il Cocer, l'organismo di rappresentanza dei militari, non ha ''un vero e riconosciuto ruolo di parte sociale''. Lo afferma, in una nota, il Cocer dell'Aeronautica militare, rendendo noto ''con sofferenza'' di non poter partecipare all'apertura dei lavori del congresso nazionale della Cgil, cui era stato invitato dal segretario Guglielmo Epifani, ''a causa del diniego posto dal capo di Stato maggiore della Difesa ai delegati del Cocer nello svolgimento del loro ruolo istituzionale''.

''Le motivazioni del capo di Stato maggiore della Difesa - sottolinea l'organismo di rappresentanza dell'Aeronautica - oltre che rispondere a un profilo giuridico - amministrativo risalente al trentennio scorso, formalmente sono state comunicate al Consiglio soltanto ieri, nonostante la richiesta di autorizzazione risalga a un mese fa, inibendo, nei fatti anche una partecipazione a titolo personale dei delegati.

Questo ennesimo episodio conferma la mancanza di un vero e riconosciuto ruolo di parte sociale del Cocer''.

''Permane quindi sempre di più la necessità di 'difendere il lavoro e liberare i diritti', tanto più quando questi ultimi sono limitati da leggi datate, percepite come illiberali'', conclude il Cocer dell'Aeronautica, che ''formula vivissimi auguri al segretario Epifani per la riuscita del congresso nazionale Cgil, con la speranza che le cose per il futuro possano cambiare (in meglio) anche per la rappresentanza militare''. (ANSA).

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Al convegno promosso dal Silp per la Cgil i PM esprimono la loro preoccupazione per il ridimensionamento attuato con il ddl Alfano dello intercettazioni PDF Stampa E-mail

Roma, 12 mag. (Apcom) - Tornano ad alzare la voce contro il ddl Alfano sulle intercettazioni all'esame del Senato, alcuni fra i Procuratori più influenti del Paese, nel corso del convegno organizzato oggi a Roma sul tema dal Silp, sindacato di polizia della Cgil.

Il Procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, pur segnalando come "vi è stata una tracimazione non legittima sotto il profilo dell'informazione" sconfinata nel, definendola ''voyeurismo" sotto il profilo della pubblicazione delle intercettazione e come quest'aspetto vada giustamente corretto, ha sottolineato come le limitazioni previste dal ddl Alfano inevitabilmente creeranno "danni alle indagini di mafia, di terrorismo e di terrorismo internazionale".

"Se fosse stato già legge - ha fatto eco sul ddl Alfano il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia- Riina e Provenzano sarebbero ancora liberi e latitanti". Perché "la grande maggioranza dei procedimenti di mafia partono da reati satelliti" che grazie alle intercettazioni portano alla luce le connessioni con la mafia: mandante e causa del reato minore". Ma con l'approvazione della stretta proposta dal governo sulle intercettazioni, il rischio concreto sarà che si ''continueranno a fare i procedimenti contro i 'soliti noti' ma saremo disarmati cittadini uno strumento di libertà" perché "le intercettazioni hanno consentito di liberare dal controllo mafioso pezzi del territorio nazionale".

(AGI) - Roma, 12 mag. - "Se passasse la legge sulle intercettazioni, sarebbero a rischio anche le indagini sul terrorismo e sul terrorismo internazionale. Come per la criminalità organizzata, le indagini iniziano per reati secondari, come l'immigrazione clandestina e la falsificazione di documenti". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, intervenuto questa mattina a Roma ad un convegno in tema di intercettazioni organizzato dal sindacato di polizia Silp-Cgil.

"Come negli anni '90 - ha aggiunto Spataro - l'attenzione al tema delle intercettazioni e come contenerle, ha un andamento parallelo alle indagini su corruzione ai colletti bianchi". (AGI)

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - ''Non si può accettare una legge che fa abbassare la guardia al Paese nei confronti dell'illegalità e rischia di compromettere la lotta alla mafia''. Così il segretario generale del Silp Cigl, Claudio Giardullo, ha commentato il ddl intercettazioni.

Parlando durante un convegno a Roma, Giardullo ha annunciato che ''contro lo svuotamento delle intercettazioni e la limitazione del diritto all'informazione'' sara' condotta ''una battaglia fino in fondo''. Se il ddl venisse approvato, ha osservato il segretario, ci sarebbe ''un arretramento delle condizioni in cui gli organi inquirenti dovrebbero effettuare il controllo di legalità e una grave compressione del diritto all'informazione, condizioni purtroppo ottimali per il consolidamento di fenomeni regressivi allarmanti come la crescente disaffezione dei cittadini dalla politica''. Per evitarlo, ha aggiunto Giardullo, ''la difesa della legalità diffusa deve essere in cima all'agenda politica''.

Secondo il sindacato di polizia, le intercettazioni sono diventate ''uno snodo cruciale, un bivio tra un'idea formale e una sostanziale del rispetto delle regole e dell'esercizio dei diritti. Incomprensibile - ha concluso Giardullo - é la decisione di concludere l'esame sul ddl sulle intercettazioni prima di quello sulla corruzione. Comprensibile e' invece lo sgomento delle vittime e dei cittadini verso le intercettazioni che il Governo vorrebbe soffocare o almeno lobotomizzare''.(ANSA).

(AGI) - Roma, 12 mag. - "Se entrassero in vigore le nuove norme che limitano le intercettazioni telefoniche e ambientali Riina e Provenzano sarebbero liberi". E' quanto ha dichiarato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, intervenuto questa mattina al convegno intitolato 'intercettazioni, legalità e diritti' organizzato a Roma dal sindacato di Polizia Silp-Cgil.

"Se la legge - ha detto ancora Ingroia - dovesse passare così com'e' sarebbero decine, se non centinaia, i latitanti in libertà per quanto riguarda la mafia. Le intercettazioni negli ultimi anni sono state indispensabili al punto che possiamo dire che senza di esse la storia del nostro Paese sarebbe stata diversa, invece di presentare nuovi emendamenti sarebbe opportuno di ritirare direttamente questo disegno di legge. I continui emendamenti che vengono presentati sembrano solo il tentativo di aggiustare il tiro per addolcire la pillola".

Il procuratore aggiunto di Palermo quindi ha ricordato ancora una volta che nella maggioranza dei procedimenti di mafia le indagini non iniziano perseguendo direttamente il reato di associazione mafiosa ma "con la costruzione di mosaici indiziari partendo da reati satellite".

"Se entrasse in vigore questa norma - ha detto ancora Ingroia - saremo disarmati verso i soliti ignoti mentre continueremo sui soliti noti". (AGI)

(AGI) - Roma, 12 mag. - "Il provvedimento sulle intercettazioni non riguarda solo la riforma del codice di procedura penale ma attiene alla questione democratica che e' aperta nel nostro Paese". Lo ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo del Partito democratico al Senato, intervenuta questa mattina ad un convegno organizzato a Roma dal sindacato di Polizia Silp-Cgil dove si e' discusso delle intercettazioni.

"Dietro la necessità - ha detto nel corso del suo intervento la senatrice Finocchiaro - ostentata di provvedere alla riforma l'uso e l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche si nasconde qualcosa d'altro questo testo e' in realtà solo un pretesto poiché non incide sul diritto alla privacy dei cittadini ma va solo a limitare le intercettazioni telefoniche. Il vero punto e' che il potere non deve essere controllato dai cittadini. Quello che e' evocato e' un altro modo di esercitare il potere pubblico".

"Il lavoro in Commissione - ha detto ancora la Finocchiaro - va avanti in maniera non soddisfacente per la maggioranza.

Perche' stiamo pretendendo di discutere su ogni emendamento e ragionare su ogni punto ma troviamo dall'altra parte un muro di gomma". (AGI)

Roma, 12 mag. - (Adnkronos) - Con l'approvazione del ddl sulle intercettazioni vi sarebbero ''oltre che alle indagini di mafia danni anche alle indagini di terrorismo e di terrorismo internazionale''. Lo ha sostenuto il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, nel suo intervento al convegno sulle intercettazioni organizzato dalla Silp il sindacato di polizia della Cgil. Spataro, in riferimento alla pubblicazione sui giornali di stralci di intercettazioni non rilevanti ai fini delle indagini ammette che ''vi e' stata una tracimazione che non e' legittima sotto il profilo dell'informazione'', definendola ''voyeurismo giornalistico''.

Quindi, propone, ''risolviamo il problema ma non tocchiamo lo strumento di indagine''. Uno strumento, ritenuto da Spataro fondamentale, al punto che il procuratore aggiunto di Milano ritiene che se al tempo del terrorismo vi fossero stati i telefoni cellulari ''le Brigate Rosse sarebbero state sconfitte in 5 anni e non in 15, con molti morti in meno''. Per questo, aggiunge Spataro, ''e' contraddittorio dire 'sicurezza si', intercettazioni no'''.

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Con l'approvazione del ddl Alfano sulle intercettazioni ci saranno ''danni anche per le indagini contro fenomeni di terrorismo''. Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, durante un convegno organizzato a Roma dalla Silp Cgil sul tema delle intercettazioni.

Spataro ha messo in evidenza la ''contraddizione tra la centralità del tema della sicurezza e lo strumento delle intercettazioni, che serve a tutelare la sicurezza, ma che con questo ddl diventa un'arma spuntata''.

Criticando i limiti che verrebbero posti al diritto di cronaca e alle indagini sui reati, Spataro ha osservato come ''sia alla fine degli anni '90, sia negli anni successivi e adesso e' aumentata l'attenzione verso le intercettazioni e verso la necessità di contenerle. Questa attenzione ha un andamento ciclico, in concomitanza con fenomeni di corruzione che riguardano i colletti bianchi''. (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - ''Se il ddl Alfano sulle intercettazioni fosse stato approvato in passato, oggi Riina e Provenzano sarebbero liberi''. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, intervenendo al convegno organizzato da Silp Cgil sulle intercettazioni.

Parlando del ruolo fondamentale avuto dalle riprese visive per l'arresto dei due latitanti, Ingroia ha osservato che con la riforma della disciplina sulle intercettazioni non sarebbe stato possibile utilizzare questo strumento. Secondo Ingroia ''non e' vero che con l'approvazione di questo ddl non cambia nulla nei procedimenti di mafia, perché nella grande maggioranza questi iniziano a partire da reati satellite'', che non consentirebbero le intercettazioni. ''Quindi - ha aggiunto - continueremo a fare intercettazioni sui soliti noti, ma non sui soliti ignoti.

Saremo disarmati verso i collusi, i concorrenti esterni e i colletti bianchi''. Per quanto riguarda infine la cosiddetta norma 'anti-D'Addario', Ingroia ha manifestato alcune perplessità verso uno strumento che verrebbe a mancare, quello della registrazione fraudolenta, ai commercianti che vogliono ribellarsi agli estortori: registrandoli commetterebbero reato e ''sarebbero vittima sia dello Stato che della mafia''.

Per Ingroia ''siamo in presenza di un ddl che ci toglierà uno strumento di potere dalle mani e che cancella uno strumento di libertà dei cittadini''.(ANSA).

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Il ddl sulle intercettazioni ''non e' solo un provvedimento sulle intercettazioni perché spunta uno strumento d'indagine e comprime il diritto all'informazione''.

Ne e' convinta la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, intervenuta oggi al convegno su 'Intercettazioni, legalità e diritti' promosso a Roma dal Silp Cgil.

Secondo Finocchiaro, il ddl Alfano impedisce ai cittadini ''di controllare l'etica pubblica. Questo e' molto grave e sintomatico di uno degli aspetti più inquietanti della crisi democratica del nostro paese''. Parlando dello stato dei lavori in Commissione, la senatrice ha affermato che ''vanno avanti in

maniera non soddisfacente per la maggioranza perché stiamo pretendendo di discutere su ogni emendamento e ragionare su ogni punto. Troviamo dall'altra parte un muro di gomma''.

Finocchiaro ha quindi concluso dicendo che il ddl Alfano ''non e' una questione che attiene a una riforma di alcune parti della procedura penale, ma a una questione democratica che si e' aperta nel Paese''. Il tutto si configura in una ''concezione del potere che non deve essere controllato dai cittadini''. (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - ''Con il ddl sulle intercettazioni il governo aiuterà i terroristi a farla franca. Così come aiuterà tanti criminali, con particolare riferimento alla criminalità organizzata. Non lo diciamo noi dell'Italia dei Valori, ma il procuratore Armando Spataro, confermando la posizione dell'Anm che la lanciato numerosi allarmi puntualmente inascoltati''. Lo ha affermato in una nota il portavoce nazionale dell'Italia dei Valori, on Leoluca Orlando, commentando l'intervento del procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, presso il convegno sulle intercettazioni organizzato dalla Silp, il sindacato di polizia della Cgil.

''Il Pm Spataro - spiega Orlando - infatti, proprio oggi ha affermato che, se al tempo delle Brigate rosse fossero esistiti i cellulari, con le intercettazioni sarebbero state sconfitte in 5 anni invece che in 15, con molti morti in meno. Magistrati, poliziotti, giornalisti e tanta gente per bene aggiunge Orlando - contro questo provvedimento palesemente anticostituzionale.

Cosa ne pensa il ministro dell'Ingiustizia, Angelino Alfano?

Noi siamo accanto ai magistrati - conclude l'esponente dipietrista - e diciamo ai giornalisti e agli editori che sosteniamo la loro protesta, che faremo le barricate in Parlamento e ribadiamo che leggeremo in Aula le intercettazioni affinché le possano pubblicare. Noi siamo dalla parte dei cittadini e diciamo con loro: Intercettateci tutti. Perché, chi non ha nulla da nascondere, non ha paura di essere intercettato''. (ANSA).

(DIRE) Roma, 12 mag. - "Con il ddl sulle intercettazioni il governo aiuterà i terroristi a farla franca. Cosi' come aiuterà tanti criminali, con particolare riferimento alla criminalità organizzata. Non lo diciamo noi dell'Idv, ma il procuratore Armando Spataro, confermando la posizione dell'Anm che ha lanciato numerosi allarmi puntualmente inascoltati". Lo dice il portavoce nazionale dell'Idv, Leoluca Orlando, commentando l'intervento del procuratore aggiunto di Milano al convegno sulle intercettazioni organizzato dalla Silp, il sindacato di polizia della Cgil.

"Il Pm Spataro- prosegue Orlando- proprio oggi ha affermato che, se al tempo delle Brigate rosse fossero esistiti i cellulari, con le intercettazioni sarebbero state sconfitte in 5 anni invece che in 15, con molti morti in meno. Magistrati, poliziotti, giornalisti e tanta gente per bene e' contro questo provvedimento palesemente anticostituzionale. Cosa ne pensa il ministro dell'Ingiustizia, Angelino Alfano?".

"Noi siamo accanto ai magistrati- conclude l'esponente dipietrista- e diciamo ai giornalisti e agli editori che sosteniamo la loro protesta, che faremo le barricate in Parlamento e ribadiamo che leggeremo in Aula le intercettazioni affinché le possano pubblicare. Noi siamo dalla parte dei cittadini e diciamo con loro: Intercettateci tutti. Perché, chi non ha nulla da nascondere, non ha paura di essere intercettato". (Com/Vid/ Dire)

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