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Associazione per i Militari Democratici
Manovra finanziaria: l’accesso al pensionamento trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti non si applica al Comparto Difesa e Sicurezza PDF Stampa E-mail
Manovra finanziaria, decreto legge 31 maggio 2010, n.78 (accesso al trattamento pensionistico) le penalizzazioni in materia previdenziale di cui all’art. 12 comma 2 lettera “a” del d.l. 78/2010 (accesso al pensionamento trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti) non si applicano al Comparto Difesa e Sicurezza

Tale orientamento è stato confermato anche dall’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica con nota divulgativa 7627/2010 datata 11.06.2010 con la quale si sostiene:

“Si evidenzia che il legislatore nell’individuare i destinatari del nuovo regime di decorrenze ha espressamente richiamato per le pensioni di vecchiaia il requisito anagrafico dei 65 anni per gli uomini e quello di cui all’articolo 22 – ter, comma 1, della legge 102/2009 per le donne mentre per i pensionamenti di anzianita’ ha rinviato all’articolo 1 comma 6 , della legge n. 243/2004.

La citata legge, così come da tempo speificato dall’Inpdap con circolare nr. 7 del 13.05.2008 all’art. 8 comma 1 e 10 sancisce espressamente che “nei confronti delle forze armate e delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco nonché dei rispettivi dirigenti, il trattamento previdenziale continua ad essere disciplinato dalla normativa speciale vigente e, di conseguenza, non trovano applicazione le disposizioni di cui alla legge in esame.

In buona sostanza il trattamento pensionistico di anzianità di detto personale continua ad essere disciplinato dal dlgs n. 165/97, per quanto riguarda i requisiti per il diritto, e dalla legge n. 335/95 come modificata dalla legge 449/97, per l’accesso al trattamento pensionistico.

Di conseguenza, il personale per il quale sono previsti - per le pensioni di vecchiaia - requisiti anagrafici diversi da quelli citati ovvero non trovano applicazione, per le pensioni di anzianità, le disposizioni di cui alla legge 243/2004 e s.m.i., mantiene il previgente regime di accesso al pensionamento, anche in presenza di requisiti maturati dal 2001”.

Eliseo TAVERNA e Daniele TISCI

Delegati Cocer Gdf X Mandato

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Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Manovra finanziaria: forti proteste del personale dei comparti Difesa e Sicurezza PDF Stampa E-mail
COMUNICATO STAMPA

MANOVRA: maxi emendamento dimentica esigenze sicurezza del Paese e dei servitori dello Stato. Saranno proteste eclatanti per non arrendersi alla criminalità, alla illegalità, ed alla disarticolazione delle Forze Armate.

Il maxi emendamento approvato con voto di fiducia al Senato, senza l’inserimento del sub emendamento annunciato nei giorni scorsi in un’apposita conferenza stampa dei Ministri dell’Interno e della Difesa Maroni e La Russa alla presenza del Ministro dell’Economia Tremonti per salvaguardare compiutamente la specificità professionale e la funzione delicata ed imprescindibile, di polizia e di difesa del Paese, mostra la totale sordità del Ministero dell’Economia e della compagine governativa alla necessità di dare risposte alle esigenze di sicurezza, interna ed esterna del Paese e dei cittadini.

Lo affermano, in una nota congiunta, la totalità dei Sindacati di Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale, le Rappresentanze della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica Militare a cui si aggiungono con iniziative autonome i Co.Ce.R. delle altre FF.AA. per la salvaguardia del sistema sicurezza e difesa e la tutela della dignità di tutti gli operatori che quotidianamente si sacrificano per tale bene.

È finito il tempo della melina, continuano i sindacati e le rappresentanze militari, il Governo e la maggioranza hanno rotto ogni indugio e mostrato chiaramente qual è il proprio intendimento nei confronti della sicurezza del Paese, dei cittadini e verso gli operatori che la garantiscono.

Non accogliere l’emendamento dei Ministri dell’Interno e della Difesa, frutto di lavoro e mediazione che rispondeva alle esigenze di non intaccare il tetto massimo della manovra, è politicamente miope e istituzionalmente inaccettabile. Né si può pensare, dopo aver “sconfessato” politicamente i suddetti Ministri che il personale del Comparto possa ritenersi soddisfatto della dichiarazione fatta dal Capogruppo al Senato del PDL, Sen. Gasparri con la quale ha tentato di dare una stupefacente interpretazione rassicurante rispetto all’articolato che, gli stessi uffici legislativi dei ministeri interessati definiscono incerta e difficilmente sostenibile per la risoluzione dei problemi denunciati.

Se questa è la volontà politica del Governo e della maggioranza, diversamente da quanto risposto dal Ministro Tremonti alle domande dei giornalisti su possibili ritocchi alla Camera, continuano i sindacalisti, la si traduca in norma correggendo l’articolato nel senso richiesto e di cui, ad oggi, abbiamo sentito solo l’interpretazione e la volontà di farlo, e si abbandoni definitivamente la strada degli annunci mediatici o delle interpretazioni generiche.

Diversamente il giudizio sulla manovra era e resta di totale insoddisfazione, di completa amarezza e di accresciuta rabbia per l’ennesima beffa che si sta per consumare ai danni di questo delicato e fondamentale settore della vita della nostra democrazia ma, anche “ indispensabile cerniera” tra legalità, sicurezza e sviluppo economico che sono gli ingredienti necessari per il rilancio dell’economia e del Paese, per l’ordine e la sicurezza pubblica quali garanzie per la pacifica convivenza.

Per questo motivo, continuando lo stato di mobilitazione generale, le rappresentanze con la piena condivisione delle rappresentanze militari, annunciano che attueranno azioni di protesta eclatanti e clamorose per la prossima settimana in concomitanza con la discussione in aula alla Camera del citato provvedimento.

Riteniamo, concludono i sindacati, che questi servitori dello Stato, da parte di chi ha l’onore di rappresentare le massime Istituzioni del nostro Paese, meritano riconoscenza e gratitudine con fatti concreti e non con enunciazioni apodittiche.

Roma 16 luglio 2010

POLIZIA DI STATO

SIULP

(Romano)

SAP

(Tanzi)

SIAP

(Tiani)

SILP PER LA CGIL

(Giardullo)

UGL-Polizia di Stato

(Leggeri)

COISP

(Maccari)

ANFP

(Letizia)

POLIZIA PENITENZIARIA

SAPPE

Capece

OSAPP

Beneduci

UIL- Peniten

Sarno

SINAPPE

Santini

FNS-CISL

Mannone

FP-CGIL

Quinti

UGL Peniten

Moretti

CNPP

Di Carlo

CORPO FORESTALE DELLO STATO

SAPAF

(Moroni)

FP-CGIL

(Quinti)

CISL FNS

(Mannone)

UIL PA

(Violante)

UGL-Forestale

(Scipio)

Fe.Si.Fo.

(Germani)

COCER GUARDIA DI FINANZA E COCER AERONAUTICA MILITARE

VIGILI DEL FUOCO

Cigil

(Sgrò)

FNS CISL

(Mannone)

UIL

(Angiulli)

CO.NA.PO.

(Brizzi)

CONFSAL (Giancarlo)

DIRSTAT VVF

(Barone)

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Casadiritto l'epilogo finale? Bocciati tutti gli emendamenti abrogativi dell'emendamento Azzolini che introduce i canoni di mercato e l'obblico del rilascio PDF Stampa E-mail
COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi, 3 - 00153 Roma

Tel. 065883981 www.casadiritto.it

ULTIME NOTIZIE DAL PARLAMENTO

RESPINTI I SUBEMENDAMENTI SOPPRESSIVI DEI CANONI DI MERCATO CON SFRATTO

L’INVIO DI FAX ED EMAIL AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI E AL MINISTRO LA RUSSA DEBBONO CONTINUARE ANCHE QUANDO IL PROVVEDIMENTO ANDRA’ ALLA CAMERA

La Commissione Bilancio del Senato ha respinto tutte le proposte, anche provenienti da aree politiche opposte (dal PDL al PD), tendenti all’eliminazione dell’emendamento Azzolini alla Finanziaria che introduce dal 1 gennaio 2011 i canoni di libero mercato e obbligo di rilascio.

Gli emendamenti respinti erano stati il frutto di un enorme lavoro di incontri condotti da CASADIRITTO con i vari gruppi parlamentari al Senato.

A questi era stato abbondantemente dimostrato la conseguenza terribile che provocherà l’emendamento del relatore del DDL del Governo on. Azzolini.

Ora i lavori continueranno in aula ed il 14 sarà posta la fiducia. Poi i lavori proseguiranno alla Camera fino al 31 luglio.

Ringraziamo comunque il Senatore Galioto ed i Senatori Del Vecchio, Serra, Scanu e Finocchiaro per l’impegno dimostrato.

CASADIRITTO esorta di continuare ad inviare email e fax ai maggiori responsabili del provvedimento, il Presidente del Consiglio e il Ministro della Difesa, anche durante i lavori della Camera dei Deputati.

Si conferma, intanto, l’incontro con l’on. Bosi (UDC) ex Sottosegretario alla Difesa per il giorno 14 p.v..

Si allega copia dei subemendamenti bocciati al Senato.

Roma 10 luglio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Allegati emendamenti:

Legislatura 16º - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 365 del 02/07/2010

BILANCIO (5ª)

VENERDÌ 2 LUGLIO 2010

365ª Seduta

Presidenza del Presidente

AZZOLLINI

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giorgetti.

La seduta inizia alle ore 10,15.

IN SEDE REFERENTE

(2228) Conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica

EMENDAMENTI, SUBEMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

N. 2228

6.1000/7

SCANU, DELLA MONICA, AMATI, CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DEL VECCHIO, FOLLINI, GALPERTI, GASBARRI, MARITATI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SERRA

All'emendamento 6.1000, al capoverso «All'articolo 6» sopprimere la lettera e)

Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante quota parte delle seguenti maggiori entrate:

– all'articolo 55, dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

«7-bis. All'articolo 82, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, le parole: ''0,30 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''0,20 per cento''.

7-ter. All'articolo 82 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, capoverso ''5-bis'', primo periodo, sostituire le parole: ''96 per cento'' con le seguenti: ''88 per cento'';

b) al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: ''97 per cento'' con le seguenti: ''91 per cento'';

c) al comma 3, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: ''96 per cento'' con le seguenti: ''88 per cento'';

d) al comma 4, secondo periodo, sostituire le parole: ''97 per cento'' con le seguenti: ''91 per cento''».

6.1000/12

SCANU, AMATI, DEL VECCHIO, FOLLINI, GASBARRI, NEGRI, PEGORER, PINOTTI, SERRA

All'emendamento 6.1000, al capoverso «All'articolo 6» lettera e) sopprimere il comma 21-ter.

Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante quota parte delle seguenti maggiori entrate:

– all'articolo 55, dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

«7-bis. All'articolo 82, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, le parole: ''0,30 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''0,20 per cento''.

7-ter. All'articolo 82 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, capoverso ''5-bis'', primo periodo, sostituire le parole: ''96 per cento'' con le seguenti: ''88 per cento'';

b) al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: ''97 per cento'' con le seguenti: ''91 per cento'';

c) al comma 3, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: ''96 per cento'' con le seguenti: ''88 per cento'';

d) al comma 4, secondo periodo, sostituire le parole: ''97 per cento'' con le seguenti: ''91 per cento''».

6.1000/13

GALIOTO, LATRONICO

All'emendamento 6.1000, alla lettera e) sopprimere il comma 21-ter.

6.1000/14

DEL VECCHIO

All'emendamento 6.1000, Al capoverso «All'articolo 6», lettera e, comma 21-ter, dopo le parole: «e della durata dell'occupazione.», inserire il seguente periodo: «Gli utenti che si trovano nelle condizioni previste dall'art. 9, comma 7 della legge n. 537 del 24 dicembre 1993, nonché dall'art. 2, comma 1 e comma 2 del decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo in dotazione al Ministero della difesa per l'anno 2009, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, continuano a permanere negli alloggi di servizio, corrispondendo un canone risultante dall'applicazione della normativa sull'equo canone».

Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante quota parte delle seguenti maggiori entrate:

– all'articolo 55, dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

«7-bis. All'articolo 82, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, le parole: ''0,30 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''0,20 per cento''».

6.1000/15

DEL VECCHIO

All'emendamento 6.1000, al capoverso «All'articolo 6», lettera e), comma 21-ter, dopo le parole: «e della durata dell'occupazione.», inserire il seguente periodo: «Gli utenti che si trovano nelle condizioni previste dall'art. 9, comma 7 della legge n.537 del 24 dicembre 1993, nonché dall'art. 2, commi 1 e 2 del decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo in dotazione al Ministero della difesa per l'anno 2009, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, continuano a permanere negli alloggi di servizio, corrispondendo, se più favorevole all'utente, il canone definito all'art. 286, comma 3 del decreto legislativo n.66 del 15 marzo 2010»;

Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante quota parte delle seguenti maggiori entrate:

– all'articolo 55, dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

«7-bis. All'articolo 82, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, le parole: ''0,30 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''0,20 per cento''».

Giorno 8 lug. ’10

Il presidente relatore AZZOLLINI chiarisce che la riformulazione dell'emendamento 6.1000 tiene conto di quanto è stato ampiamente discusso in Commissione, dichiarandosi comunque disponibile ad un miglioramento del testo in occasione dell'esame in Assemblea.

Esprime dunque parere contrario su tutti i subemendamenti, che si intendono evidentemente riferiti al 6.1000 (testo 2).

Posti separatamente ai voti, risultano altresì respinti i subemendamenti dal 6.1000/11 al 6.1000/21, mentre è approvato l'emendamento 6.1000 (testo 2).

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Nonostante i ripetuti inviti delle istituzioni europee, il Parlamento continua a disattendere i diritti e le tutele del personale militare PDF Stampa E-mail
La Commissione Diritti Umani dell'Assemblea Parlamentare dell'Osce, riunitasi il 9 luglio 2010 ad Oslo, ha approvato una Risoluzione presentata da Matteo Mecacci, Deputato Radicale e relatore Osce su Diritti Umani, Democrazia e Questioni Umanitarie.
La Risoluzione sui diritti dei Militari impegna i Paesi Membri a garantire il rispetto di alcuni diritti fondamentali delle persone che prestano il loro servizio nelle Forze Armate.
In particolare, la risoluzione chiede a tutti i paesi dell'Osce di promuovere in modo effettivo l'esercizio della libertà di associazione e di espressione rimuovendo gli ostacoli posti agli appartenenti delle Forze Armate.
Al termine della seduta, l'On. Mecacci è stato riconfermato per acclamazione quale Relatore della Commissione Diritti Umani dell'Assemblea Osce.
Il giorno precedente l'on. Mecacci era stato eletto Presidente del Gruppo Liberale dell'Assemblea Parlamentare dell'Osce. (Adnkronos)


Bocciato l'emendamento dell'on. Turco
Ai militari coninua ad essere negato un sindacato autonomo ed il libero associazionismo
In queste condizioni le funzioni di polizia di sicurezza, giudiziaria e tributaria vanno attribuite alla sola polizia di stato

Non ci sono le condizioni politiche per il riconoscimento dei diritti sindacali ai militari. È questo il risultato della votazione con cui il 7 luglio scorso la Camera dei deputati ha bocciato, praticamente all'unanimità, l'emendamento con cui i radicali Turco, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Zamparutti hanno chiesto di impegnare il governo ad estendere al personale militare i diritti sindacali.
Lo si sapeva, diranno i più. D'altra parte, nella scorsa legislatura, se le Camere non fossero state sciolte prematuramente, la Commissione difesa del Senato avrebbe licenziato il testo bipartisan gradito sia ai senatori Cossiga jr e Ramponi, sia agli esponenti di DS e Margherita, sia agli Stati maggiori. E oggi in Parlamento non ci sono i deputati della sinistra radicale a dar man forte alla combattiva, ma come al solito minuscola, pattuglia radicale.
Certo, il PD ha cambiato posizione e nel progetto di legge della senatrice Pinotti ha inserito il diritto di associazione. Ma nel partito di Bersani e di Fiano si avverte una sorta di rassegnazione. "La riforma la faranno lo stesso, anche senza l'opposizione", si sente dire dalle fila democratiche, con una remissività che francamente un po' sorprende vista la delicatezza delle funzioni di cui stiamo parlando.
Siamo l'unico paese al mondo tra tutti quelli a democrazia avanzata dove ai militari sono attribuiti non soltanto i compiti di difesa, ma anche una gamma sterminata di attività di polizia: per l'ordine e la sicurezza pubblica, per la prevenzione e la repressione dei reati comuni, per la prevenzione e repressione degli illeciti tributari, economici e finanziari e per la prevenzione e repressione di un numero praticamente infinito di illeciti amministrativi. Sono le competenze che svolgono le 180mila unità di personale di Carabinieri e Guardia di finanza. Funzioni essenziali, ed esiziali, per il nostro paese.
Ebbene, è possibile che attività del genere possano essere attribuite a strutture che non avranno al loro interno alcun reale controllo democratico? Alcuna effettiva trasparenza? Organizzazioni con comandanti generali provenienti dall'interno? Con vertici gerarchici fortissimi nei confronti dei singoli sottoposti? Dei quali potranno decidere vite, carriere, destini personali e familiari? Ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Quali valori e specialmente quali interessi vengono in rilievo e in gioco?
Su questioni del genere si possono davvero accettare riforme a colpi di maggioranza? E si può essere "rassegnati" alla sconfitta quando si verte su aspetti di rilevanza centrale per la democrazia e per il futuro di tutti?
Noi riteniamo di no e crediamo che ci sia il dovere di chiamare il paese a una attenta riflessione su questi temi. Carabinieri e Guardia di finanza sono una grande ricchezza del paese e certamente se ne deve preservare la funzionalità e la professionalità. Ma sono istituzioni che per i medesimi motivi non possono e non devono chiudersi su sé stesse, non possono essere incoraggiate a tornare ad allontanarsi dal resto della società civile dopo trent'anni di faticoso avvicinamento.
Chi scrive condivide i timori dell'apertura sic et simpliciter dei militari al sindacato. Ma ci sono altre strade e altre soluzioni, come quella, per dirne solo una, del "doppio binario" da noi proposto dalle pagine del sito (http://www.ficiesse.it/news.php?id=3961).
Quello che non è accettabile è tornare ai tempi della "extraterritorialità culturale" delle caserme, tornare a tollerare, ad esempio, che in alcuni uffici vengano appese fotografie inneggianti al ventennio fascista o che nella carta intestata di qualche comando siano inserite simbologie equivoche e comunque estranee a quelle ufficiali della Repubblica.
Se per i militari non ci deve essere né sindacato né doppio binario lo si decida dopo un ampio dibattito non soltanto in Parlamento ma anche nella società civile. E nell'ipotesi - che non esitiamo a definire sciagurata - che tale scelta sia ritenuta desiderabile, che cioè i nostri militari debbano tornare, nonostante la professionalizzazione e l'abolizione dell'esercito di leva, lontani e separati anche culturalmente dagli altri cittadini, ebbene in questo caso sarà indispensabile garantire la NATURA CIVILE DELLE FUNZIONI DI POLIZIA assegnandole in esclusiva alla Polizia di Stato.

Giuseppe FORTUNA Direttore del sito www.ficiesse.it

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La Corte Costituzionale boccia in parte le ronde PDF Stampa E-mail

Sicurezza pubblica: con la sentenza del 24.06.2010 n° 226 la Corte Costituzionale limita l'impiego delle ronde

La Corte Costituzionale si è pronunciata sui giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, nei confronti della disposizione introduttiva delle cosiddette "ronde" di cittadini, contenuta nella legge in materia di sicurezza pubblica n. 94/2009.

Con la sentenza 226/2010, i giudici hanno bocciato, in parte, la normativa sulle c.d. ronde prevista dal pacchetto sicurezza del 2009, dando il via all'impiego di cittadini (non armati) al fine di segnalare eventi che possano arrecare danni alla sicurezza urbana, dichiarando, altresì, illegittimo l'impiego delle ronde nelle situazioni di disagio sociale.

In pratica via libera alle ronde solamente sul fronte della sicurezza urbana ma non per un loro intervento in situazioni di disagio sociale.

La Consulta ha, quindi, bocciato (seppur in parte) uno dei capisaldi del pacchetto sicurezza, ossia la possibilità che i sindaci si avvalgano di cittadini non armati per segnalare alle forze dell'ordine situazioni critiche.

I sindaci possono avvalersi dell'aiuto dei volontari per un'attività di mera osservazione e segnalazione che qualsiasi cittadino potrebbe svolgere attraverso la denuncia di reati perseguibili d'ufficio; ma quello che le ronde non possono fare è occuparsi di disagio sociale.

Secondo la Corte, si tratta infatti di interventi di politica sociale riconducibili alla materia dei servizi sociali ritenuta di competenza legislativa regionale residuale.

L'obiettivo di monitorare e porre rimedio al disagio sociale non può, quindi, rientrare tra le funzioni delle ronde.

(Altalex, 9 luglio 2010. Nota di Manuela Rinaldi)


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