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Associazione per i Militari Democratici
Finalmente CASADIRITTO incontra il sottosegretario Crosetto PDF Stampa E-mail

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi, 3 - 00153 Roma

Tel. - 065883981 www.casadiritto.it

Era nell'aria. Su invito del Sottosegretario di Stato per la Difesa con delega agli immobili, on.le Guido Crosetto, si è svolto l'auspicato incontro tra lo stesso Sottosegretario, assistito dal suo Consigliere per gli Affari Giuridici, e Sergio Boncioli, Coordinatore Nazionale di Casadiritto, assistito da un componente la segreteria.

La convocazione, gradita quanto inseguita per almeno 2 anni, è giunta al termine di una stagione travagliata e pur tuttavia partecipata in ogni sua fase dalle migliaia di famiglie, gran parte delle quali ripongono sulla nostra Associazione CASADIRITTO una fiducia incondizionata, ma proprio per questo, pur cercando di fare e dare il massimo, ci sentiamo terribilmente responsabili ed alcune volte inadeguati, anche se è stato ampio il nostro impegno e il coinvolgimento dei Parlamentari a tutti i livelli ed anche di molti grandi Comuni.

L'incontro, privo di inutili convenevoli ma comunque rispettoso, ha dato la possibilità al rappresentante di CASADIRITTO di illustrare nel dettaglio le richieste e proposte che costituiscono il "pacchetto" teso alla diminuzione di quello che viene ritenuto un danno per gli utenti di alloggi demaniali.

In particolare le osservazioni sull'emanando Regolamento previsto dall'art. 6 - 21 quater della Legge n. 78 (Finanziaria 2010 )del 30 luglio 2010, i cui contenuti della Bozza sono stati pubblicati su www.casadiritto.it .

Entrando nel merito:

1. Sostenibilità

E' stata avanzata, nei dettagli la proposta della soglia di sostenibilità - riguardante tutti gli utenti a cui sono destinati i nuovi canoni di mercato. Tale meccanismo si propone di costituire un argine di sicurezza (sostenibilità) ad una eventuale macroscopica applicazione di un canone davvero insostenibile che potrebbe essere raggiunto con la metodologia indicata attualmente nella Bozza.

La soglia della sostenibilità riguarda tutti i redditi e si controlla attraverso l'introduzione di un coefficiente da applicare sulla base dei redditi complessivi familiari. Essa costituisce appunto un controllo finale ed ha il vantaggio di permettere alle famiglie di pagare un canone pur esoso, ma almeno sostenibile e di permettere alla Difesa di fare affidamento su risorse certe, e non virtuali.

Sono esclusi dall'applicazione dei canoni di mercato e quindi dalla necessità di applicare la soglia di sostenibilità (controllo) gli utenti che sono compresi nelle norme e nell'ambito dell'applicazione dell'art. 2 del Decreto di gestione annuale Ministro Difesa, cioè gli utenti che la Difesa stessa definisce "protetti".

2. Entrata in vigore

E' stata poi affrontata la questione della contestualità, cioè dell'entrata in vigore dei nuovi canoni.

Il Coordinatore Boncioli ha prospettato la necessità di uno scivolo della data del 1 gennaio 2011, ormai prossimo, in quanto l'iter che dovrà affrontare l'emanando Decreto (emanazione approvata Corte dei Conti, Gazzetta Ufficiale, decorrenza dei 60 gg successivi ),unitamente ai necessari adempimenti dei Tecnici che dovranno verificare le vere condizioni degli alloggi, dovrebbe rendere inevitabile lo spostamento di tale data.

E' comprensibile e ragionevole, oltrechè degno di uno Stato di diritto, considerare che un canone totalmente nuovo, sia comunicato alla controparte dal proprietario, almeno dal momento in cui avvenga la notifica per raccomandata e che quindi entri in vigore all'atto dell'avvenuta conoscenza dell'importo del nuovo canone.

3.      SFRATTI

Parimenti i recuperi forzosi, eventualmente in programma per gli alloggi non alienati, non siano resi esecutivi prima dell'inizio delle operazioni effettive alle alienazioni previste.

4.      DECRETO ALIENAZIONI (D.M. 18 maggio 2010)

Un passaggio importante è stato dedicato al Decreto del 18 maggio (alienazioni). E' stata fatta richiesta di emanare l'interpretazione autentica (il Decreto è già operante) sui seguenti punti:

  • Art. 7- comma 4-a (interpretazione autentica dell'usufrutto): chiarire se nel reddito le rate del 20% comprendono il costo della garanzia fideiussione bancaria o assicurativa, rispetto a quanto riportato al punto 5 lettera a ultimo periodo. Inoltre dovrebbe essere precisata la validità del comma 4 -a, nel caso di ultra 65enni con limite entro D.M. Difesa, in quanto il versamento della caparra sarebbe del tutto incomprensibile oltrechè inutile.
  • Art. 7 comma 13 e 14: I limiti di reddito individuati (19.000 e 22.000€.) debbono essere calcolati secondo i criteri previsti dall'art. 21-Legge 5 agosto 1978 -n. 457 e successive modificazioni, così come chiaramente indicato al punto 4-art.3 del Decreto Legge 25 settembre 2001 n. 351 richiamato dallo stesso art. 7 -Comma 1 del decreto Ministro Difesa 18 maggio 2010.

L'atmosfera attenta, distesa e fattiva, ha fatto si che queste importanti e puntualizzazioni fossero esposte con calma e documentata convinzione, quindi posti all'o.d.g. sul tavolo del Sottosegretario on.le CROSETTO e da questi ritenuti degne di massima attenzione.

CASADIRITTO, pur lamentando che due anni erano ormai passati dall'ultimo incontro e che quindi ben più ampi sarebbero stati i contributi, ha riconosciuto la disponibilità, del Sottosegretario offrendo la propria disponibilità per eliminare le punte più aspre dei provvedimenti in corso di applicazione.

Con la cordialità e l'attenzione che gli riconosciamo, il Sottosegretario Crosetto si è impegnato di esaminare nel merito le osservazioni proposte e,trovandole tutte interessanti.

Al termine del lungo incontro,CASADIRITTO ha espresso la sua soddisfazione al Sottosegretario Crosetto.

CASADIRITTO ora si impegnerà per comunicare alle famiglie le aperture che l'incontro sembra aver prodotto, pur restando in guardia, forti dell'esperienza passata in cui si è verificato che le aspettative suscitate non sono poi state supportate dai fatti.

Roma 7 dicembre 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

P.S. Al di fuori da ogni considerazione obiettiva relativa all'incontro, CASADIRITTO si augura che, nella felice coincidenza dell'incontro con le prossime festività, possa essersi creato un clima di reciproca stima che possa aiutare il Sottosegretario ed il suo Staff a prendere quelle decisioni importanti che inevitabilmente condizioneranno il futuro, tuttora incerto, delle nostre famiglie.

Per parte nostra siamo sicuri di aver fatto il massimo per dargli la necessaria sollecitazione affinché il pacchetto delle nostre proposte possa essere accolto e concedi a tutti noi un po' di serenità.


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Intensa attività di CASADIRITTO: PDF Stampa E-mail
· Conosciuta la bozza di regolamento per la determinazione dei canoni di mercato, CASADIRITTO chiede un incontro urgente al Sottosegretario Crosetto;

· Il Cocer Comparto Difesa rivendica la propria titolarietà in materia di determinazione dei canoni degli alloggi demaniali della Difesa;

· Casadiritto propone il “quoziente familiare” per determinare la sostenibilità dei canoni di mercato per gli “occupanti”;

· Anche il Consiglio Comunale di Milano approva un o.d.g. a favore degli “occupanti” della Difesa che rischiano di aggravare le difficoltà abitative delle grandi città;

· Casadiritto si rivolge anche al Parlamento Europeo per rappresentare le esigenze abitative del personale militare;

· Interrogazione dell’On. Bocchino nel Question Time al Ministro della Difesa sulla situazione alloggi determinatasi nella Difesa.

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ECCO LA BOZZA DI REGOLAMENTO SUI CANONI

MA L’ON. CROSETTO E’ ANCORA IN TEMPO: INCONTRI CASADIRITTO

Quello che era scritto a pag 13 , del rigo 29 del documento autodefinitosi (dagli autori ) “obiettivo 9 “aveva trovato attuazione prima con il Decreto M .D .del 18 maggio – art 2 comma 3 (Regolamento Legge 244- vendite e sfratti),poi all’interno della veloce e furtiva Legge Finanziaria 2010 del 30 luglio 2010 (voto di fiducia doppio, senza possibilità di modifica), per trovare una legittimazione a concetti illegittimi, inconfutabili. L’idea è poi venuta fuori : da furbetti, diventati scaltri ,cacciare gli utenti che erano legittimati da leggi, non con i vetusti recuperi coatti, con tutta quella pubblicità negativa ad essi correlata, carabinieri, ambulanze, fabbri e falegnami e nei casi più pietosi utilizzando la psicologa, che se in divisa, dovrebbe sostenere lo shock di mamme e figli; roba ritenuta da usare con parsimonia (casi eclatanti).

Era meglio, così sentenziarono le menti finissime, introdurre “canoni insostenibili “ anche “ in zone periferiche “ diceva la pag.. 13.

Le famiglie sarebbero uscite volontariamente una ad una, con le mani alzate, hanno pensato quelli “del 9 “ . Non bisognava dare nell’occhio, ma che figura, alcuni (2000) sono anche in servizio , come potremo permettercelo. Tutto a posto, dunque?

No, manca ancora un piccolo dettaglio : il Decreto sui canoni .

Noi siamo in grado di farlo leggere, in bozza , alle nostre famiglie.

Tra leggi improprie richiamate , nella bozza del decreto,c’è quella che richiama il DPR 138 del 23-3-1998.

Occupanti?

Ci chiediamo a quale edilizia faccia riferimento : a quella pubblica o a quella privata ?

Poi nel balletto dei coefficienti, fa mostra il numero di anni in cui si è stati senza titolo che viene sanzionato con una “multa” di cento, duecento, trecento euro al mese, per tutto il periodo senza il titolo concessorio. Chi ha voluto quella norma ?. Ma non era previsto dalle Leggi sulla continuazione, in deroga, la loro permanenza ? “L’occupazione “è solo dal 1 gennaio 2011 e non può essere dunque retroattiva. Hanno voluto mutuare l’idea dal noto Regolamento del 18 maggio. Ma allora non c’era in ballo l”occupazione” quella legge ve la siete confezionata solo a luglio con decorrenza 1 gennaio 2011. A proposito, quelli che erano da quindici, dieci, cinque anni fa all’interno del Decreto annuale del Sig ;Ministro della Difesa, l’ultimo Decreto fresco e appena del 23 giugno 2010, perché sono considerati occupanti per venti anni, quindici anni, cinque anni, cinque mesi e così via. Quale coefficienti si applicano in questi casi? E nel caso che un anno si stava dentro il reddito e un anno fuori quali saranno le “multe”?

Il sole che piange.

C’è poi un coefficiente K3, che fa pagare il sole che entra dalla finestra (esposizione) ovvero la tassa sulla luce del sole.

Il Comitato CASADIRITTO non ci sta.

Anche chi aveva votato quella Legge Finanziaria (art. 6 -21 quater ) ha avuto il voltastomaco e cerca al Parlamento, con Mozioni alla Camera, al Senato, alle Commissioni Difesa, firmate da decine di Deputati e Senatori tra cui la stessa Sen. Germontani, di porvi rimedio. Il più grande Comune d’Italia, la Capitale, tramite il Sindaco di Roma Alemanno con l’intero Consiglio Comunale l’intera maggioranza con tutta l’opposizione, con una azione promossa dal Consigliere addetto del Sindaco, nel settore Sicurezza e Militare, On . Giuseppe La Fortuna con una intensa interlocuzione con CASADIRITTO, chiede la costituzione di un tavolo di concertazione tra Difesa, Comune e l’Associazione CASADIRITTO .

La grande stampa nazionale, all’inizio tiepida, si è accorta del grave problema e del grave danno che incombe per le famiglie. IL Tempo (da sempre), Repubblica, L’Unità e Libero danno voce alle proposte di CASADIRITTO.

Il COCER dell’Aeronautica vota una importante delibera il giorno 5 novembre . Ci aspettiamo dall’intero COCER Interforze una chiara presa di posizione. In questa fase tutto possiamo dire, meno che siamo isolati, come qualcuno, che,sprezzante,ci definì “corrosivi”, avrebbe voluto.

On. Crosetto, Lei ha creduto opportuno fare un Regolamento sulle vendite ( e sfratti) in apparente solitudine, ma in realtà con i potenti di turno. E sta replicando con un Regolamento sui canoni.

Quando le nebbie si saranno diradate ed il disastro apparirà nella sua più cruda realtà, Lei e solo Lei se ne dovrà assumere la paternità e si troverà solo con tutta la pesantezza delle scelte operate.

On. Crosetto, se è vero come è vero, che per dare delle risposte sensate, occorrono delle domande sensate, CASADIRITTO Le ricorda che le domande (e le proposte) siamo pronti a farle. Lei sia disponibile a quell’incontro più volte richiesto da CASADIRITTO e ora sostenuto da tante forze, anche di diverso orientamento politico, di maggioranza e di opposizione.

Sarà utilissimo per entrambi e dopo, se è il caso, siamo pronti a dargliene atto.

Roma 8-11-2010

Sergio Boncioli

Coordinatore nazionale CASADIRITTO

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IL COCER COMPARTO DIFESA SUI CANONI DI MERCATO DEGLI ALLOGGI DEMANIALI: RIBADIAMO LE NOSTRE COMPETENZE E CHIEDIAMO LA SOSPENSIONE DELL’ITER PROCEDURALE DEL DECRETO SUI CANONI

Importante presa di posizione del COCER Comparto Difesa nella seduta del giorno 10 novembre .

Infatti con la delibera n. 50 del 10-11-2010 l’Organo di Rappresentanza ha chiesto un incontro con il Ministro della Difesa e, la costituzione di un tavolo tecnico sulla bozza riguardante il Decreto che regolamenta i canoni di mercato a partire dal 1-1-2011 (art. 6 -21 quater ), e chiede di sospendere l’iter procedurale. Tale decisione è preceduta, nel documento, da fondamentali considerazioni :

- la tutela delle famiglie ;

- l’esclusione dal campo di applicazione degli utenti rientranti nelle tutele del Decreto Annuale ;

- della sostenibilità dei nuovi canoni rispetto alla capacità reddituale degli utenti, e della decorrenza che deve essere contestuale alla comunicazione.

CASADIRITTO, che ha sempre valutato positivamente ogni possibile forma di dialogo con l’Organo di Rappresentanza, plaude al documento e auspica che gli Organi preposti della Difesa scelgano finalmente la strada del dialogo anche alla luce di quanto ora espresso dall’Organo di Rappresentanza che si aggiunge in maniera formidabile all’intera platea Istituzionale che CASADIRITTO ha contribuito a mobilitare :

- _ Parlamento con Mozioni Camera e Senato FLI , UDC, PD ;

- _ Enti Locali, con l’importante presa di posizione del Sindaco Alemanno e dell’intero Consiglio Comunale su iniziativa dell’on. Giuseppe La Fortuna, delegato del Sindaco alla sicurezza del Comune di Roma e dell’on. Antoniozzi, con l’approvazione all’unanimità di un chiaro O.D.G da parte dell’intero Consiglio, che chiede la costituzione di un tavolo di lavoro Difesa, Comune, CASADIRITTO.

- Altri Comuni importanti si accingono in questa direzione.

Salutiamo quindi le decisioni del COCER come un decisivo passo verso l’auspicata modifica della bozza di Regolamento, tanto più significativa in quanto il parere dato con la delibera ora approvata era espressamente richiesto dall’art. 6 -21 quater in questione.

Roma 12-11-2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Allegata la delibera COCER Comparto Difesa:

CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA

COMPARTO DIFESA

X - M A N D A T O

DELIBERA n° 50 / 2010

Oggetto: “Articolo 6, comma 21 – quater, del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 – decreto ministeriale per la rideterminazione del canone degli alloggi di servizio militari occupanti da utenti non aventi titolo alla concessione, decaduti dalla concessione, o a cui la concessione sia stata revocata.-

VISTO : il D.lgv. 195/95;

la Legge 244/2007 (Finanziaria 2008) art. 2 comma 627 – 631;

VISTA: la bozza del decreto ministeriale di cui all’art. 6 comma 21 della legge in oggetto, inviata a questo Consiglio con foglio n. 0081153, datato 06.10.2010, pervenuta alla presidenza in data 07.10.2010 e trasmessa alle singole sezione di Forza Armata in data 18/10/2010, con il quale si chiede il “sentito” entro i termini previsti dall’art. 38 del R.A.R.M. (cioè 30 giorni);

PREMESSO: che la problematica alloggiativa è da anni all’attenzione di questo Consiglio;

che con varie delibere (24/2009; 29/2009; 32/2009; 40/2010; 41/2010; 42/2010) questo Consiglio ha sempre espresso “il proprio parere contrario allo schema del D.M.” e al Regolamento per la realizzazione del programma infrastrutturale di alloggi di servizio, sia nei metodi che nei contenuti. Ad esempio, sussistono forti dubbi circa le risorse finanziarie che si stanzierebbero in quindici anni per un importo di 5 miliardi di euro; l’uso delle aree demaniali da destinare a cooperative militari; l’elenco degli immobili da alienare; la mancata attivazione del fondo casa; i criteri di assegnazione degli alloggi già liberi o lasciati liberi, in particolare nei grandi centri urbani. ecc..

CONSIDERATO: che l’aspetto di fondo che ha sempre ispirato questo Consiglio è la tutela sociale dei militari e delle proprie famiglie;

che gli utenti di cui alla legge 537 del 1993, art 9 comma 7, dovrebbero essere considerati esclusi dal campo di applicazione del decreto di cui trattasi, in relazione ai limiti di reddito annualmente stabiliti con apposito D.M. e in virtù della citata deroga di legge;

che necessita una chiara indicazione circa la necessaria sostenibilità dei nuovi canoni rispetto alla capacità reddituale degli utenti e che altresì gli stessi aumenti decorrano contestualmente alla notifica degli stessi;

che sono ben 9 mesi che non pervengono risposte alle delibere del Co.Ce.R. in materia di alloggi;

TENUTO CONTO: che di fatto il Co.Ce.R. non è mai stato ascoltato, nonostante i vari “sentiti” previsti dalle norme in materia;

per quanto sopra espresso si:

D E L I B E R A

1) Di reiterare la richiesta al Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa di volersi fare promotore di un incontro urgente di questo Consiglio con il Signor Ministro della Difesa, al fine di avere indispensabili e autorevoli informazioni circa la “visione strategica” del Governo in tema di necessità abitative del personale militare; sospendendo l’iter procedurale dell’emanando D.M. in attesa dell’ incontro, propedeutico all’espressione del COCER Comparto Difesa circa la bozza di decreto in argomento.

2) Di chiedere contemporaneamente la immediata costituzione di un apposito gruppo di lavoro per procedere all’esame tecnico della bozza di D.M. in argomento e fornire il richiesto parere entro il mese di novembre c.a..

3) inviare la presente delibera a stralcio del verbale.

Presenti

17

Votanti

17

Favorevoli

13

Contrari

0

Astenuti

4

La presente delibera viene approvata a maggioranza in data 10.11.2010.

IL SEGRETARIO

IL VICE PRESIDENTE

1° Av.Ca. Sc.Salvatore NICOSIA

Col. par. Corrado CULTRERA

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“OCCUPANTI” E “OCCUPAZIONE”: CI TRASMETTONO UN MESSAGGIO DI ARROGANZA. CASADIRITTO PROPONE ALL’ON. CROSETTO:

QUOZIENTE FAMILIARE NELL’AMBITO DELLA SOSTENIBILITA’

La forma è sostanza e le parole hanno il loro peso. In questo caso la trave che ci hanno fatto cadere in testa non è solo lessicale, ma anche giuridica. Il “pensiero profondo” espresso nella famosa pag. 13 redatto da “quelli del 9” è ben rappresentato dall’art.6. 21 quater della Finanziaria, che ne sancisce il raggiungimento dell’obiettivo finale. Anche se la parola “utenti” e “conduttori” compare a piene mani, sia nella legge 244 art.2, sia nel Regolamento attuativo del Ministro della Difesa del 18 maggio e pubblicato il 20 luglio sulla G.U. sembra stridere fortemente, ma è un eufemismo, con quanto improvvisamente comparso nell’emendamento Germontani/Azzolini (successivamente dalla prima Senatrice onestamente e con encomio ripudiato) del giugno u.s. poi inserito con democratico voto di fiducia nella legge del 30 luglio., che definisce quelle stesse persone o meglio cittadini italiani, ne utenti, ne conduttori, ma con l’epiteto di “occupanti” Questo desterà non la curiosità di qualche linguista dell’Accademia della Crusca, ma speriamo (e non solo) anche di qualche giurista o magari di qualche Magistrato, che curiosando tra le numerose carte, troverà la giusta soluzione. Quel titolo onorifico “affibiatoci” pensiamo che è stato causato non dalla voglia matta di vincere, ma di stravincere da parte di chi ha consegnato “il bigliettino”nelle mani giuste ed al momento giusto, ove l’autorità della politica sembra aver completamente abdicato alla “manu militari”.

Riduttivo sarebbe pertanto l’atteggiamento di limitare il ragionamento di alcuni utenti che, dicono, sarebbero in grado di sostenere i canoni, qualunque essi siano, dall’alto della loro capacità di farvi fronte. Oltre che provocatorio nei confronti delle famiglie normali, sarebbe stolto, perché quella norma è a prescindere : te ne devi andare via, anche se paghi. Con una piccola differenza : che chi crede ininfluente un aumento insostenibile, potrà andare dove vuole, gli altri non hanno quella possibilità. Quindi diciamo loro, non fate danni, con i vostri sproloqui.

Non dividiamoci con inutili ed inesistenti comitatini di “rocca cannuccia” ,magari davanti ad un cronista che intervista. Vi spengerete come fuochi di paglia e non resterà nulla. Quindi quella norma approvata la consideriamo perversa,poiché prima di tutto toglie i diritti.

Hanno rotto il quadro legislativo preesistente (Leggi 537 –e 724), per “agevolare” con i canoni di mercato, l’uscita in modo soft, senza sceneggiate di disperazione, quasi all’inglese, da veri usurai esattori. Lo sfratto ci sarà poi, con calma, per i più ostinati e riottosi (economicamente molto capienti) secondo le precise e uniformi(sic) disposizioni della “ Cellula di coordinamento interforze” evidentemente dalle prime mosse una cellula anomala. Non uniforme, con alta capacità degenerativa.

Per ora CASADIRITTO chiede che il danno venga limitato, per poterne uscire vivi.

Ma in che modo ?

Molti avranno notato che l’avverbio adoperato a pag 13 del famoso documento in riferimento ai canoni futuri è “insostenibile”. Ebbene, in tutti gli atti presentati al Parlamento attraverso “Mozioni” firmate da Gruppi Parlamentari e quasi da cento Deputati e Senatori, ricorre la parola “sostenibile” sinonimo e contrario, riferito ai canoni.

Il nostro obiettivo è :

  • l’esenzione dal campo di applicazione dai nuovi canoni, delle categorie che già usufruivano del pagamento dell’equo canone e che la Difesa ha sempre definito “categoria protetta “ individuate dal Decreto Annuale Ministro della Difesa ;
  • la sostenibilità appunto, dei canoni ;
  • la contestualità del loro pagamento dal momento della loro esatta quantificazione e notifica ;
  • la sospensione temporanea dei recuperi forzosi, sino all’effettuazione delle alienazioni.

Alcuni “ liberi pensatori “, ritenendo minimali, tali proposte, nulla, dicono sulla “trave” che tutti ci condizionerà, poveri o ricchi, ovvero sulla perdita di ogni diritto legale. Si soffermano sul perché” a quelli si e noi no “ dimostrandosi infantili o troppo furbi.

CASADIRITTO ritiene invece realistico tentare di introdurre, anche se nel già devastato quadro legislativo, una sorta di QUOZIENTE FAMILIARE”, che come le le leggi ora decadute 537 e 724 , prevede una gradualità che tenga conto della capacità economica della singola famiglia, ma in modo vero e non apparente, fissando un tetto costituito dalla SOSTENIBILITA’.

Da qui non si può prescindere, caro Crosetto. Si tratterà di dosare con lungimiranza e realismo, tenendo conto del rispetto della famiglia che tutti diciamo di tutelare, senza sfaceli per nessuno, i relativi coefficienti e tetti massimi invalicabili.

Non è un caso che la sostenibilità e l’uscita dal campo applicativo per taluni, è alla base delle Mozioni PD, UDC, FLI al Parlamento e nell’Atto del Comune di Roma.

CASADIRITTO attribuisce poi grande importanza a quanto deliberato dall’Organo Centrale di Rappresentanza, Comparto Difesa, nella delibera, fresca di approvazione, n. 50 del 10 novembre 2010 (vedi sito ). Li ringraziamo tutti per lo sforzo incredibile fatto, superando diffidenze, nel chiedere la sospensione dell’iter procedurale del Decreto sui canoni e contemporaneamente precisando, a caratteri cubitali , quali ne dovranno essere gli assi portanti (quelli sostenuti dalle famiglie) . Questa presa di posizione del COCER ci ripaga di questi ultimi mesi d silenzio, che avevamo definito “tombale “.

Finalmente nel COCER abbiamo trovato una speranza. Non deludeteci, ce ne sono tanti in servizio.

Chiediamo ai loro componenti di andare avanti. Ed anche a chi in questa occasione ha dissentito, i boatos ci sono arrivati, non ne portiamo rancore e diciamo loro : un confronto aiuterà ad esprimere meglio i nostri punti di vista . Confidiamo sul ruolo del loro Presidente che in molte occasioni non ha mancato, in materia di alloggi, di esercitare il suo ruolo con competenza e senza posizioni preconcette. Al Presidente del COCER ci rivolgiamo per adoperarsi perché sia dato corso alla richiesta di costituire quel “ Gruppo di lavoro “ che certamente sarà un luogo ove emergeranno, in modo pacato e proficuo, tutte quelle proposte che il COCER stesso, sarà, se lo sarà, in grado di mettere in campo, così come ci è sembrato di poter capire .

I tempi ormai stringono. Osserviamo frastornati le vicende politiche che agitano il Governo ed il Parlamento, che non possono non avere di conseguenza ricadute anche sulla nostra vicenda.

Comunque vada chiediamo per l’ennesima volta all’on. Crosetto di ascoltarci, anche alla luce della nuova proposta che abbiamo lanciato.

E’ un nostro diritto parlargli ed un suo dovere ascoltarci.

Ci siamo già incontrati, quindi che cosa lo frena ? Onori presto la sua promessa.

Roma 15 novembre 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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FINALMENTE ANCHE MILANO

Rompendo un silenzio solo apparente, evidentemente rotto dalle ultime discutibili decisioni adottate dalla Difesa prima con il Regolamento del 18 maggio 2010 (alienazioni e sfratti) e poi dall’art .6 comma 21 quater Legge n .78 del 30 luglio 2010, canoni di mercato in attesa di rilascio, è stato presentato in data 15 novembre 2010 al Consiglio Comunale di Milano da parte del Consigliere Comunale Salvatore Pasquale (UDC)l’Ordine del Giorno che si allega in copia.

Allo scopo di assicurare la partecipazione nell’Aula del Consiglio Comunale delle famiglie abitanti gli alloggi militari, nel giorno in cui l’O.d.G: sarà discusso, invitiamo di mettersi in contatto con il rappresentante di CASADIRITTO a Milano al n .telef: 02-22479557 o per via e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

CASADIRITTO invita altresì gli amici utenti di altri Comuni, specialmente quelli ad “alta densità abitativa militare” sull’esempio di Roma e Milano, al fine di sensibilizzare i propri Amministratori e Primi Cittadini per prendere iniziative similari coinvolgendo tutti i Gruppi Consiliari, affinchè attraverso questi importanti Atti si possa contribuire a creare un clima disteso di trattativa che sia di rottura con lo spirito vendicativo presente all’interno dei provvedimenti presi, ove anche l’Associazione CASADIRITTO possa presentare proposte concrete e realisticamente attuabili.

Roma 16 novembre 2010

Sergio boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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ATTIVITA’ DI CASADIRITTO

In data 18 novembre u.s. una delegazione di CASADIRITTO si è incontrata con l’europarlamentare europeo on.le Potito SALATTO facente parte della Commissione Sicurezza e Difesa (S.E.D.E.) al Parlamento Europeo (Bruxelles) per problemi inerenti gli alloggi italiani della Difesa.

Al termine dell’incontro l’on.le SALATTO si è riservato di intervenire adeguatamente in Sede di Parlamento Europeo per individuare possibili interventi in favore degli attuali utenti dei rispettivi alloggi, onde evitare i disagi creati dalle nuove normative regolamentari agli stessi.

Roma li 19 novembre 2010

Sergio Boncioli

Il Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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ALLOGGI DIFESA

MERCOLEDI’ 1 DICEMBRE SU RAI ORE 15 QUESTION TIME AL PARLAMENTO

Ci giunge ora notizia che è stato fissato per mercoledì 1° dicembre alle ore 15 durante lo svolgimento del QUESTION TIME la risposta all’interrogazione scritta sulla questione alloggi della Difesa firmata dagli on. Italo Bocchino e Aldo di Biagio, che avverrà in Aula presso la Camera dei Deputati. Risponderà il Ministro della Difesa o in sua assenza, il Ministro per i rapporti con il Parlamento.

Il testo dell’interrogazione è riportato a parte.

Roma li 30 novembre 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Interrogazione a risposta immediata in aula

(Question Time)

Al Ministro delle difesa

Per sapere, premesso che:

- il patrimonio immobiliare della Difesa conta circa 18.500 abitazioni collocate su tutto il territorio nazionale, di cui circa 5.000 unità sono riconosciute ad utenti cosiddetto sine titulo, configurabili anche in personale militare in quiescenza che corrisponde un canone mensile non negoziato né negoziabile ma «imposto», variabile tra i 400 e i 1.200 euro;

- attualmente sul versante del gettito l'amministrazione raccoglie circa 35 milioni di euro annui dalle suindicate concessioni, risorse non trascurabili perché rappresentano una voce indifferibile tra le entrate del Ministero della difesa;

- la legge 24 dicembre 2007, n. 244, (legge finanziaria 2008), all'articolo 2, comma 627, ha stabilito che il Ministero della difesa predisponesse con criteri di semplificazione, di razionalizzazione e di contenimento della spesa, un programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio di cui all'articolo 5, primo comma, della legge 18 agosto 1978, n. 497;

- la suindicata legge all'articolo 2, comma 628, lettera b), pur prevedendo la possibilità di vendita di quella aliquota di alloggi non ulteriormente utili per soddisfare esigenze della difesa, riconosce il diritto di continuazione della locazione agli utenti che non possono sostenerne l'acquisto, assicurando la permanenza negli alloggi dei conduttori delle unità immobiliari e delle vedove, con basso reddito familiare, non superiore a quello determinato annualmente con il decreto ministeriale di cui all'articolo 9, comma 7, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, ovvero con componenti familiari portatori di handicap, dietro corresponsione del canone in vigore all'atto della vendita, aggiornato in base agli indici ISTAT;

- malgrado il portato della suindicata legge, nel 2008 la cosiddetta problematica alloggiativa concernente gli immobili della difesa è stata oggetto di analisi di uno specifico gruppo di progetto che è approdato ad un apposito documento redatto sulla base dell'obiettivo 9 indicato nel piano attuativo della direttiva logistica interforze del 2006 che comprende «l'individuazione di soluzioni alternative per soddisfare le esigenze alloggiative del personale in servizio permanente»;

- stando alle riflessioni tracciate nel suindicato documento, la risoluzione delle problematiche abitative rappresenterebbe un'esigenza fondamentale ed imprescindibile, in quanto tale elemento andrebbe addirittura ad incidere sulla mobilità del personale e, conseguentemente, sull'efficacia e sull'operatività dello strumento militare;

- il documento provvede ad evidenziare un programma di interventi volti a massimizzare la disponibilità abitativa del comparto difesa, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di gestione degli alloggi;

- nelle «ipotesi di sviluppo finanziario complessivo», sancite nel documento suindicato, viene ipotizzato il rilascio delle unità abitative da parte degli utenti sine titulo attraverso la loro sottoposizione ad un fitto di libero mercato di portata tale che «il canone elevato che si viene a determinare risulta sicuramente antieconomico/insostenibile rispetto ad altra sistemazione abitativa (anche in zone periferiche) tratta dal libero mercato», determinando di conseguenza una maggiore disponibilità abitativa;

- nell'obiettivo 9, di cui sopra, emerge, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, una condizione di criticità e di seria difficoltà per un numero considerevole di utenti sine titulo che verrebbero indotti a lasciare le unità abitative concesse loro in virtù delle precedenti disposizioni in materia che legittimavano la conduzione agli occupanti verso il pagamento di un equo canone (per i titolari di minor reddito) e di equo canone maggiorato del 50 per cento (per i titolari di redditi più elevati). Un approccio dalla ratio, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo di dubbia conformità al dettato costituzionale, aggravato dal fatto di essere tratteggiato nelle linee guida operative di un documento dell'amministrazione competente nonché di fruizione pubblica;

- nel maggio 2010 è stato adottato il decreto ministeriale n. 112 recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare, di cui all'articolo 2, comma 629, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008);

- l'articolo 7 del suindicato decreto ministeriale stabilisce che gli alloggi di servizio non più funzionali sono alienati, con diritto di prelazione per il conduttore. In antitesi rispetto al diritto di continuità della locazione chiaramente sancito dalla legge finanziaria per il 2008, ai conduttori che abbiano manifestato la volontà di continuare nella conduzione dell'alloggio è riconosciuto il diritto di usufruire di un contratto di locazione che abbia la durata di nove anni, se il reddito del nucleo familiare non è superiore a 19.000 euro, ovvero a 22.000 euro nel caso di famiglie con componenti ultrasessantacinquenni o disabili, o di cinque anni, se il reddito del nucleo familiare è superiore a quello suindicato ma non superiore a quello determinato dal decreto di gestione annuale;

- in questa prospettiva, si aggiunge la ratio dell'articolo 6, comma 21-quater del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, che prevede che, a decorrere dal 1o gennaio 2011, venga ridefinito il canone di occupazione dovuto dagli utenti sine titulo in atto conduttori di alloggi non compresi tra quelli posti in vendita, fermo restando per l'occupante l'obbligo di rilascio entro il termine fissato dall'amministrazione, anche se in regime di proroga. Tale ridefinizione del canone sarà operata sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, in mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del territorio, del reddito dell'occupante e della durata dell'occupazione;

- a partire dai primi giorni di settembre 2010, è stata inviata la notifica di provvedimento di recupero forzoso degli immobili dall'Aeronautica militare agli utenti ricadenti nella fattispecie di cui sopra in deroga a quanto disposto dall'articolo 6, comma 3, del regolamento di cui al decreto ministeriale 18 maggio 2010, n. 112, in base al quale «la Direzione generale ne riferisce al Ministro della difesa, ai fini della verifica della coerenza delle attività rispetto agli indirizzi politico-amministrativi e, (...), approva l'elenco degli alloggi, non più funzionali alle esigenze istituzionali, da alienare». Una scelta operativa che ai firmatari del presente atto di indirizzo appare unilaterale e non aderente ai principi costituzionali che, se confermata ed estesa a tutti i conduttori che si trovano in analoga posizione, rischia di mettere alla porta migliaia di famiglie italiane che hanno servito lo Stato e che - in moltissimi casi - si ritrovano a vivere difficili situazioni sotto il profilo umano ed economico;

- le disposizioni suindicate secondo i firmatari del presente atto di indirizzo non appaiono conformi ai principi del buon andamento e dell'imparzialità dell'Amministrazione sanciti dalla Carta costituzionale, e contrastano, altresì, con i principi generali dell'ordinamento giuridico italiano, in base ai quali sono vietate le condizioni vessatorie, espressamente per i negozi giuridici di diritto civile, implicitamente e con evidente maggior cogenza, nei rapporti tra pubblica amministrazione e suoi dipendenti e/o privati cittadini;

- in data 19 novembre 2010, nell’ambito della discussione del provvedimento AC 3778 (legge di stabilità), il Governo si è impegnato ad rettificare la normativa suindicata attualmente in vigore in materia di alloggi militari, tenendo conto della sostenibilità dei nuovi canoni da introdurre in relazione ai redditi complessivi nonché alla sussistenza di condizioni di disabilità familiari dei conduttori degli alloggi, e prevedendo alternative formule di acquisizione e/o conduzione dell'immobile, per i conduttori sine titulo ultrasessantacinquenni che manifestino la volontà di continuare nella conduzione stessa;

- malgrado la mancata emanazione del decreto ministeriale di cui all’art. 6 comma 21 quater del DL 31 maggio 2010, n.78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n.122 e di una chiara e completa procedura operativa, a partire dalle prime settimane di novembre 2010 i comandi militari regionali dell’Esercito hanno trasmesso ai conduttori sine titulo una nota nella quale si intima di presentare entro 20 giorni il modello ISEE, al fine di consentire la definizione del piano di recupero degli alloggi:

in che modo il ministro interrogato intende intervenire – considerando il carattere di urgenza della questione in oggetto – al fine di ottemperare al citato impegno accolto nell’ambito della legge di stabilità, tutelando in maniera concreta e doverosa tutta la categoria dei conduttori sine titulo tenendo conto delle istanze e delle esigenze reddituali e familiari degli stessi, e se non ritenga auspicabile sospendere le procedure di attuazione del piano di recupero funzionale degli alloggi degli utenti sine tutolo in attesa della rettifica della normativa suindicata così come da impegno del Governo.

On. BOCCHINO ITALO e DI BIAGIO ALDO


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
La Camera ha approvato il Decreto Sicurezza. Dure critiche per l'emendamento presentato e poi ritirato dalla maggioranza che avrebbe dovuto finanziare la specificità del comparto PDF Stampa E-mail
DECRETO-LEGGE 12 novembre 2010, n. 187

Misure urgenti in materia di sicurezza.

(GU n. 265 del 12-11-2010)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

· Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

· Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di garantire la sicurezza dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive, prevedendo misure idonee a prevenire e reprimere i comportamenti particolarmente pericolosi;

· Considerata altresì la straordinaria necessità ed urgenza di adottare mirati interventi per rafforzare l'azione di contrasto alla criminalità organizzata e alla cooperazione internazionale di polizia;

· Ritenuta inoltre, la straordinaria necessità ed urgenza di adottare ulteriori misure in materia di tracciabilità dei flussi finanziari, di sicurezza urbana e per la funzionalità del Ministero dell'interno;

· Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 novembre 2010;

· Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e per la pubblica amministrazione e l'innovazione;

Emana il seguente decreto-legge:

Capo I

MISURE PER GLI IMPIANTI SPORTIVI

Art. 1

Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive

1. Le disposizioni di cui ai commi 1-ter e 1-quater dell'articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, hanno efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 30 giugno 2013.

2. All'articolo 1 del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, dopo il comma 3-quinquies, è aggiunto, in fine, il seguente:

«3-sexies. A garanzia della sicurezza, fruibilità ed accessibilità degli impianti sportivi la sanzione di cui al comma 3-quinquies si applica anche alle società sportive che impiegano personale di cui all'articolo 2-ter, in numero inferiore a quello previsto nel piano approvato dal Gruppo operativo sicurezza di cui al decreto attuativo del medesimo articolo 2-ter.».

Art. 2

Disposizioni urgenti per il personale addetto agli impianti sportivi

1. All'articolo 2-ter del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Ferme restando le attribuzioni e i compiti dell'autorità di pubblica sicurezza, al personale di cui al comma 1 possono essere affidati, in aggiunta ai compiti previsti in attuazione del medesimo comma, altri servizi, ausiliari dell'attività di polizia, relativi ai controlli nell'ambito dell'impianto sportivo, per il cui espletamento non è richiesto l'esercizio di pubbliche potestà o l'impiego operativo di appartenenti alle Forze di polizia.».

2. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le condizioni e le modalità per l'affidamento dei compiti di cui al comma 1, attraverso l'integrazione del decreto del Ministro dell'interno in data 8 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto 2007, adottato in attuazione dell'articolo 2-ter, comma 1, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro trenta giorni. Decorso tale termine, il decreto può essere egualmente adottato.

3. All'articolo 6-quater, comma 1, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il primo periodo, è inserito il seguente:

«Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 339, terzo comma, del codice penale.».

4. Dopo l'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, è inserito il seguente:

«Art. 6-quinquies. - (Lesioni personali gravi o gravissime nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive). 1. Chiunque commette uno dei fatti previsti dall'art. 583-quater del codice penale nei confronti dei soggetti indicati nell'articolo 2-ter del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, purchè riconoscibili e in relazione alle mansioni svolte, è punito con le stesse pene previste dal medesimo articolo 583-quater.».

Capo II

POTENZIAMENTO DELL'ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DI POLIZIA

Art. 3

Interventi urgenti a sostegno dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

1. Alla legge 31 maggio 1965, n. 575, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2-undecies:

1) al comma 2, dopo la lettera a), è inserita la seguente:

«a-bis) mantenuti al patrimonio dello Stato e, previa autorizzazione del Ministro dell'interno, utilizzati dall'Agenzia per finalità economiche, i cui proventi, nei limiti previsti dal comma 2.1, sono destinati ad assicurare il potenziamento della medesima Agenzia;»;

2) dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2.1. I proventi derivanti dall'utilizzo dei beni di cui al comma 2, lettera a-bis), affluiscono, al netto delle spese di conservazione ed amministrazione, al Fondo unico giustizia, per essere versati all'apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato e riassegnati allo stato di previsione del Ministero dell'interno al fine di assicurare il potenziamento dell'Agenzia.»;

b) all'articolo 2-sexies, comma 15, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.».

2. Al decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2010, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 3, comma 4, dopo la lettera c), è inserita la seguente: «c-bis) richiede all'autorità di vigilanza di cui all'articolo 1, comma 2, l'autorizzazione ad utilizzare i beni immobili di cui all'articolo 2-undecies, comma 2, lettera a-bis), della legge 31 maggio 1965, n. 575, per le finalità ivi indicate;»;

b) all'articolo 7, dopo il comma 3-ter è aggiunto, in fine, il seguente: «3-quater. L'Agenzia può, altresì, disporre, con delibera del Consiglio direttivo, l'estromissione di singoli beni immobili dall'azienda non in liquidazione e il loro trasferimento al patrimonio degli enti territoriali che ne facciano richiesta, qualora si tratti di beni che gli enti territoriali medesimi già utilizzano a qualsiasi titolo per finalità istituzionali. La delibera del Consiglio direttivo è adottata fatti salvi i diritti dei creditori dell'azienda confiscata.».

3. Al fine di garantire il potenziamento dell'attività istituzionale e lo sviluppo organizzativo delle strutture, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, previa autorizzazione del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per l'economia e le finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, stipula, in deroga all'articolo 7, comma 1, lettera b), del decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2010, n. 50, e nei limiti stabiliti dall'autorizzazione, contratti di lavoro a tempo determinato, anche avvalendosi delle modalità di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. I rapporti di lavoro instaurati non possono avere durata superiore al 31 dicembre 2012. A tali fini all'Agenzia sono assegnati 2 milioni di euro per l'anno 2011 e 4 milioni di euro per l'anno 2012.

4. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 3, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Capo II

POTENZIAMENTO DELL'ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DI POLIZIA

Art. 4

Integrazione della Commissione centrale consultiva per l'adozione delle misure di sicurezza personale

1. All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 6 maggio 2002, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2002, n. 133, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

«Per le questioni di sicurezza relative a magistrati la Commissione è integrata da un magistrato designato dal Ministro della giustizia.».

Capo II

POTENZIAMENTO DELL'ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DI POLIZIA

Art. 5

Potenziamento della cooperazione internazionale di polizia

1. Al fine di potenziare l'azione di contrasto della criminalità organizzata e di tutte le condotte illecite, anche transnazionali ad essa riconducibili, nonchè al fine di incrementare la cooperazione internazionale di polizia, anche in attuazione degli impegni derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea o in esecuzione degli accordi di collaborazione con i Paesi interessati, sono predisposte urgenti linee di indirizzo strategico per rafforzare l'attività del personale delle Forze di polizia dislocato all'estero attraverso la massima valorizzazione del patrimonio informativo disponibile e dello scambio info-operativo. A tale scopo, nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza-Direzione centrale della polizia criminale, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Comitato per la programmazione strategica per la cooperazione internazionale di polizia (COPSCIP), presieduto dal vice direttore generale della pubblica sicurezza-direttore centrale della polizia criminale. Per la partecipazione al Comitato non è prevista la corresponsione di compensi o rimborsi spese di alcun genere.

Capo III

DISPOSIZIONI SULLA TRACCIABILITÀ DEI FLUSSI FINANZIARI

Art. 6

Disposizioni interpretative e attuative delle norme dell'articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, in materia di tracciabilità dei flussi finanziari

1. L'articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, si interpreta nel senso che le disposizioni ivi contenute si applicano ai contratti indicati nello stesso articolo 3 sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della legge e ai contratti di subappalto e ai subcontratti da essi derivanti.

2. I contratti stipulati precedentemente alla data di entrata in vigore della legge n. 136 del 2010 ed i contratti di subappalto e i subcontratti da essi derivanti sono adeguati alle disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 136 del 2010 entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge.

3. L'espressione: «filiera delle imprese» di cui ai commi 1 e 9 dell'articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, si intende riferita ai subappalti come definiti dall'articolo 118, comma 11, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonchè ai subcontratti stipulati per l'esecuzione, anche non esclusiva, del contratto.

4. L'espressione: «anche in via non esclusiva» di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, si interpreta nel senso che ogni operazione finanziaria relativa a commesse pubbliche deve essere realizzata tramite uno o più conti correnti bancari o postali, utilizzati anche promiscuamente per più commesse, purchè per ciascuna commessa sia effettuata la comunicazione di cui al comma 7 del medesimo articolo 3 circa il conto o i conti utilizzati, e nel senso che sui medesimi conti possono essere effettuati movimenti finanziari anche estranei alle commesse pubbliche comunicate.

5. L'espressione: «eseguiti anche con strumenti diversi» di cui al comma 3, primo periodo, dell'articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, e l'espressione: «possono essere utilizzati anche strumenti diversi» di cui al comma 3, secondo periodo, dello stesso articolo 3, si interpretano nel senso che è consentita l'adozione di strumenti di pagamento differenti dal bonifico bancario o postale, purchè siano idonei ad assicurare la piena tracciabilità della transazione finanziaria.

Capo III

DISPOSIZIONI SULLA TRACCIABILITÀ DEI FLUSSI FINANZIARI

Art. 7

Modifiche alla legge 13 agosto 2010, n. 136, in materia di tracciabilità dei flussi finanziari

1. Alla legge 13 agosto 2010, n. 136, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 3,

1) al comma 1 le parole: «bonifico bancario o postale.» sono sostituite dalle seguenti:

«bonifico bancario o postale, ovvero con altri strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni.»;

2) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. I pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e fornitori di beni e servizi rientranti tra le spese generali nonché quelli destinati alla provvista di immobilizzazioni tecniche sono eseguiti tramite conto corrente dedicato di cui al comma 1, anche con strumenti diversi dal bonifico bancario o postale purchè idonei a garantire la piena tracciabilità delle operazioni per l'intero importo dovuto, anche se questo non è riferibile in via esclusiva alla realizzazione degli interventi di cui al medesimo comma 1.»;

3) al comma 4 le parole: «bonifico bancario o postale.» sono sostituite dalle seguenti:

«bonifico bancario o postale, ovvero con altri strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni.»;

4) il comma 5 è sostituito dal seguente:

«5. Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, gli strumenti di pagamento devono riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dalla stazione appaltante e dagli altri soggetti di cui al comma 1, il codice identificativo di gara (CIG), attribuito dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture su richiesta della stazione appaltante e, ove obbligatorio ai sensi dell'articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il codice unico di progetto (CUP).»;

5) il comma 6 è abrogato;

6) il comma 7 è sostituito dal seguente:

«7. I soggetti di cui al comma 1 comunicano alla stazione appaltante o all'amministrazione concedente gli estremi identificativi dei conti correnti dedicati di cui al medesimo comma 1 entro sette giorni dalla loro accensione o, nel caso di conti correnti già esistenti, dalla loro prima utilizzazione in operazioni finanziarie relative ad una commessa pubblica, nonchè, nello stesso termine, le generalità e il codice fiscale delle persone delegate ad operare su di essi. Gli stessi soggetti provvedono, altresì, a comunicare ogni modifica relativa ai dati trasmessi.»;

7) il comma 8 è sostituito dal seguente:

«8. La stazione appaltante, nei contratti sottoscritti con gli appaltatori relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui al comma 1, inserisce, a pena di nullità assoluta, un'apposita clausola con la quale essi assumono gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla presente legge. L'appaltatore, il subappaltatore o il subcontraente che ha notizia dell'inadempimento della propria controparte agli obblighi di tracciabilità finanziaria di cui al presente articolo ne dà immediata comunicazione alla stazione appaltante e alla prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia ove ha sede la stazione appaltante o l'amministrazione concedente.»;

8) dopo il comma 9 è aggiunto, in fine, il seguente:

«9-bis. Il mancato utilizzo del bonifico bancario o postale ovvero degli altri strumenti idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni determina la risoluzione di diritto del contratto.».

b) all'articolo 6, 1) al comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

«In deroga a quanto previsto dall'articolo 17, quinto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, le sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni di cui ai precedenti commi sono applicate dal prefetto della provincia ove ha sede la stazione appaltante o l'amministrazione concedente e, in deroga a quanto previsto dall'articolo 22, primo comma, della citata legge n. 689 del 1981, l'opposizione è proposta davanti al giudice del luogo ove ha sede l'autorità che ha applicato la sanzione.»

2) dopo il comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente:

«5-bis. L'autorità giudiziaria, fatte salve le esigenze investigative, comunica al prefetto territorialmente competente i fatti di cui è venuta a conoscenza che determinano violazione degli obblighi di tracciabilità previsti dall'articolo 3.».

Capo IV

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA URBANA

Art. 8

Attuazione delle ordinanze dei sindaci 1. All'articolo 54 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il comma 9 è sostituito dal seguente:

«9. Al fine di assicurare l'attuazione dei provvedimenti adottati dai sindaci ai sensi del presente articolo, il prefetto dispone le misure ritenute necessarie per il concorso delle Forze di polizia. Nell'ambito delle funzioni di cui al presente articolo, il prefetto può altresì disporre ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati, nonchè per l'acquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi di carattere generale.».

Capo IV

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA URBANA

Art. 9

Modifiche alla legge 24 novembre 1981, n. 689, in materia di confisca

1. All'articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dopo il terzo comma è inserito il seguente: «In presenza di violazioni gravi o reiterate, in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro, è sempre disposta la confisca amministrativa delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione e delle cose che ne sono il prodotto, anche se non venga emessa l'ordinanza - ingiunzione di pagamento. La disposizione non si applica se la cosa appartiene a persona estranea alla violazione amministrativa.».

Capo V

DISPOSIZIONI PER LA FUNZIONALITÀ DEL MINISTERO DELL'INTERNO

Art. 10

Disposizioni per assicurare le gestioni commissariali straordinarie nei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e altri incarichi speciali

1. All'articolo 12 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. Per l'espletamento degli incarichi di gestione commissariale straordinaria, nonchè per specifici incarichi connessi a particolari esigenze di servizio o a situazioni di emergenza, i viceprefetti ed i viceprefetti aggiunti, entro l'aliquota del 3 per cento nella dotazione organica, sono collocati in posizione di disponibilità per un periodo non superiore al triennio, prorogabile con provvedimento motivato per un periodo non superiore ad un anno. I viceprefetti e i viceprefetti aggiunti sono collocati in posizione di disponibilità con decreto del Ministro dell'interno su proposta del Capo del Dipartimento delle Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie del Ministero dell'interno. I funzionari collocati in posizione di disponibilità non occupano posto nella qualifica cui appartengono. Nella qualifica iniziale della carriera prefettizia sono resi indisponibili un numero di posti per ciascun funzionario collocato in disponibilità equivalenti dal punto di vista finanziario. Con il procedimento negoziale di cui al Capo II può essere stabilito il trattamento economico accessorio spettante ai funzionari in disponibilità, in relazione alle funzioni esercitate.».

Capo V

DISPOSIZIONI PER LA FUNZIONALITÀ DEL MINISTERO DELL'INTERNO

Art. 11

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 12 novembre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Maroni, Ministro dell'interno

Alfano, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze

Matteoli, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Romani, Ministro dello sviluppo economico

Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

Visto, il Guardasigilli: Alfano

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"Ancora tagli alle forze di polizia. Sindacati in piazza "contro le bugie" ....Ritirato l'emendamento sulla specificità. Scomparsi altri 60 milioni. Protestano i sindacati "Traditi dal governo". Manifestazione il 13..."

Sicurezza/Ok Aula Camera a dl, ma è scontro su risorse a polizia

Apc-*Sicurezza/Ok Aula Camera a dl, ma è scontro su risorse a polizia. Pdl ritira emendamento finanziamenti. Testo passa al Senato

Roma, 2 dic. (Apcom) - L'Aula della Camera ha approvato il decreto sicurezza. I sì sono stati 299, 9 i no, astenuti gli altri. Il Pd si è astenuto spiegando che col testo, che ora passa all'esame del Senato, "sono stati fatti passi avanti" ma "serviva più coraggio". Nonostante l'ampia maggioranza con cui è stato approvato il provvedimento, non mancano le critiche al testo che per l'opposizione rappresenta "un'occasione sprecata" soprattutto per il mancato finanziamento alla specificità delle forze di polizia: l'emendamento che andava in questa direzione, messo a punto da Beatrice Lorenzin (Pdl), e condiviso da tutti i gruppi è stato infatti ritirato. Una mossa "gravissima" anche secondo Futuro e Libertà.

Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha spiegato che "in presenza di tagli a tutti i settori dello Stato, il governo ha comunque mantenuto un'attenzione particolare al settore della sicurezza in sede di manovra economica con l'istituzione di un fondo che per il 2011 e per il 2012 prevede uno stanziamento di 80 milioni. Prima ancora era stato istituito il fondo unico giustizia con risorse che ammontano a 2 miliardi e 200 milioni di euro, di cui il 49% è destinato al Viminale, il 49% al ministero della Giustizia e il 2 al bilancio dello Stato". Quanto al finanziamento della specificità, ha informato Mantovano, "sono necessari degli approfondimenti tecnici che non mancheranno nelle prossime settimane". La norma sulla specificità delle forze di polizia, ha precisato il Pdl Giuliano Cazzola, era contenuta nel collegato lavoro ed è entrata in vigore il 24 novembre scorso: "Mi sembra giustificato un governo che in sette giorni non riesce a finanziare una norma".

Secondo il democratico Marco Minniti maggioranza e governo dicono il falso perché "la specificità non è stata introdotta da questo governo ma con un largo voto parlamentare nel '99 da un governo di centrosinistra. Avete fatto contratti con i soldi stanziati da noi, voi non avete messo una lira". Quanto alle cifre date da Mantovano, Minniti commenta: "Fate il gioco delle tre carte, parlate di miliardi di euro ma per la benzina nelle macchine della polizia non c'è una lira. Dovreste vergognarvi e chiedere scusa".

SICUREZZA. LITE SU RISORSE POLIZIA, PD-UDC: MARONI PRENDE IN GIRO MAGGIORANZA RITIRA IN AULA CAMERA UN EMENDAMENTO PER NUOVI FONDI

(DIRE) Roma, 2 dic. - Un emendamento, prima concordato in commissione e poi ritirato in aula, provoca la reazione delle opposizioni sul decreto sicurezza. Durante l'esame del provvedimento alla Camera, i relatori, entrambi Pdl, decidono di non far mettere in votazione una proposta di modifica all'articolo 10 (originariamente Pdl-Fli, poi avallata da tutti i gruppi) che avrebbe concesso ulteriori risorse economiche alle forze dell'ordine.

Il deputato Pd, Emanuele Fiano, interviene in aula per accusare il governo: "Avete illuso i rappresentanti della polizia promettendo i soldi e ora non li date. Lei, ministro Maroni, i soldi non li ha avuti da Tremonti per metterli nel comparto sicurezza. La Lega e il governo prendono in giro i tutori delle forze dell'ordine".

La formulazione di questo emendamento all'articolo 10 (Misure urgenti per il rafforzamenti della funzionalità del ministero dell'Internò) è stata tortuosa fin dalla sua presentazione. La commissione Bilancio, anche sulla base di una relazione tecnica del governo, aveva dato parere negativo per problemi di copertura. L'emendamento era stato così dichiarato inammissibile dalla presidenza della Camera. Poi, su sollecitazione dei gruppo, era stato riammesso in aula. Oggi il ritiro.

Dall'Udc, Mario Tassone, sottolinea: "Non c'è la volontà di dare un soldo e un riconoscimento alle forze dell'ordine. Questa è una volontà politica, una scelta precisa. Non veniteci a dire che ci sono problemi di bilancio. Se ci sono, allora evitiamo di fare decreti legge e di fare promesse perchè così si mortificano le forze di polizia".

SICUREZZA:SINDACATI PS, DA GOVERNO COMPORTAMENTO VERGOGNOSO

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Un ''comportamento vergognosò. Così i sindacati di polizia, polizia penitenziaria e corpo forestale definisco la decisione della maggioranza di ritirare un emendamento al decreto sicurezza sulla specificità delle forze di polizia, presentato dallo stesso governo.

''Quello che è successo ieri alla Camera è un colpo basso per i comparti sicurezza e difesa - affermano i segretari di Siulp, Sap, Siap, Silp-Cgil, Coisp, Sappe, Sapaf, Fns-Cisl, Fp-Cgil Penitenziaria e Forestale - Con il ritiro dell'emendamento si mette a rischio l'operatività e l'efficienza dei servizi delle forze dell'ordine dal prossimo primo gennaiò. I sindacati hanno annunciato per il prossimo 9 dicembre un volantinaggio in tutte le regioni ''per informare i cittadini di quel che è accadutò.

''L'emendamento presentato nell'ambito della conversione in legge del pacchetto sicurezza - spiegano i sindacati - è fondamentale per la salvaguardia delle indennità specifiche per i servizi di Polizia, per l'indennità pensionabile, per gli avanzamenti di carriera e gli scatti, per gli assegni di funzione. Ai poliziotti italiani sono già stati imposti sacrifici gravosi e nonostante i tagli i risultati delle forze dell'ordine continuano ad arrivarè. ''Vogliamo sperare che al Senato, come promesso dal ministro Maroni - concludono – ci possa essere un ripensamento per l'approvazione di questo fondamentale emendamento che recepisce gli ordini del giorno approvati più volte a seguito della nostra manifestazione di questa estate. Impegni che il Governo ha ribadito anche a settembre, in sede di contratto. Adesso il tempo delle parole è davvero finitò.

SICUREZZA: SINDACATI POLIZIA IN PIAZZA, "GOVERNO INADEMPIENTE"

(AGI) - Roma, 3 dic. - "Si rafforzano le motivazioni che ci hanno portato ad annunciare nei giorni scorsi una manifestazione davanti a Montecitorio il 13 dicembre". Ad affermarlo in una nota congiunta sono le segreterie nazionali dei sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap, Silp-Cgil, del Sappe (polizia penitenziaria), del Sapaf (Corpo forestale) e del Fns-Cisl (Federazione nazionale sicurezza). "Quello che è successo ieri alla Camera - spiegano - è un colpo basso per i comparti sicurezza e difesa: non ci sono altre parole per definire il vergognoso comportamento della maggioranza che ha ritirato un proprio emendamento, mettendo a rischio l'operatività e l'efficienza dei servizi delle forze dell'ordine dal prossimo primo gennaio".

Giovedì 9 dicembre verrà organizzato un volantinaggio in tutte le regioni "per informare i cittadini di quel che è accaduto". In programma anche "una serie di proteste in tutte le regioni e capoluoghi di provincia", con modalità ancora da valutare.

"L'emendamento presentato nell'ambito della conversione in legge del pacchetto sicurezza - sottolineano i sindacati - è fondamentale per la salvaguardia delle indennità specifiche per i servizi di polizia, per l'indennità pensionabile, per gli avanzamenti di carriera e gli scatti, per gli assegni di funzione. Ai poliziotti italiani sono già stati imposti sacrifici gravosi e nonostante i tagli i risultati delle forze dell'ordine continuano ad arrivare. Vogliamo sperare che al Senato, come promesso dal ministro Maroni, ci possa essere un ripensamento per l'approvazione di questo fondamentale emendamento che recepisce gli ordini del giorno approvati più volte a seguito della nostra manifestazione di questa estate.

Impegni che il governo ha ribadito anche a settembre, in sede di contratto. Adesso il tempo delle parole è davvero finito".


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Settemila militari di troppo: potrebbero cambiare ministero PDF Stampa E-mail

I militari in Italia sono troppi. Occorre ridurre: ma come, se non è possibile licenziare? Si può provare con la mobilità, suggerisce qualcuno. Visto che un militare è pur sempre un impiegato statale, lo si potrebbe mandare a lavorare presso un'altra amministrazione dello Stato.
Applicando il principio che si chiama degli "esuberi trasferiti". Vi immaginate allora qualche migliaio tra marescialli e colonnelli (i gradi apicali, gli stipendi più alti) che indossano anfibi ed elmetto e traslocano dal Ministero della Difesa a quello dei Trasporti o delle Pari Opportunità?
Questa che, raccontata così, può sembrare una facezia, minaccia invece di divenire a breve una realtà. D'altronde, ha spiegato il Capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, lo scenario della sicurezza globale «si manifesta non attraverso parametri lineari e prevedibili, ma con dinamiche riconducibili alla teoria del caos e del disordine». Bisogna «sapersi adattare» alle nuove complessità del mondo, dice Camporini. E noi ci adatteremo.
Faremo così scendere il numero complessivo dei nostri militari a 177.000 unità, come prescrive il Capo di Stato maggiore. Il Nuovo Modello di Difesa aveva previsto che i militari delle quattro Armi (Aeronautica, Carabinieri, Esercito e Marina) fossero 190.000. Oggi ne abbiamo in servizio circa 184.000; dobbiamo quindi dimagrire di 7.000 unità in pochissimo tempo. Ci vuole una cura da cavallo.
I tecnici della Difesa sono già al lavoro per trovare la "ricetta" che sarà presto tradotta in un disegno di legge governativo. La mobilità del personale, a cui abbiamo accennato più sopra, è una delle possibilità alle quali il Ministero pensa. Sempre meglio, comunque, che trovarsi di fronte al massimo male, cioè al blocco dei reclutamenti.
Chi scrolla le spalle e crede che il blocco dei reclutamenti in Italia sia una cosa impossibile, vada a leggersi la "Nota aggiuntiva allo stato di previsione della Difesa per l'anno 2011", firmata dal ministro La Russa. In un passaggio è scritto che «i tagli finanziari apportati condizioneranno le future alimentazioni dei ruoli. In particolare si delineerà comunque una situazione che costringerà le Forze armate a ridurre drasticamente, finanche azzerare, i reclutamenti per il 2011 e per i successivi anni». Il rischio è, come si vede, molto alto. E dire che, paradossalmente, il Bilancio della Difesa 2011 prevede addirittura un aumento della spesa per gli investimenti: 3,45 miliardi per acquisire nuovi mezzi (i cacciabombardieri F35, gli elicotteri e i sommergibili U-212, tra gli altri). Però, se da un lato il ministero della Difesa allarga i cordoni della borsa, dall'altro toglie fondi per l'esercizio (1,4 miliardi nel 2011; -18,2% rispetto al 2010). E' una cosa assai curiosa, perché significa dotare le Forze armate di strumenti moderni e sofisticati, per poi sottrarre le ore di addestramento necessarie al personale che quei mezzi deve far funzionare.
A titolo di esempio, due anni fa i piloti dell'Aeronautica prevedevano per il loro addestramento 90.000 ore di volo. Nel 2011 ne faranno 30.000, intensificando il lavoro a terra, sul simulatore di volo. La Marina nel 2008 ha avuto 45.000 ore di moto, nel 2011 ne disporrà di 29.800, giacché si sa che bisogna razionalizzare la nafta per mandare avanti le navi. E l'Esercito farà solo 2.880 ore di esercitazioni (nel 2008 furono 7.500). A proposito dell'Esercito, è piena emergenza per i carri armati "Ariete" (li utilizzammo a Nassiriya): ne abbiamo circa 200 ma pare che quelli in grado di essere operativi siano non più di una decina, a causa della carenza di manutenzione.
Insomma, i vertici della Difesa studiano senza posa come razionalizzare e come risparmiare senza perdere di efficacia, ma certo, come sottolinea il generale Camporini, «non è facile vedere dove si vuole andare se il solo parametro sembra quello, sicuramente importante ma non l'unico, della riduzione di risorse e di organici».

di Carlo Mercuri da il Messaggero.it

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Susanna Camusso è il nuovo Segretario Generale della CGIL. AMID, nel congratularsi per il prestigioso incarico, le formula i migliori auguri di buon lavoro e di collaborazione reciproca PDF Stampa E-mail

Con quasi l'80% di preferenze il Comitato Direttivo Nazionale ha eletto la nuova leader della Confederazione, Susanna Camusso: "sarò la Segretaria di tutti" e lavorerò per "valorizzare il modo di essere della CGIL, grande, solidale e collettivo".

Con 125 sì, 21 no e 12 astenuti, il Comitato Direttivo della CGIL ha eletto oggi Susanna Camusso Segretario Generale al posto di Guglielmo Epifani. Su 162 membri del Direttivo hanno votato in 158, ovvero il 97,5%. I voti favorevoli alla Camusso, fino a ieri Vicesegretario e Segretario Generale designato dallo stesso Epifani, sono stati il 79,1% del totale. La percentuale dei no si attesta sul 13,3%, mentre la percentuale degli astenuti è pari al 7,6%. Per la prima volta nella storia centenaria della più grande organizzazione sindacale italiana, la CGIL ha una donna come Segretario Generale.

Un lungo e commosso applauso ha salutato la notizia dell'elezione che è stata data da Morena Piccinini, attuale presidente dell'INCA ed ex Segretario Confederale. In piedi la sala di via dei Frentani ha dato il benvenuto al suo nuovo Segretario e ha salutato, con un applauso prolungato il Segretario uscente che ha fatto i suoi auguri convinti e sereni a Susanna Camusso, una donna al vertice del sindacato, fatto storico per la CGIL, ma anche per tutto il paese. "Con questo voto - ha detto Epifani - diamo un segnale preciso e colmiamo un ritardo che non era più accettabile proprio nel momento in cui un grande paese come il Brasile affida la sua guida ad una donna".

Per Epifani, Susanna Camusso sarà un "grande Segretario Generale". Ne ha tutte le qualità e saprà affrontare con forza le grandi sfide che abbiamo di fronte nel bel mezzo di una delle più gravi crisi economiche degli ultimi 80 anni. A Susanna Camusso spetta un compito difficilissimo, ma di altissima responsabilità, ha spiegato Epifani, soprattutto perché il paese ha bisogno di noi, ha bisogno della CGIL. Un sindacato che ha saputo tenere la barra dritta, è stato coerente con i suoi valori, ha saputo dare battaglia contro le divisioni che ha dovuto subire. Nel corso dei due mandati di Epifani, lo ha ricordato lo stesso Segretario uscente, la CGIL ha organizzato e gestito 12 scioperi generali (di cui tra l'altro molti unitari). Ci sono stati due Congressi, la Conferenza di organizzazione, tanti altri appuntamenti politici che hanno consentito alla CGIL di stare sempre in campo. La scelta di non firmare l'accordo sul modello contrattuale è stata giusta, ma ora bisogna riconquistare il diritto alla contrattazione. E bisogna lavorare alla riunificazione del sindacato confederale. "Non sarà facile - ha detto Epifani - anche perché non sono della CGIL le responsabilità delle rotture. Ma la CGIL è in campo ed è un punto di riferimento per milioni di lavoratori e di cittadini. Per questo - ha proseguito il dirigente sindacale - sarà necessario ripartire dal lavoro, dalla sua dignità e moralità, come ha detto l'ex presidente Ciampi nel suo libro, dove si parla dello smarrimento dei valori fondanti della sobrietà, della misura, dell'etica della responsabilità". "Oggi vi saluto - ha concluso Epifani - con una speranza laica e con un atto di fede nei nostri valori".

"Grazie al Direttivo, grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuta e che mi danno fiducia, ma grazie anche a chi mi ha votato contro. Io sarò la Segretaria di tutti e lavorerò per la lealtà e la solidarietà dei gruppi dirigenti", ha detto Susanna Camusso subito dopo la notizia della sua elezione. Secondo il nuovo Segretario Generale, dovrà essere proprio la fiducia il punto di riferimento principale del lavoro dei prossimi anni. Il problema di una CGIL unita e di un lavoro per ricostruire l'unità sindacale anche con CISL e UIL erano d'altra parte stati il filo conduttore del suo discorso programmatico prima del voto del direttivo. "Si deve valorizzare il modo di essere della CGIL - ha spiegato Camusso -, grande, solidale e collettiva in un momento in cui, come è evidente a tutti, il sindacato è sotto attacco, ma è soprattutto sotto attacco il principio della rappresentanza collettiva degli interessi dei lavoratori". "Il problema più grave, - ha proseguito Camusso, una donna che nel sindacato non ha mai dimenticato le battaglie di genere -, è oggi la disoccupazione giovanile e l'emarginazione di migliaia di donne dal mercato del lavoro. Una situazione dovuta alla crisi, ma amplificata dai gravi errori del governo Berlusconi che non ha fatto altro che aumentare le disparità sociali. Il governo ha lavorato per mettere gli uni contro gli altri".

Ora è arrivato il momento di voltare pagina e la CGIL si propone come protagonista della battaglia contro un declino che è diventato degrado. Si tratta di lavorare per ricostruire l'agenda delle priorità e già c'è un segnale positivo dal fatto che non sono più i ministri del governo a dettare l'agenda, ma le parti sociali.

Si dovrà ripartire da lì. E il prossimo appuntamento è quello della grande manifestazione del 27 novembre prossimo. Dopo quella data, in base alle risposte che verranno fornite, si deciderà come proseguire la mobilitazione. Lo sciopero generale va costruito con attenzione e deve essere il frutto di una partecipazione sempre più larga dei lavoratori anche perché è necessario valutare come la crisi sta incidendo anche sulle forme di lotta. In ogni caso al centro della Segreteria Camusso ci sarà la contrattazione. Lo ha ribadito la neoeletta in moltissimi passaggi del suo discorso. Si può dire che è stato il vero filo conduttore. La CGIL della Camusso sarà il sindacato dei diritti e della rappresentanza, sarà il sindacato delle regole e non delle deroghe. Sarà il sindacato che dovrà riconquistare un nuovo modello contrattuale.

L'applauso e il benvenuto al nuovo Segretario generale sono stati oggi pressoché all'unanimità, anche se la minoranza congressuale de ‘La CGIL che vogliamo' si è espressa negativamente. A nome della minoranza ha parlato infatti, subito dopo il discorso della Camusso e naturalmente prima del voto, Gianni Rinaldini, ex Segretario della FIOM e ora portavoce della minoranza. "Noi avevamo sospeso il giudizio durante la consultazione dei saggi, in attesa del discorso della Susanna - ha spiegato Rinaldini - oggi dico che non sono d'accordo e ricordo che sui tavoli con Confindustria si sta discutendo un documento che il direttivo della CGIL non ha mai votato". Per Rinaldini si sta rischiando di andare ad una svendita sui temi della produttività. "Si tratta - ha detto Rinaldini - di una scelta che temo possa avere conseguenze gravi per la vita interna della nostra organizzazione".

Il voto finale del Comitato Direttivo ha dato la sua massima fiducia a Susanna Camusso. Al voto di oggi si era arrivati con 135 pareri favorevoli alla indicazione di Epifani e della Segreteria Nazionale, 3 astensioni (compresa quella della stessa Camusso) e 23 sospensioni di giudizio.

Biografia di Susanna CAMUSSO:

Nasce a Milano, ultima di quattro sorelle, nel 1955. Per l'Italia sono gli anni del 'boom economico' e dell'emigrazione al nord di milioni di meridionali in cerca di lavoro. Il padre dirige collane di libri alla casa editrice Vallardi, prima aveva lavorato a 'Comunità' e in seguito diventerà direttore editoriale della Mondadori. La madre si occupa, invece, di ricerche di mercato. Con la sua famiglia abita nel quartiere centrale di Porta Romana, ma fin da adolescente scopre la passione per il mare e la vela che non abbandonerà mai.

Iscritta alla facoltà di archeologia dell'Università Statale, incontra il sindacato durante le battaglie per il diritto allo studio e le rivendicazioni delle 150 ore, finalizzate a elevare il livello di istruzione e di conoscenza dei lavoratori. Nel 1975, giovanissima, conquista il ruolo di coordinatrice per Milano delle politiche per la formazione degli operai della FLM, allora categoria unitaria dei metalmeccanici CGIL, CISL, UIL.

Due anni dopo, nel 1977, entra a far parte della FIOM, la categoria dei metalmeccanici della CGIL. Comincia la sua attività nella zona Solari-Giambellino, prima, e subito dopo alla Bovisa centro direzionale, dove segue, tra le altre cose, le relazioni sindacali nel Gruppo Ansaldo.

Nel 1980, entra nella segreteria FIOM di Milano. Sei anni dopo, in quella regionale della Lombardia.

Non ancora quarantenne nel 1993, mamma da pochi anni di una bambina, assume un nuovo incarico a Roma, entrando nella Segreteria Nazionale della FIOM come responsabile del settore auto prima e in seguito della siderurgia.

Nel Dicembre 1997 viene eletta Segretaria Generale della FLAI (categoria CGIL dei lavoratori del settore agroalimentare) in Lombardia. Qui rimane per quattro anni, fino alla nomina, nel luglio del 2001, a Segretaria Generale della CGIL Lombardia.

Insieme a un gruppo donne, nel novembre del 2005 fonda il movimento 'Usciamo dal silenzio'. Nell'arco di tre mesi, l'iniziativa sfocia in una grande manifestazione nazionale: il 14 gennaio 2006, a Milano, più di 200 mila donne e uomini scendono in piazza in difesa della libertà femminile, della legge sull'interruzione volontaria della gravidanza e delle conquiste civili.

Il passaggio nella Segreteria Confederale di Corso d'Italia, diretta da Epifani, avviene nel giugno 2008. Camusso vi entra con delega ai settori produttivi, ma dopo il congresso nazionale della CGIL (maggio 2010) diventa Vice Segretaria Generale e il 3 novembre viene eletta, prima donna nella storia centenaria del movimento sindacale confederale dei lavoratori, Segretario Generale della CGIL.


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
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