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Associazione per i Militari Democratici
La Commissione Difesa della Camera approva il regolamento per gli alloggi di servizio: piano per realizzare 60mila alloggi per i militari PDF Stampa E-mail
COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE
DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE
via Garibaldi,3 - 00153 - ROMA
Tel.Fax: 06-5883981

COMUNICATO STAMPA
ALLOGGI DIFESA

All'indomani della seduta della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, ove la stessa Commissione ha espresso il parere sullo Schemadi Decreto (Atto n. 138) riguardante gli alloggi della Difesa, questo Comitato CASADIRITTO , mentre ringrazia quanti , a cominciare dall'Organo Centrale di Rappresentanza ( COCER ) , dal Relatore On. De Angelis , dagli maltri Membri della Commissione Difesa - On. Calipari tra gli altri - hanno contribuito ad apportare nell'ambito delle osservazioni significativi miglioramenti e fare quindi nel suo complesso un passo avanti.
Esprimiamo nel contempo apprezzamento per l'apertura del Sottosegretario On. Crosetto , specialmente nel punto riguardante la tutela delle famiglie aventi reditti medio-bassi.
Purtuttavia rimangono alcuni punti ove è doveroso ancora ribadire l'importanza degli argomenti che sembrano aperti e cioè:

  • in materia di tutela delle famiglie con redditi medio-bassi , riteniamo utile per evitare futuri ed onerosi contenziosi con soggetti privati, occorre specificare che la permanenza sia assicurata oltre che al conduttore attuale anche al coniuge se esistente , nel momento che l'attuale conduttore venisse a mancare.
  • maggiore precisazione e chiarezza nell'individuazione degli elementi atti ad individuare gli immobili di pregio ;
  • proroga dell'attuale blocco dei recuperi forzosi fino al termine posto nell'individuare altri alloggi da alienare, oltre i 3.131, nel quadro della durata del piano pluriennale.

Con l'Occasione CASADIRITTO auspica che possa concretizzarsi,in tempi brevissimi e nei modi da concordare, un tavolo di lavoro che veda l'incontro delle parti interessate vale a dire l'Associazione degli utenti , l'Organo di Rappresentanza (COCER) con lo stesso Sottosegretario On.le Crosetto al fine di poter meglio porre attenzione su quelle parti di Regolamento che ancora sembrano essere non ben definite e risolte.

Roma 28-01-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Si allega resoconto IV° Commisione Difesa

CAMERA DEI DEPUTATI - XVI LEGISLATURA
Resoconto della IV Commissione permanente (Difesa)

BOZZE NON CORRETTE
IV Commissione - Resoconto di mercoledì 27 gennaio 2010
ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 27 gennaio 2010. - Presidenza del Presidente Edmondo CIRIELLI, indi del Vicepresidente Francesco Saverio GAROFANI. - Interviene il Sottosegretario di Stato per la difesa, Guido Crosetto.
La seduta comincia alle 14.20.
Schema di decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio della Difesa per l'anno 2008.
Atto n. 137.
Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare.
Atto n. 138.
(Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole sull'atto n. 137 e parere favorevole con condizioni sull'atto n. 138).
La Commissione prosegue l'esame congiunto degli schemi di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 17 dicembre 2009.
Filippo ASCIERTO (PdL), nel ritenere che i provvedimenti in oggetto segnino una svolta storica per la Difesa, che conclude un processo complesso e articolato iniziato da oltre un decennio, concernente la dismissione degli alloggi di servizio, si sofferma su due punti, a suo avviso fondamentali.Il primo riguarda la portata del processo di dismissione, in ordine al quale chiede al rappresentante del Governo se esso risulti limitato soltanto alle 3.131 unità abitative indicate nell'Atto n. 137, o se tali unità rappresentino soltanto un primo blocco di alienazioni che avrà uno sviluppo anche negli anni successivi, come lascerebbe intendere il fatto che tale processo servirà a fornire le risorse per la realizzazione di un successivo programma pluriennale di alienazione. Il secondo punto riguarda i conduttori degli alloggi che, a suo avviso, dovrebbero essere adeguatamente tutelati rispetto ad eventuali repentine richieste di restituzione degli immobili, ferma restando l'esigenza di comunicare alla Commissione gli alloggi che saranno posti in vendita.
Infine, fa presente che potrebbe risultare opportuno precisare, nell'Atto n. 138, che le cooperative a cui sarà affidata la costruzione di alloggi di servizio saranno costituite da personale militare e civile del Ministero della difesa.
Il sottosegretario Guido CROSETTO, nel rispondere agli interrogativi posti dal deputato Ascierto, sottolinea innanzitutto come le cooperative a cui fa riferimento lo schema di regolamento siano quelle costituite da personale militare e civile del Ministero della difesa. Inoltre, in merito al problema degli sfratti, fa presente che il Governo si impegnerà affinché non si creino situazioni di allarme sociale, dando priorità a quegli sfratti che riguardino alloggi che si trovano in una situazione «particolare» quali, ad esempio, quelli occupati da civili all'interno di strutture militari, oppure quelli assegnati al personale che già dispone di altro alloggio.
Marcello DE ANGELIS (PdL), relatore, riguardo alle precisazioni richieste dal deputato Ascierto con riferimento alle cooperative, segnala come lo schema di regolamento in oggetto all'articolo 5, comma 2, lettera a), preveda espressamente «lo strumento della cooperazione tra gli appartenenti al Ministero della difesa» unitamente ad altri strumenti altrettanto utili quale quello della concessione di lavori pubblici. Si riserva comunque di intervenire successivamente sull'Atto n. 138, al momento della formulazione della relativa proposta di parere.
Ciò premesso, formula una proposta di parere favorevole sull'Atto n. 137, che illustra (vedi allegato 1).
Il sottosegretario Guido CROSETTO concorda sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD) chiede se il reddito a cui fa riferimento la proposta di parere presentata dal relatore sia il reddito dell'intero nucleo familiare. Inoltre ritiene che si potrebbe valutare l'opportunità di indicare nella medesima proposta di parere che l'ammontare delle unità abitative indicate nell'Atto 137 costituisca soltanto una prima tranche degli immobili da dismettere.
Marcello DE ANGELIS (PdL), relatore, nel confermare che il reddito a cui si riferisce la proposta di parere è il reddito dell'intero nucleo familiare, fa presente che il numero degli immobili indicati nell'Atto n. 137 non può che riferirsi ad un'unica annualità, posto che il citato atto riguarda un unico esercizio finanziario.
Antonio LA FORGIA (PD) chiede per quali ragioni nell'Atto n. 137 i redditi indicati non siano espressi in cifra tonda.
Il sottosegretario Guido CROSETTO fa presente che i redditi indicati nel predetto atto derivano da un mero calcolo aritmetico, essendo determinati sulla base di parametri ISTAT.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva all'unanimità la proposta di parere favorevole del relatore.
Il sottosegretario Guido CROSETTO replica alle osservazioni relative all'Atto n. 138 formulate nel corso della seduta del 1o dicembre 2009 dalla deputata Villecco Calipari. In particolare, per quanto riguarda l'osservazione secondo la quale il conduttore sine titulo sarebbe considerato come occupante «abusivo» dallo schema di regolamento, segnala come il termine «abusivo» non venga mai utilizzato né nel testo dello schema di regolamento in oggetto né nella relativa relazione illustrativa. Per quanto riguarda il tema del diritto di prelazione riconosciuto ai conduttori degli immobili, segnala come secondo l'articolo 7 del citato schema di regolamento, ai conduttori siano riconosciuti il diritto di opzione e gli sconti previsti dalla legge e che soltanto limitatamente agli immobili di pregio i conduttori possono esercitare il diritto di prelazione all'acquisto al prezzo derivante dall'esperimento delle procedure d'asta diminuito dello sconto del 10 per cento. Per quanto concerne, inoltre, la dimensione pluriennale del programma infrastrutturale, fa presente come il programma pluriennale preveda l'alienazione degli alloggi non più funzionali alle esigenze istituzionali e il ricorso alla realizzazione di nuovi alloggi mediante lo strumento della concessione di lavori pubblici di cui all'articolo 153 del Codice degli appalti (project financing), anche attraverso la cessione, a titolo di prezzo, di immobili non più necessari. Sottolinea come si tratti di un piano complesso di interventi volti a costituire un sistema circolare e interattivo nell'ambito del quale le relative attività sono vincolate alle diverse fasi esecutive (individuazione degli alloggi non più funzionali; vendita di tali alloggi; riassegnazione dei proventi derivanti dalle alienazioni; individuazione dell'esigenza alloggiativa e dei sedimi; realizzazione delle infrastrutture con gli strumenti approntati, anche in via alternativa, dalla legge quali accordi di programma, permute, concessione di lavori pubblici, cooperazione tra i dipendenti) dal buon esito delle quali deriverà la fattibilità dell'intero progetto, nel cui ambito il project financing avrà maggiore o minore peso in relazione alle disponibilità finanziarie che deriveranno dall'alienazione degli alloggi non più funzionali. Precisa, infine, che il citato Programma quantifica, nella tabella 2 dell'Atto n. 138, l'entità degli alloggi individuati per l'alienazione, con la specificazione che essi costituiscono un primo blocco di vendita cui ne potranno seguire altri man mano che saranno individuate altre unità abitative non più utili alle esigenze funzionali della Difesa a seguito dei relativi provvedimenti ordinativi delle Forze armate e dello sviluppo dei programmi di costruzione che saranno varati in attuazione del «piano pluriennale» per il potenziamento e l'adeguamento, in chiave di economia di gestione, del parco abitativo attuale. Per quanto riguarda, invece, il requisito della «costante presenza» nella sede di servizio, ai fini dell'assegnazione di un alloggio all'incarico, fa presente che il comma 628, dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008, prevede alla lettera a), punto 1, la categoria degli «alloggi da assegnare al personale per il periodo di tempo in cui svolge particolari incarichi di servizio richiedenti la costante presenza del titolare nella sede di servizio». Al riguardo ricorda che l'articolo 2, lettera a), dello schema di regolamento in esame menziona l'obbligo di abitare presso la località in cui si trova la sede di servizio per il soddisfacimento della funzionalità e sicurezza del servizio medesimo. Precisa che con tale previsione, non si è voluto rendere meno stringenti i requisiti necessari per ottenere un alloggio ASI - ora definiti «prima categoria» - ma solo dare la possibilità, al personale con maggiori e temporanee responsabilità di comando e gestione, di disporre, per motivi istituzionali (assicurare la loro presenza per ogni emergenza), di ottenere l'alloggio già ASI, nella considerazione che tali alloggi sono in prevalenza allocati all'esterno delle caserme, quantomeno nelle aree a forte tensione abitativa e nelle città metropolitane. Nel puntualizzare, infine, come il canone per un alloggio ASI, pur essendo ridotto, non possa dirsi irrisorio, ricorda che la norma, di cui all'articolo 2, comma 3, dello schema di regolamento in oggetto, preveda la rideterminazione dei canoni, compresi quelli degli alloggi già ASI. L'Amministrazione della difesa, peraltro, sarebbe favorevole ad una disposizione normativa che, ove possibile, prevedesse l'utilizzo delle risorse derivanti dai canoni così maggiorati per l'erogazione di una forma di «indennizzo» del personale militare sprovvisto di alloggio.
In merito ai rilievi formulati dal relatore sullo schema di regolamento in esame, nella citata seduta del 1o dicembre 2009, si riserva di esprimere le proprie valutazioni conclusive dopo l'illustrazione della proposta di parere che sarà formulata dal relatore stesso sull'Atto n. 138.
Augusto DI STANISLAO (IdV) ritiene indispensabile chiarire i tempi, i modi e i criteri con cui si procederà agli eventuali sfratti, evidenziando la gravità della situazione che si potrebbe determinare in seguito all'avvio delle procedure esecutive.
Marcello DE ANGELIS (PdL), relatore, formula una proposta di parere favorevole con condizioni sull'Atto n. 138, che illustra, segnalando come in essa si tenga conto anche delle questioni poste dal deputato Di Stanislao (vedi allegato 2).
Il sottosegretario Guido CROSETTO concorda sulla proposta di parere favorevole con condizioni formulata dal relatore.
Antonio RUGGHIA (PD) ritiene che la proposta di parere formulata dal relatore rappresenti un punto di sintesi accettabile che recepisce alcuni importanti rilievi formulati dal Partito democratico e ponga condizioni sufficienti per la tutela dei conduttori a basso reddito ultrasessantacinquenni. Ciò premesso, ricorda come lo schema di regolamento in oggetto stia creando una situazione di particolare preoccupazione nei comuni dove si trovano gli alloggi di servizio, come ad esempio nel caso del comune di Ciampino. Infatti, la dismissione di tali alloggi rischia di trasformarsi in un serio problema sociale suscettibile di ripercuotersi sui comuni stessi, soprattutto laddove coinvolga soggetti a basso reddito. Nel sottolineare, quindi, come il parere che la Commissione si appresta ad approvare sia molto atteso dai diversi soggetti interessati, chiede al relatore se non sia possibile estendere la portata delle tutele previste nella sua proposta di parere a tutti i soggetti a basso reddito prescindendo dalla loro età.
Il sottosegretario Guido CROSETTO ritiene che il riferimento ai sessantacinque anni di età derivi dalla legislazione vigente e, quindi, non possa essere superato dallo schema di regolamento in esame. Inoltre, segnala come il medesimo schema di regolamento sia il frutto di un compromesso tra esigenze della Difesa e esigenze sociali sopravvenute di cui la Difesa è disposta a farsi carico, sebbene esse travalichino le sue competenze. Sottolinea, altresì, come sulla materia in esame insistano interessi talvolta anche contrapposti: da un lato, quelli degli occupanti degli alloggi; dall'altro, quelli di coloro che ancora non hanno un alloggio. Si dichiara pertanto indisponibile a convenire su un'eventuale riformulazione della proposta di parere che rimuovesse il citato riferimento agli ultrasessantacinquenni.
Marcello DE ANGELIS (PdL), relatore, segnala come, rispetto allo schema di decreto, la proposta di parere poc'anzi formulata estenda ampiamente le tutele riconosciute ai soggetti deboli, prevedendo sia la possibilità di una locazione per la durata della vita del conduttore sia la rateizzazione del corrispettivo dell'usufrutto in funzione della condizione reddituale del conduttore stesso. Sottolinea, inoltre, come l'eliminazione del riferimento al limite di età possa creare problemi di carattere finanziario non trascurabili, che potrebbero incidere sensibilmente sul previsto programma di costruzione di nuovi alloggi.
Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), nel ringraziare il relatore per il lavoro svolto, fa presente come per la prima volta dall'inizio della legislatura la Commissione si appresti ad approvare un parere condiviso, che tiene conto delle preoccupazioni di tutte le forze politiche, su un argomento così importante. Sottolinea, infine, l'esigenza di considerare il piano di dismissioni come un piano pluriennale da cui dovranno essere tratte le risorse per la realizzazione del programma di costruzione dei nuovi alloggi.
Edmondo CIRIELLI, presidente, ringrazia sia il Governo per lo sforzo compiuto attraverso lo schema di regolamento in oggetto che per la prima volta ha concretamente affrontato la questione della realizzazione di un piano per la costruzione di alloggi per il personale delle Forze armate, sia il relatore per avere tenuto conto, nella sua proposta di parere, dei diversi profili problematici legati alla posizione dei conduttori a basso reddito.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva all'unanimità la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 15.20.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 27 gennaio 2010. - Presidenza del Vicepresidente Francesco Saverio GAROFANI. - Interviene il Sottosegretario di Stato per la difesa, Guido Crosetto.
La seduta comincia alle 15.20.
5-02382 Di Stanislao: sull'attuazione delle direttive comunitarie in materia di appalti nei settori della difesa e della sicurezza e di trasferimenti intracomuntari di prodotti destinati alla difesa.
Francesco Saverio GAROFANI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto, l'attivazione.
Augusto DI STANISLAO (IdV) illustra l'interrogazione in titolo, sottolineando come il mercato italiano della difesa, necessiti di un rapido recepimento delle direttive comunitarie facenti parte del cosiddetto Defense Package, per far fronte ai radicali cambiamenti che investiranno l'intero mercato europeo.
Il sottosegretario Guido CROSETTO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Augusto DI STANISLAO (IdV), replicando, ribadisce l'importanza dell'attuazione delle direttive in oggetto ai fini della partecipazione italiana al mercato europeo della difesa.
5-02383 Villecco Calipari: sull'attuazione del progetto di digitalizzazione degli archivi della difesa.
Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD) illustra l'interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Guido CROSETTO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), nel ringraziare il rappresentante del Governo per la risposta, auspica che le criticità evidenziate dal sottosegretario Crosetto riguardo alla digitalizzazione degli archivi della difesa possano essere al più presto risolte attraverso un aumento del personale impiegato e del supporto tecnologico.
Francesco Saverio GAROFANI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 15.30.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.30 alle 15.35.

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BOZZA DI PARERE

Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare (Atto n. 138)

La IV Commissione Difesa,

esaminato lo schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare;

premesso che lo schema di decreto in oggetto evidenzia alcuni profili problematici concernenti la dubbia compatibilità di alcune sue disposizioni con i principi fissati al comma 628 dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008 in materia di riconoscimento del diritto di prelazione e di tutela dei soggetti a basso reddito;

per quanto riguarda il riconoscimento del diritto di prelazione, ritenuto che:

1) il predetto diritto, anche alla luce dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, debba essere riconosciuto in coerenza con le disposizioni di cui al comma 628, lettera b), dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008;
2) il citato diritto debba essere riconosciuto con modalità tali da renderne possibile l'effettivo esercizio al conduttore, ossia offrendo a quest'ultimo il bene oggetto di trasferimento ad un prezzo non superiore rispetto a quello a cui viene offerto al terzo;
3) la decadenza dal titolo concessorio possa determinarsi soltanto successivamente al mancato esercizio del diritto di prelazione nei termini dianzi evidenziati;
per quanto riguarda la tutela dei conduttori a basso reddito, ritenuto altresì che:

a) al fine di assicurare la permanenza negli alloggi dei conduttori ultrasessantacinquenni che non abbiano superato la soglia di reddito fissata annualmente con decreto ministeriale e che non siano nelle condizioni di poterne acquistare la proprietà, si potrebbe prevedere il vincolo per gli acquirenti degli alloggi a stipulare contratti di locazione con i citati conduttori per tutta la durata della vita di questi ultimi, ai sensi dell'articolo 1607 del codice civile, con la condizione che permangano nel tempo in capo ai conduttori stessi i requisiti di reddito familiare fissati annualmente con decreto del Ministro della difesa, ovvero si potrebbe disporre il trasferimento dell'usufrutto ai conduttori medesimi con una rateizzazione del relativo corrispettivo che risulti compatibile con le loro condizioni reddituali;

b) il diritto di prelazione debba essere riconosciuto anche per i conduttori di alloggi di pregio, così come per gli altri conduttori, attraverso l'applicazione di riduzioni modulate in funzione del reddito, anziché con una riduzione fissa del 10 per cento;

c) le modalità attraverso le quali è previsto l'esercizio del diritto di prelazione sugli alloggi di cui alla precedente lettera b) e cioè non sul prezzo a base d'asta, ma su quello di aggiudicazione, possa pregiudicare la posizione dei conduttori a basso reddito per i quali si renderebbe più difficile la permanenza nell'alloggio;

d) per gli alloggi di pregio si potrebbe stabilire, così come previsto per i conduttori degli altri alloggi, che l'offerta al conduttore sia formulata prima dell'esperimento dell'asta, posto che, in tal modo, vi sarebbe un sicuro risparmio in termini di oneri amministrativi e un'anticipazione degli introiti, fermo restando che l'interesse dello Stato ad ottenere entrate congrue sarebbe comunque tutelato attraverso la fissazione di un adeguato prezzo di mercato;

ritenuto inoltre che il programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio, in quanto elemento essenziale ai fini dell'esame dello schema di regolamento, avrebbe dovuto essere trasmesso anche al COCER-Interforze prima dell'espressione del parere da parte di quest'ultimo;

ritenuto, infine, che il numero degli alloggi da alienare indicato nel programma pluriennale e nello schema di decreto ministeriale, recante piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa per l'anno 2008, pari a 3.131 unità, abbia un valore meramente programmatico, posto che l'effettiva individuazione degli alloggi da alienare avverrà mediante apposito decreto della direzione generale dei lavori e del demanio ai sensi dell'articolo 6 dello schema di regolamento;

preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo in merito alle procedure negoziali di cui all'articolo 4, comma 2, alla determinazione del prezzo della nuda proprietà di cui all'articolo 6, comma 5, e alla vendita in blocco di cui all'articolo 7, comma 12;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:

A) sia riconosciuto il diritto di prelazione al personale militare e civile del Ministero della difesa in coerenza con le disposizioni di cui al comma 628, lettera b), dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008;

B) sia previsto che l'applicazione delle riduzioni di prezzo al personale militare e civile non possa comunque condurre alla determinazione di un prezzo di vendita inferiore a quello offerto in prelazione al conduttore al netto della riduzione di prezzo a questi spettante, fermo restando che, qualora, in seguito ad asta deserta, vi fosse l'esigenza di fissare un nuovo prezzo base più basso di quello offerto al conduttore, si procederà alla formulazione di una nuova offerta al conduttore stesso;

C) al fine di assicurare la permanenza negli alloggi dei conduttori ultrasessantacinquenni che non abbiano superato la soglia di reddito fissata annualmente con decreto ministeriale e che non siano nelle condizioni di poterne acquistare la proprietà, sia previsto il vincolo per gli acquirenti degli alloggi a stipulare contratti di locazione con i citati conduttori per tutta la durata della vita di questi ultimi, ai sensi dell'articolo 1607 del codice civile, con la condizione che permangano nel tempo in capo ai conduttori stessi i requisiti di reddito familiare fissati annualmente con decreto del Ministro della difesa, ovvero sia previsto il trasferimento dell'usufrutto ai conduttori medesimi con una rateizzazione del relativo corrispettivo che risulti compatibile con le loro condizioni reddituali;

D) siano riconosciute ai conduttori di alloggi di pregio riduzioni del prezzo di vendita modulate in funzione del reddito familiare e modalità di esercizio del diritto di prelazione identiche a quelle previste per gli altri conduttori di alloggi ai sensi della precedente lettera B);

E) sia previsto che la decadenza dal titolo concessorio possa determinarsi soltanto successivamente al mancato esercizio del diritto di prelazione nei termini dianzi evidenziati alle precedenti lettere B) e D), fermo restando quanto previsto alla lettera C);

F) all'articolo 5, comma 4, che disciplina i canoni degli alloggi di servizio realizzati mediante concessione di lavori pubblici, sia richiamata la lettera b) del comma 2 del medesimo articolo, anziché la precedente lettera a);

G) all'articolo 12, comma 6, laddove si richiama l'atto compromissorio stipulato con l'assegnatario dell'alloggio a riscatto, si faccia riferimento al comma 5 del medesimo articolo, anziché al comma 4;

H) all'articolo 12, comma 8, laddove si richiama l'ipotesi di recesso dal vincolo da parte

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BOZZA DI PARERE

Schema di decreto ministeriale recante piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa per l'anno 2008 (Atto n. 137)

La IV Commissione Difesa,

esaminato lo schema di decreto ministeriale recante il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa per l'anno 2008;

premesso che:

  • il presente schema di decreto provvede ad individuare gli alloggi di servizio non più utili nel quadro delle esigenze dell'Amministrazione della difesa e non più funzionali alle esigenze istituzionali nonché a fissare le condizioni per la deroga ai limiti di durata delle concessioni relative agli alloggi di servizio, stabilendo, tra l'altro, il limite di reddito applicabile al nucleo familiare, che giustifica la permanenza nei medesimi alloggi degli utenti non aventi più titolo alla concessione;
  • il predetto schema di decreto fissa per l'anno 2008 il citato limite di reddito nella somma di euro 39.888,32 incrementata di euro 1.250,83 per ogni familiare a carico oltre il terzo e individua in 3.131 unità abitative gli alloggi non più utili, transitabili in regime di locazione ovvero alienabili, rispetto al complessivo patrimonio alloggiativo pari a 18.421 unità abitative;

considerato tuttavia che, per effetto dell'attuazione delle disposizioni introdotte dal comma 628 dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008, l'individuazione degli alloggi da alienare avverrà sostanzialmente mediante la procedura individuata dall'articolo 6 dello schema di regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

nel presupposto che il numero degli alloggi indicato nel presente schema di decreto, pari a 3.131 unità, abbia un valore meramente programmatico, oggetto di successiva verifica ai sensi dall'articolo 6 dello schema di regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare.

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Difesa: Calipari (PD), finalmente via libera al regolamento per gli alloggi

Piano per realizzare 60.000 alloggi in favore dei militari. Roma, 27 gen - "Oggi in commissione Difesa abbiamo approvato il regolamento applicativo della legge quadro voluta dal governo Prodi con la Finanziaria del 2007 e che detta norme per un piano di edilizia abitativa per realizzare a favore del personale delle Forze Armate di ogni ordine e grado circa 60 mila alloggi, soldati compresi". Lo afferma la capogruppo del Pd nella commissione Difesa di Montecitorio, Rosa Calipari.
"Si tratta - sottolinea l'esponente del Pd - di un'esigenza molto sentita che nasce dalla sospensione dell'obbligo di leva perchè i soldati di carriera non possono continuare a vivere nelle camerate. Diamo atto al lavoro svolto in commissione dal relatore De Angelis di aver riconosciuto la validità delle nostre proposte: il regolamento elaborato dal governo, infatti, aveva molti punti critici ma la commissione è riuscita a risolverli positivamente negli aspetti più rilevanti".
La Calipari spiega che "inizialmente saranno messi in vendita 3.131 alloggi ma questo sarà solo il primo passo di un piano di vendite che dovrà continuare nel tempo. Un punto sul quale abbiamo molto insistito, e che è stato accolto, riguarda la possibilità di continuare a rimanere in affitto per color che non sono in grado di acquistare l'alloggio in cui abitano, se messo in vendita. Purtroppo, di questa garanzia non potrà avvalersi chi ha meno di sessantacinque anni: una discriminazione che il governo farebbe bene ad eliminare prima di emanare definitivamente il regolamento".(ANSA)

 
Il TAR del Lazio ha rigettato il ricorso collettivo avverso il mancato avvio della previdenza complementare ed il mantenimento del sistema retributivo, presentato da alcuni poliziotti, dichiarandolo inammissibile per difetto di giurisdizione PDF Stampa E-mail
Il 14 dicembre 2009 è stata depositata la sentenza del Tar Lazio nr. 12874/2009 del 18 novembre 2009, relativa al primo ricorso collettivo avverso il mancato avvio della previdenza complementare ed il mantenimento del sistema retributivo, presentato da circa 590 appartenenti alle forze di polizia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione in quanto, secondo i giudici amministrativi, la questione è di competenza della Corte dei Conti in quanto, "giudice delle pensioni".

Il ricorso verteva sul riconoscimento del diritto a vedersi calcolare il trattamento pensionistico - sino all'effettiva attuazione delle previdenza complementare - secondo il sistema cosiddetto "retributivo", previa eventuale dichiarazione d'incostituzionalità della legge 335/1995 e degli artt. 2 d.lg. n. 124/1993 e 3, comma 2, d.lg. n. 252/2005.

Il ricorso era stato promosso dal personale che al 31/12/1995 avevano meno di 18 anni contributivi, e da quello assunto in servizio dopo il 1° gennaio 1996.

Leggi la sentenza del TAR del Lazio

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

N. 12874/2009 REG.SEN.

N. 04738/2009 REG.RIC.

sul ricorso numero di registro generale 4738 del 2009, proposto dai signori

omissis

elettivamente domiciliati in Roma, via Paolo Emilio n.34, presso l'avv. Roberto Mandolesi, che li rappresenta e difende per mandato;

contro

  • il Ministero della Difesa, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi 12;
  • l'INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica), elettivamente domiciliato in Roma, via S. Croce in Gerusalemme n.55, presso l'avv. Dario Marinuzzi, che lo rappresenta e difende per mandato;

per l'accertamento

del diritto a vedersi calcolare il trattamento pensionistico - sino all'effettiva attuazione delle previdenza complementare - secondo il sistema cosiddetto "retributivo", previa eventuale dichiarazione d'incostituzionalità della legge 335/1995 ("in parte qua") e degli artt. 2 d.lg. n. 124/1993 e 3, comma 2, d.lg. n. 252/2005 e, per la condanna, delle Amministrazioni intimate al risarcimento dei danni conseguenti al mancato tempestivo avvio delle necessarie procedure per la negoziazione e concertazione del trattamento di fine servizio e/o fine rapporto: e della connessa e conseguente istituzione della previdenza complementare.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa e dell'INPDAP;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore, nell'udienza pubblica del giorno 18 novembre 2009, il dott. Franco Angelo Maria De Bernardi e uditi - per le parti - i difensori come da verbale;

Ritenuto e considerato quanto segue:

FATTO e DIRITTO

Col ricorso in esame, un considerevole numero di Carabinieri (assoggettati - in quanto assunti dopo il 31.12.'95: o in quanto privi, a questa data, della sufficiente anzianità di servizio - ai nuovi criteri di calcolo dell'ordinario trattamento di quiescenza) ha chiesto l'accertamento del diritto a che un tale calcolo, sino alla concreta attivazione della "previdenza complementare" (momento qualificante della complessiva riforma del sistema pensionistico), continui ad esser effettuato in base ai parametri vigenti all'atto della promulgazione della cosiddetta "legge Dini". (Della quale, se interpretata in modo diverso da quello prospettato, viene - del resto - dedotta la patente incostituzionalità).

All'esito della discussione svoltasi nella pubblica udienza del 18.11.2009, il Collegio rigetta innanzi tutto l'eccezione di inammissibilità, sollevata dalle Amministrazioni resistenti nella considerazione che, nella specie, non avrebbe potuto proporsi un ricorso collettivo.

E' infatti da considerare che un ricorso collettivo è da ritenere inammissibile allorquando l'eventuale accoglimento delle domande proposte da taluno dei ricorrenti si riveli logicamente incompatibile con la positiva valutazione di quelle proposte da altri; ipotesi che non ricorre nel caso, dato che tutti i ricorrenti tendono ad ottenere lo stesso risultato, senza che, all'evidenza, il risultato favorevole per uno qualsiasi di loro si trovi in conflitto con l'analogo risultato favorevole di un altro ricorrente.

Va rigettata anche l'eccezione di carenza di legittimazione passiva dell'INPDAP, eccezione da questo Istituto sollevata, con conseguente richiesta di estromissione dal giudizio, nella considerazione che esso sarebbe estraneo al thema decidendum.

E' da osservare che, attenendo la domanda dei ricorrenti, come chiaramente espressa nella epigrafe del ricorso e nelle conclusioni, alla determinazione del quantum pensionistico, l'INPDAP, al quale fanno carico le pensioni dei pubblici dipendenti, non potrebbe ritenersi esente dalle conseguenze di un eventuale accoglimento del ricorso; dal che, la sussistenza della sua legitimatio ad causam.

Passando alla trattazione del ricorso, va rilevato che lo stesso presenta profili di inammissibilità.

E invero.

La domanda, per come testualmente espressa nella epigrafe del ricorso e nelle conclusioni, attiene al quantum pensionistico; quantum evidentemente diverso, e maggiore, di quello ora prevedibile, ove si continuasse ad applicare i criteri dettati dal sistema retributivo in vigore ante "legge Dini" e tuttora validi per i dipendenti con oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; cosicché, stabilire quale criterio utilizzare per la determinazione della entità pensionistica (anche, eventualmente, previa declaratoria di incostituzionalità di norme ostative) non è questione di cui possa occuparsi questo giudice amministrativo, ma è questione spettante alla Corte dei conti, giudice sulle pensioni.

Non risulta, poi, né sul punto c'è eventuale deduzione contraria, che, allo stato, i contributi versati dall'Amministrazione all'ente previdenziale di riferimento dei ricorrenti siano in misura percentuale inferiore rispetto al passato (rispetto cioè al sistema in vigore ante "legge Dini"), il che, ove fosse, radicherebbe la giurisdizione di questo giudice amministrativo, al quale spetta conoscere delle questioni che attengano allo svolgimento del rapporto di impiego, ivi comprese, pertanto, quelle relative al corretto versamento dei contributi previdenziali.

Quanto detto comporta la inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice adìto.

Ma il ricorso non sfuggirebbe a una declaratoria di inammissibilità neanche qualora, facendosi applicazione oltre misura, e in favore dei ricorrenti, del principio in base al quale spetta al giudice adìto interpretare la domanda del ricorrente al fine di ricavarne il petitum sostanziale e su questo poi pronunciarsi, si potesse ritenere che la presente controversia non attiene a questione propriamente pensionistica, ma a questione relativa alla mancata attivazione - in favore dei ricorrenti - di quello che è comunemente definito il secondo pilastro della previdenza; se, cioè, si potesse ritenere che la questione in argomento fosse quella relativa alla costituzione di una ulteriore, e in aggiunta a quella già in essere, posizione previdenziale, atta a compensare gli squilibri, di ordine patrimoniale, connessi all'applicazione dei nuovi criteri di calcolo delle pensioni.

Orbene, in tal caso sarebbe da ritenere che la costituzione di tale ulteriore posizione previdenziale non assurga al rango di diritto soggettivo, per il quale esercitare vittoriosamente una azione di accertamento e di condanna; per come, invero, è stata disciplinata l'istituzione di detto secondo pilastro sia nella legge fondamentale (legge Dini) che nella normativa di dettaglio, la previdenza integrativa può realizzarsi attraverso una complessa procedura, destinata a concludersi con un provvedimento autoritativo; cosicché i soggetti interessati a tale previdenza possono vantare soltanto un interesse legittimo, consistente nella pretesa a che l'Amministrazione eserciti il proprio potere in proposito.

Ma, giusta i princìpi, la pretesa affinché l'Amministrazione eserciti un potere non può essere portata direttamente alla cognizione del giudice, occorrendo transitare attraverso lo strumento previsto dall'art.2 della legge n.205 del 2000.

Da quanto detto deriva, poi, allo stato, il rigetto della domanda di risarcimento dei danni, avanzata con riferimento al mancato tempestivo avvio delle necessarie procedure per l'attivazione del predetto secondo pilastro.

Occorrerebbe, invero, al fine di affermare la responsabilità patrimoniale dell'Amministrazione, accertare un suo inadempimento colpevole; ma, perciò, necessiterebbe attivare e concludere la procedura di cui al predetto art.2, all'esito della quale soltanto potrebbe statuirsi su una ingiustificata inerzia.

Conclusivamente, il ricorso va dichiarato inammissibile nei sensi di cui sopra.

La novità e la complessità del tema trattato costituiscono ragione per disporre la integrale compensazione delle spese di lite fra le parti.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando

  • dichiara inammissibile il ricorso indicato in epigrafe;
  • compensa tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del giorno 18 novembre 2009, con l'intervento dei Magistrati:

Elia Orciuolo, Presidente

Franco Angelo Maria De Bernardi, Consigliere, Estensore

Giuseppe Rotondo, Consigliere

L'ESTENSORE                                                                  IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 14/12/2009

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

IL SEGRETARIO

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Il Silp per la Cgil ha promosso l'allegata petizione popolare da inviare al Presidente della Repubblica nonche' ai presidenti del senato e della camera per l'avvio della previdenza complementare per il personale del comparto sicurezza e difesa nella convinzione che in merito a tale materia per evitare tentativi di penalizzazioni nonché per garantire le tutele e gli interessi legittimi, la via prioritaria esperibile debba essere quella degli interventi normativi.

Invitiamo pertanto tutti gli appartenenti al comparto sicurezza e difesa a sottoscrivere la nostra petizione nella consapevolezza che, insieme ad altre forme di rivendicazione che cercheremo di condurre anche in forma congiunta sia in sede contrattuale che legislativa, riusciremmo a far intervenire il legislatore su questa importante materia previdenziale che riguarda tantissimi nostri colleghi!

La petizione popolare per la previdenza complementare per il Comparto Sicurezza e Difesa può essere sottoscritta da tutti i cittadini italiani al di sopra dei 18 anni. Firma anche tu la petizione del Silp al Presidente della Repubblica per l'avvio della previdenza complementare.

Rivolgiti alle strutture territoriali del Silp per la Cgil

Via delle Quattro Fontane, n. 109 - 00184 Roma - tel. 06.4927111 fax 06.44702297

e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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PETIZIONE POPOLARE

ai sensi dell'art. 50 della Costituzione della Repubblica Italiana ai fini della trasmissione alla competente commissione parlamentare ai sensi degli artt. 140 e 141 del Regolamento del Senato ed ai sensi dell'art. 109 del Regolamento della Camera

PER L'AVVIO DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

I sottoscritti si rivolgono con la presente petizione popolare, promossa dalla Segreteria Nazionale del SILP per la CGIL ( Via delle Quattro Fontane 109 00184 Roma ) , Sindacato Italiano Lavoratori Polizia per la Cgil, ai sensi dell'art. 50 della Costituzione, al Presidente della Repubblica, ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati affinché garantiscano interventi normativi volti ad avviare la previdenza complementare da attuarsi attraverso la costituzione dei fondi pensione.

Ill.mo Sig. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Giorgio NAPOLITANO

Ill.mo Sig. PRESIDENTE DEL SENATO

Renato SCHIFANI

Ill.mo Sig. PRESIDENTE DELLA CAMERA

Gianfranco FINI

noi sottoscritti, cittadini italiani

Premesso che

- per il personale della Polizia di Stato, le procedure di negoziazione e concertazione sul c.d. " secondo pilastro " riguardanti il trattamento di fine rapporto e la previdenza complementare non risultano concretamente avviate.

Confidando che

- per i delicati compiti affidati dallo Stato agli operatori del comparto sicurezza-difesa le istanze in premessa riceveranno particolare attenzione considerato anche il contenzioso costituzionale che si prefigura.

Chiediamo che

- cosi come previsto dal D.P.R 254/99 art.. 40 (trattamento di fine rapporto e previdenza complementare) vengano costituiti nel comparto sicurezza e difesa i fondi pensione nell'ambito della previdenza complementare con lo scopo di risolvere la sperequazione che si determinerà nel tempo e che riguarda, in particolare, i destinatari dei sistemi di calcolo pensionistico pro-rata e contributivo.

Ai sensi del D.Lgs nr. 196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali -. Le informazioni sono raccolte ai soli fini della presente petizione popolare promossa dalla Segreteria Nazionale del Silp per la Cgil tramite le rispettive segreterie provinciali. I firmatari che intendono richiedere di cancellare o aggiornare i loro dati dovranno comunicarlo al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Per ulteriori informazioni: www.silp.cgil.it.

COGNOME NOME / LUOGO E DATA DI NASCITA / INDIRIZZO CITTA' PROVINCIA / FIRMA

 
L'on. Calipari, vice capogruppo del Pd in Commissione Difesa, ha dichiarato: Anche il Ministro Maroni ammette il fallimento delle ronde voluto dalla Lega e dal Governo a tutti i costi con uno spreco di risorse frutto dei tagli al Comparto Sicurezza. PDF Stampa E-mail
"Siamo soddisfatti che anche il ministro Maroni abbia ammesso oggi che le ronde sono uno strumento inutile. Dunque, è stato imposto in Parlamento, durante la discussione sul decreto sicurezza e in tutto il Paese, un confronto inutile, frutto solo di una prepotenza leghista". Lo ha dichiarato Rosa Calipari, vicepresidente dei deputati del Pd, commentando quanto detto oggi dal ministro dell'Interno a Reggio Calabria.
Denunciando che "mentre la Lega e il Pdl straparlavano di ronde" la maggioranza stava apportando "consistenti tagli all'intero comparto sicurezza", Calipari sottolinea di aspettarsi ora che "il prossimo Consiglio dei Ministri, proprio perchè si svolgerà simbolicamente a Reggio Calabria, inverta quella tendenza e confermi provvedimenti importanti per sostenere il lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine che combattono ogni giorno una delle più forti e "insidiose" organizzazioni criminali".(ANSA).
 
Interrogazione dell'on. Turco per l'imbarazzante rapporto dell'OSCE sui diritti dei militari italiani che AMID già ha denunciato da tempo PDF Stampa E-mail
OSCE: diritti "ristretti" per il Personale delle Forze armate italiane
dell'On. Maurizio Turco (PD) ed altri

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro della difesa.

Per sapere - premesso che:
l'Ufficio per le istituzioni democratiche ed i diritti umani (ODHIR - Office for Democratic Institutions and Human Rights) è un'istituzione specializzata dell'OSCE che si occupa di elezioni, diritti umani e democratizzazione. In particolare assiste gli Stati membri dell'OSCE nell'attuazione dei loro impegni a dimensione umana, fornendo esperienza e supporto pratico nel rafforzamento delle istituzioni democratiche per mezzo di programmi a lungo termine per potenziare le norme di legge, la società civile ed il controllo democratico;
l'Italia è tra i paesi fondatori dell'OSCE dal 25 giugno 1973;
nell'ambito del progetto sui diritti umani del personale delle forze armate, nel 2004 è stato intrapreso uno studio preparatorio sullo scambio di informazioni sul Codice di condotta relativo agli aspetti politico-militari della sicurezza. A causa della grande disparità nella qualità e la natura delle informazioni disponibili, l'OSCE ha sviluppato un questionario dettagliato distribuito a tutte le missioni permanenti dei paesi membri nel 2005, al fine di ottenere dati sulle leggi, le politiche e le pratiche in materia di diritti umani delle forze armate così come sono riconosciuti ed applicati nei loro rispettivi ambiti;
come sintesi risultante dalla somministrazione del predetto questionario, l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE, insieme al centro per il controllo democratico delle Forze armate di Ginevra (DCAF), ha pubblicato il manuale per i diritti umani e le libertà fondamentali del Personale delle Forze armate. Esso propone una panoramica delle legislazioni, delle politiche e dei meccanismi per assicurare protezione e applicazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali del personale delle forze armate;
da come si evince a pagina 20 del predetto manuale, solo i seguenti paesi hanno risposto esaurientemente:
Austria, Azerbaijan, Biellorussia, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucrania, Regno Unito, Stati Uniti. Mentre, il Liechtenstein (senza forze armate regolari), il Tajikistan, la Santa Sede (senza forze armate regolari) hanno trasmesso una semplice nota verbale di ricezione. L'Italia insieme ad Albania, Andorra (senza forze armate regolari), Armenia, Cipro, Grecia, Ungheria, Islanda (senza forze armate regolari), Kazakistan, Kirgikistan, L'allora Repubblica Yugoslava, Moldavia, Principato di Monaco (guardia di palazzo con semplici funzioni cerimoniali), Olanda, Romania, San Marino (senza forze armate regolari), Turkmenistan, Uzbekistan non ha risposto affatto;
il capo di stato maggiore dell'aeronautica con la lettera n. SMA/125/G5O-2/1-97, rivendicava con una punta di orgoglio quanto segue: «Da uno studio realizzato dall'OSCE che ha analizzato in un'ottica comparativa i diritti fondamentali degli appartenenti alle forze armate dei paesi aderenti, è possibile evincere che in tema di diritti civili o politici quali il diritto di associazione, la libertà di espressione e di manifestazione, e altri (...) per le limitazioni imposte ai propri militari, l'Italia è considerata uno Stato con «restrizioni moderate», ciò implica che il parametro di riferimento del Governo in materia di diritti dei militari siano Paesi come l'Albania, l'Armenia, il Kazakistan, il Kirgikistan, la Moldavia, il Turkmenistan, e l'Uzbekistan. Ossia quei Paesi che come l'Italia hanno ritenuto superfluo rispondere al questionario dell'OSCE e non quei partner europei cui si immaginerebbe l'Italia dovrebbe tendere ad assimilarsi più naturalmente quale Paese membro e fondatore dell'Unione europea -:
se il Governo intenda chiarire i motivi per cui l'Italia ha deciso di non dare il suo contributo all'iniziativa omettendo, sia di rispondere al questionario sottopostole dall'OSCE, sia di tradurre in italiano - oggi è disponibile solo in inglese, russo, francese, bosniaco, croato e serbo - il manuale per i dritti umani e le libertà fondamentali del personale delle forze armate, rendendolo così disponibile e agilmente fruibile da tutti gli addetti ai lavori e in primis ai militari a cui esso si rivolge.

 
Contratto Forze armate e Forze di Polizia biennio 2008-2009: ecco le cifre PDF Stampa E-mail
A palazzo Vidoni l'aula era semideserta. Mancavano la quasi totalità delle rappresentanze sindacali delle Forze di polizia (che hanno respinto al mittente l'invito di Brunetta) ed erano presenti 3 Cocer su 5 (Marina, Esercito e Carabinieri). Per la parte governativa era presente Eugenio Gallozzi, Capo Ufficio relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni che ha snocciolato alcune (magre) cifre: per l'anno 2009 l'incremento medio sarà di circa 50 euro nette (a cui verranno sottratte le somme già percepite a titolo di vacanza contrattuale 2009) e 12 euro (medie lorde) per l'anno 2010. Per il 2008 non è stato stanziato nulla, quindi rimane solo la vacanza contrattuale già percepita. Niente copertura per la "specificità", che continua a rimanere un contenitore vuoto usato a scopi puramente propagandistici da questo governo ingrato che agli operatori del comparto Sicurezza e Difesa chiede tutto ma al momento del riconoscimento non concede quasi niente, solo tagli.

Per quanto riguarda i militari, impiegati in queste ore in 5 città a spalare la neve (Milano, Verona, Bologna, Ferrara e Forlì), a pattugliare le strade, a prestare opera di soccorso alle popolazioni dell'Abruzzo, a sorvegliare la monnezza di Napoli ed impegnati all'estero in sanguinose "operazioni di pace", si conferma quindi l'indirizzo governativo nell'utilizzarli come mano d'opera a basso costo ma con un grande ritorno di immagine, nulla di più.

Esprime "grande amarezza", il delegato del Cocer Marina Ciavarelli, che si aspettava uno sforzo maggiore da parte del governo quantomeno "in riconoscimento dei servigi resi al Paese che gli uomini e le donne con le stellette non hanno mai lesinato".

La prossima riunione si terrà il 12 gennaio, ma se il buongiorno si vede dal mattino, si prospettano ancora anni bui per gli operatori del comparto, alle prese nei prossimi anni anche con i famelici appetiti di una SpA che farà man bassa dei gioielli di famiglia della Difesa.

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SICUREZZA: SINDACATI, SU CONTRATTO NESSUNA NOVITA'DA GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 22 DIC - ''Il governo si limita a proporre aumenti di 40 euro, nessuna garanzia sugli arretrati, e nessuna sostanziale novita' per quel che riguarda lo stanziamento di risorse economiche sufficienti''. Questi i motivi che hanno spinto molti sindacati del comparto sicurezza a non partecipare alla riunione convocata dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, per il rinnovo del contratto 2008-2009, scaduto da due anni. ''Come riconosciuto anche dal ministro Maroni il Governo ha ridotto gli stanziamenti sugli appositi capitoli di spesa per il lavoro straordinario, con un taglio di 19 milioni di euro dei servizi di ordine pubblico, del 20.5% del capitolo di spesa sulle missioni in Italia e all'estero, sulle manutenzioni degli impianti e degli alloggi collettivi, perfino dell'85% sugli armamenti e su alcuni beni strumentali per garantire con efficienza la sicurezza dei cittadini'', scrivono in una nota congiunta le sigle della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Anfp), della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Uil P.A. Penitenziari, Sinappe, Fns Cisl, Cgil F.P. e Uspp Ugl), del Corpo Forestale dello Stato (Sapaf, Ugl Corpo Forestale, Fesifo, Fns Cisl, P.A. Uil Forestali, Cgil F.P.), il Cocer della Guardia di Finanza e dell'Aeronautica. I sindacati, che gia' avevano manifestato a Roma in ottobre, confermano anche il proprio stato di agitazione ''fino a quando non vi saranno segnali chiari e concreti, da parte del Governo, per una netta inversione di tendenza''. (ANSA).

SICUREZZA: SINDACATI E COCER IN BUONA PARTE DISERTANO INCONTRO A FUNZIONE PUBBLICA:'DOPO I TAGLI PRODOTTI CON LA PRECEDENTE FINANZIARIA IL GOVERNO NON HA RISPETTATO GLI IMPEGNI ASSUNTI'

Roma, 22 dic. (Adnkronos) - Un ampio fronte di sindacati della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Anfp), della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Uil P.A. Penitenziari, Sinappe, Fns Cisl, Cgil F.P. e Uspp Ugl), del Corpo Forestale dello Stato (Sapaf, Ugl Corpo Forestale, Fesifo, Fns Cisl, P.A. Uil Forestali, Cgil F.P.), oltre al Cocer della Guardia di Finanza e al Cocer Aeronautica, non ha partecipato alla riunione convocata dal Dipartimento della Funzione Pubblica nella giornata odierna per il rinnovo del contratto 2008-2009, scaduto ormai da due anni. "I motivi -affermano le organizzazioni assenti in una nota congiunta- sono tanti e tutti importanti. Il Governo, dopo i tagli prodotti con la precedente finanziaria, non ha rispettato gli impegni assunti e rispetto all'ultima riunione svoltasi il 16 settembre scorso, sempre per il rinnovo del contratto, non sono state apportate sostanziali novita', soprattutto per quel che riguarda lo stanziamento di risorse economiche sufficienti". "Il Governo continua a limitarsi -proseguono i sindacati ed i cocer- ad incrementi pari al tasso inflattivo, il 3,2 per cento, che produrra' aumenti di circa 40 euro per Agente, senza per altro garanzia sugli arretrati. Le risorse economiche aggiuntive per il biennio economico 2008 - 2009, disponibili dal primo gennaio 2010 per vaorizzare la specificita' professionale, sono pari a cento milioni di euro, pari alla meta' di quella stanziate per il biennio precedente. "Il Governo, inoltre, nonostante gli impegni assunti e le ripetute promesse, non ha ancora avviato -aggiungono sindacati e cocer- i tavoli della previdenza complementare, tanto che i giovani appartenenti alle Forze dell'Ordine rischiano di trascorrere in poverta' i loro anni di vecchia, e non e' stata impressa la giusta accelerazione all'iter di approvazione del riordino delle carriere". "Del resto, come riconosciuto anche dal ministro Maroni, il Governo ha ridotto gli stanziamenti sugli appositi capitoli di spesa per il lavoro straordinario, con un taglio-sottolineano sindacati e Cocer- di 19 milioni di euro pari al 55 per cento dei servizi di ordine pubblico, con un taglio del 20.5 per cento del capitolo di spesa sulle missioni in Italia e all'estero, sulle manutenzioni degli impianti e degli alloggi collettivi, perfino dell'85 per cento sugli armamenti e su alcuni beni strumentali per garantire con efficienza la sicurezza dei cittadini". Per questo, la quasi totalita' dei sindacati della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato, oltre al Cocer della Guardia di Finanza e al Cocer Aeronautica, in linea con le strategie finora adottate che hanno portato tra l'altro alla grande manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma a fine ottobre, ha dichiara la propria indisponibilità a partecipare alla riunione del 22 dicembre e conferma il proprio stato di mobilitazione e agitazione fino a quando non vi saranno segnali chiari e concreti, da parte del Governo, per una netta inversione di tendenza", concludono sindacati e cocer.

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INCONTRO CON IL MINISTRO DELL'INTERNO MARONI

Nella mattinata odierna presso il Dipartimento della P.S. si è svolto il preannunciato incontro con il Ministro dell'Interno on. Roberto Maroni, richiesto dai sindacati del cartello dopo la scelta di non partecipare alla riunione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica del 22 dicembre scorso per il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008/2009, per le ragioni indicate nel comunicato redatto lo stesso giorno.

Nell'incontro odierno i sindacati del cartello hanno evidenziato al Ministro Maroni che,allo stato, non sussistono le condizioni per la ripresa del confronto negoziale alla Funzione Pubblica, in quanto non sono state date dal Governo risposte concrete sulla disponibilità complessiva di risorse economiche per finanziare le quattro priorità che sono state costantemente e continuamente poste all'attenzione dell'Esecutivo per tutto lo corso anno: rinnovo del biennio contrattuale; specificità lavorativa; riordino complessivo delle carriere; previdenza complementare.

I sindacati hanno evidenziato, altresì, in modo estremamente critico, oltre che l'insufficienza delle risorse economiche aggiuntive stanziate nella legge finanziaria per il solo rinnovo contrattuale, le modalità, i toni ed i tempi decisi dal Ministro della Funzione Pubblica per convocare il tavolo negoziale per la discussione di merito per il contratto e l'assenza di risposte sugli altri obbiettivi strategici dell'azione sindacale.

Infine il cartello sindacale ha ribadito che con queste condizioni, ed in mancanza di risposte chiare e definite sulla reale consistenza complessiva di risorse economiche e sui tempi necessarie per l'avvio delle procedure per realizzare il riordino delle carriere e per gli altri obbiettivi, non sussistono le condizioni politiche per la partecipazione delle delegazioni sindacali e per la ripresa delle trattative alla Funzione Pubblica per il rinnovo contrattuale.

Il Ministro Maroni ha sostenuto che il dialogo ed il confronto con i sindacati di polizia è da considerare condizione fondamentale ed insostituibile per mantenere corrette relazioni con i rappresentati del personale, ed evitare azioni d'imperio o decisioni unilaterali del Governo che, anche se supportate da potestà legislative, rischierebbero di determinare rotture e fasi conflittuali che certamente non gioverebbero alla causa di nessuno.

Inoltre il Ministro ha aggiunto che si sarebbe immediatamente fatto carico di chiedere al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on Gianni Letta, di convocare una riunione di tutti i ministri competenti per il Comparto Sicurezza e Difesa al fine di concordare in modo unitario una posizione complessiva del Governo sulle questioni poste dai sindacati, chiedendo, nel frattempo, la sospensione degli incontri alla Funzione Pubblica.

L'on Maroni ha anche aggiunto che, come Ministro dell'Interno si sarebbe fatto carico, in quella riunione, di chiedere un ripensamento sulle risorse economiche finora disponibili, con la possibilità di reperire ulteriori fondi possibili per realizzare quanto richiesto.

Il Ministro ha aggiunto che le risorse potrebbero essere reperite dal FUG (Fondo Unico Giustizia) presso il quale, sarebbe disponibile al 31.12.2009 la somma di 1,5 miliardi di euro contabilizzata, in parte già confiscata, ed in parte al momento solo sequestrata nel corso di operazioni contro la criminalità e costituita, per una parte, da denaro contante e per un'altra parte, da titoli non immediatamente esigibili.

Anche se la legge prevede il termine entro la fine di aprile, con molta probabilità, già entro la fine di questo mese verrà emanato un DPCM dalla Presidenza del Consiglio con cui le somme disponibili del FUG verranno ripartite per il 50 % al Ministero dell'Interno e per il 50 % al Ministero della Giustizia, con la possibilità di incrementare in modo permanete e continuativo detto Fondo, attraverso la destinazione, anche per il futuro, con un automatismo previsto dalle norme, di risorse confiscate o sequestrate nel corso di operazioni di polizia, o a seguito di condanne definitive riguardanti i capitali provento della costante lotta contro la criminalità.

Infine, il Ministro ha concluso dando la propria disponibilità ad un approfondimento per rivedere, o correggere le attuali modalità di assunzione in polizia senza, però, che ciò possa comportare ritardi per le assunzioni, soprattutto dopo che la legge finanziaria ha previsto le risorse necessarie per garantire il turn over per il prossimo triennio (115 milioni di euro per il 2010; 344 per il 2011 e 600 per il 2012).

Nel tardo pomeriggio odierno, a conferma dell'impegno assunto dal Ministro dell'Interno, è giunta la comunicazione ai sindacati di polizia che sono stati sospesi i programmati incontri alla Funzione Pubblica previsti per il 13 ed il 14 c.m.

Restiamo in vigilante attesa delle decisioni che il Governo assumerà in modo collegiale sulle questioni poste e sulle risorse economiche complessivamente disponibili prima di assumere ogni altra iniziativa .

Roma 12 gennaio 2010

Siulp                              Sap                                 Siap-Anfp                     Silp-Cgil                        Ugl-Polizia i Stato                            Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi

Romano                         Tanzi                             Tiani                              Giardullo                      Leggeri                                            Maccari

 
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