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Associazione per i Militari Democratici
COCER: “BUIO ACCECANTE” E “SILENZIO ASSORDANTE” (di Ferdinando Chinè) PDF Stampa E-mail
Pubblichiamo la lettera aperta di Ferdinando Chinè, delegato dell'Aeronautica Militare, sull'audizione del CoCeR Interforze alla Commissione Difesa del Senato.


Cari Amici e colleghi,
Già in passato mi ero occupato di evidenziare il clima PARTICOLARE che avevo percepito in Commissione Difesa durante un'AUDIZIONE del COCER INTERFORZE. Eravamo con il precedente Governo, all'inizio della nostra carriera di Delegati Interforze del Decimo Mandato. Fui colpito dal fatto che, in fondo, non eravamo così diversi dai nostri rappresentanti parlamentari, siamo uomini e donne con virtù e piccolezze a prescindere dalla posizione sociale. Sembra un'ovvietà ma, in ognuno di noi, in fondo al cuore, c'è la speranza che chi ci amministra sia un pochino migliore.
A prescindere dal "clima da caserma" evidenziato dai comunicati stampa di COCER GDF e AM, al di là delle parole dette e registrate, mi sono preso la briga di leggermi tutte le relazioni delle Sezioni Cocer consegnate in Commissione e l'idea del CAOS generale ha preso corpo.
Cinque Sezioni Cocer che hanno fatto richieste divergenti, un pianto greco, una lista infinita della spesa e con poca proposizione per la soluzione delle problematiche.
LE DIFFERENZE sono su quasi tutto, si parte dalla SPECIFICITA' in cui ognuno la vede in maniera diversa. Per l'esercito appare strettamente legata alla "militarità", per i Carabinieri alle loro "funzionalità", diversamente da Aeronautica e Guardia di Finanza che gli danno un segno distintivo del Comparto Difesa e Sicurezza rispetto al Pubblico Impiego, che non paga lo status e tantomeno la mancanza di diritti che vanno ampliati e riconosciuti a livello europeo. Per l'Aeronautica e la GDF la specificità si può pensare in campo Previdenziale, il rapporto lavorativo di univocità impone una salvaguardia per gli addetti ai lavori.
Se la specificità ha impronte opposte in ambito interforze, ancor di più è il discorso per il RIORDINO DELLE CARRIERE e per il CONTRATTO. Per i Carabinieri le risorse del "RIORDINO" possono essere sommate a quelle contrattuali e distribuite immediatamente. Viceversa, per la GDF propone di partire senza indugio con le risorse attuali facendo un Riordino a step. Per il Cocer AM, prima di qualunque operazione di "riordino" occorre sanare il passato, "riallineare" le anomalie delle precedenti operazioni di riordino.
Di male in peggio sono le posizioni riguardo la RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA. Per Cocer AM e GDF si rammentano le decisioni assunte nelle assemblee plenarie con tutto il personale COBAR/COIR che rivendicano l'estensione dei diritti sindacali. Per la Marina l'abrogazione dell'Art. 8, L.382, il diritto di Associazione professionale. Per Carabinieri ed Esercito è ancora all'interno della Rappresentanza che si può lavorare.
Il documento più "caratteristico" è sicuramente quello del COCER EI, si ha l'impressione che tutto dipende dalla politica e l'Amministrazione è esonerata da qualsivoglia responsabilità, azz!
Tutta colpa della politica! Deve fare di tutto e di più, "defiscalizzare", aumentare le risorse su Riordino, Contratto, Alloggi, Benefit, Organismi di Protezione sociale, Previdenza e chi più ne ha più ne metta. Per altro, una politica che si distende in questi ultimi dieci anni, quindi è colpa di tutti e di nessuno, Ponzio Pilato non avrebbe saputo fare di meglio.
L'esordio del Documento Cocer EI è bellissimo. Si parte con l'enfasi della COMPONENTE UMANA e poi per la strada, ho l'impressione, che si perde. Prima si scivola sul "sistema esercito" e via, via che prendono spazio le tematiche si riferiscono all'amministrazione.
E' proprio così, è tutta colpa della politica? Per l'amor di Dio, è un personalissimo pensiero, lungi da me mettere in dubbio la veridicità delle interpretazioni dei colleghi, però vagando qua e la per il web qualcosa non mi quadra. Ad esempio, non trovo spazio per le sofferenze nell'AVANZAMENTO ben urlate dappertutto. Non ho sentito parlare di TRASPARENZA AMMINISTRATIVA, nei trasferimenti, nell'assegnazione incarichi nazionali ed esteri, alloggi. Persino quando si parla di Mobbing - rapporto superiore/inferiore - in un certo senso è un problema esterno, più generale del sistema paese e ci si attende un quadro legislativo chiaro.
Sull'orario di lavoro mi preme sottolineare due incomprensioni, da un lato si richiede di parificare l'orario di Straordinario con le Forze di Polizia, in pratica un raddoppio delle ore. Sicuramente, ore in più farebbero comodo a tutti, però nelle precedenti audizioni si è sempre parlato di Esuberi, di sottoimpiego nelle FF.AA. e di carenze personale nelle FF.PP. Ho paura che qualcosa mi sfugge. L'altra incomprensione, figlia di una richiesta di aumento, più che triplicata dello straordinario, è la proposta di una "Indennità Militare" che assorba dalle 250/500 (1/2 ore giornaliere) ore annuali di ore lavorative in più. In compenso si evidenzia in grassetto "FERMO RESTANDO L'ORARIO DI LAVORO", ma che senso ha? Ho paura che con queste forfetizzazioni si apre un piccolo foro su una diga di cemento armato. Per altro, è decisamente una richiesta in controtendenza di tutte le forze sindacali europee che chiedono una riduzione dell'orario lavorativo dalle 36, alle 35/3 4 ore settimanali. Al fine di migliorare la qualità complessiva della vita.
Non me ne vogliano i colleghi dell'EI, un altro passaggio inquietante è quello che si riferisce alla "militarizzazione familiare". Addirittura, lo "status militare" infierisce sulla famiglia e quest'ultima deve patire le condizioni all'interno delle caserme e della "mondità" militare. Tutto un mondo dentro un castello.
Bene un passaggio dei colleghi marinai che si spingono a chiedere l'abolizione delle Sanzioni di RIGORE, come sanzioni che privano la libertà individuale senza le garanzie processuali di difesa e terzietà. Altra anomalia di rilievo mostrata dei marinai è quella dei Trasferimenti "no cost" e la mancanza di equa ripartizione dei periodi di imbarco. Proseguono con il PRECARIATO e il "riordino delle casse militari"(DPR 4/12/09, n. 211) che non ha tenuto conto della truppa.
In conclusione, aldilà delle singole percezioni dell'Audizione in Senato, laddove due Sezioni Cocer (GDF e AM) hanno lamentato toni e modalità "inusuali" a differenza delle dichiarazioni d'agenzia della Presidenza Interforze, occorre serenamente fare una analisi interna, evidenziando a chiare lettere le inadeguatezze, nel merito, del COCER COMPARTO DIFESA e INTERFORZE che non riesce a trovare un punto in comune. Tranne una indiscriminata richiesta di maggiore risorse, non riesce ad essere propositivo, credibile e compatto. Non mi riferisco alle peculiarità di ciascuna singola forza armata, ma sulle questioni grosse, sulla SPECIFICITA', CONTRATTO, RIORDINO, RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA. Rispetto a queste tematiche non si può dire tutto e il contrario di tutto. Occorre fare un passo in avanti, una PROPOSTA CONDIVISA INTERFORZE che accontenta tutti e nessuno, ma, che resta il miglior compromesso possibile.
Altrimenti, sarebbe il caso di riflettere e non proseguire il Mandato. Evitare di consumare la PROROGA nell'agonia di un Cocer interforze morente, che si muove a mosca cieca.
Oltretutto, questi giorni sono decisivi per un "colpo di coda", per un risveglio della dignità. Ricordiamo che siamo con un Contratto (2008-09) scaduto, con delle risorse a disposizione irrisorie. Abbiamo tante promesse e poche concretezze. Nel precedente Contratto, con il doppio delle risorse, ci siamo indignati, abbandonato i "tavoli", sciorinato "comunicati stampa, di tutto e di più. Questo giro, il "silenzio assordante" e il "buio accecante" fanno da padroni. Salvo la manifestazione dei Sindacati di Polizia, e la presa di posizione di non partecipare al tavolo delle trattative a Dicembre, di Sindacati e COCER GDF e AM, non si muove una foglia.
Perché, a chi giova tutto questo? L'approssimarsi delle elezioni regionali impone una verifica degli intenti e vicinanze magnificate in occasione della precedente tornata politica. Teniamo conto che le prossime elezioni politiche di interesse rilevante, salvo elezioni anticipate, saranno fra tre anni. Nel frattempo, la politica, il Governo può caldeggiare tutti i provvedimenti più impopolari e riservarsi l'ultimo anno per recuperare il consenso. Il silenzio, "non disturbare il manovratore" è una strategia che paga?
Probabilmente, riusciremo ad influire poco e qualunque tentativo di uscire dall'agonia può essere vano, però, vale la pena tentare.

Ferdinando Chinè

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Aeronautica Militare

Consiglio Centrale di Rappresentanza

COMUNICATO STAMPA

NEL POMERIGGIO DEL GIORNO 10 FEBBRAIO, SI E' SVOLTA PRESSO LA IV COMMISSIONE DIFESA DEL SENATO, L'AUDIZIONE DEI CONSIGLI DI RAPPRESENTANZA DELL'ESERCITO, DELLA MARINA, DELL'AERONAUTICA, DEI CARABINIERI E DELLA GUARDIA DI FINANZA SULLO SCOTTANTE TEMA DELLA CONDIZIONE MILITARE.
NELL'ESPRIMERE LA PIU' PROFONDA DELUSIONE PER I TONI E L'APPROCCIO CHE HA CARATTERIZZATO LO SVOLGERSI DELL'AUDIZIONE, SI EVIDENZIA COME LA TRATTAZIONE E' STATA CONNOTATA DA UNA INUSUALE RIGIDITA' TALE DA PRIVARE PIU' DI TALUNO DEGLI INTERVENUTI DELLA FACOLTA' DI PROPORRE DOMANDE O OSSERVAZIONI CIRCA TEMI RILEVANTI CHE VANNO DAL RISARCIMENTO DEI FAMILIARI DEL PERSONALE VITTIMA DELL'AMIANTO AL MANCATO AVVIO DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE, RIORDINO, RIALLINEAMENTO ED ALTRO.
LE ESPOSIZIONI DEI DELEGATI SONO STATE OGGETTO, A PIU' RIPRESE, DI CRITICHE ASPRE SENZA DIRITTO DI REPLICA, TANTO CHE LA FORMALE PRETESA DI RETTIFICARE TALUNE DICHIARAZIONI, UNITAMENTE ALLA CONSTATATA IMPOSSIBILITA' DI ARGOMENTARE POSIZIONI APERTAMENTE AVVERSATE, HA PORTATO ADDIRITTURA A PORRE DEI VETI POLITICI SULLA FUTURA PRESENZA IN COMMISSIONE DI QUALCHE DELEGATO COCER, CHE AVENDO CONSTATATO L'IMPOSSIBILITA' DI UN DIALOGO, HA ABBANDONATO L'AULA PER PROTESTA.
SEBBENE LA TENTAZIONE DI ABBANDONARE L'AULA DEL SENATO ABBIA INVESTITO GRAN PARTE DEI DELEGATI COCER PRESENTI, LA SUCCESSIVA PRESENZA HA COSTITUITO SOLO L'OCCASIONE PER CONSTATARE COME L'ATTEGGIAMENTO POLITICO ABBIA MOSTRATO LA PIU' ASSOLUTA DISTANZA VERSO I PROBLEMI CHE INVESTONO IL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE E DELLE FORZE DI POLIZIA INTERESSATE, E DEL QUALE, LA MANCANZA DI APERTURA AL DIALOGO NE HA COSTITUITO SOLO LA PIU' EVIDENTE DELLE ESPRESSIONI.
ALLA LUCE DEGLI ACCADIMENTI, NEL RINGRAZIARE LA COMMISSIONE DIFESA DEL SENATO PER IL TEMPO DEDICATO AL COCER, SI EVIDENZIANO FORTI DUBBI CIRCA L'UTILITA' DI AUDIZIONI DI TAL FATTA, AL PUNTO DI ESPRIMERE REMORE SULLA OPPORTUNITA' DI FUTURE PARTECIPAZIONI, OVE PREVISTE.


Roma, 12 febbraio 2010
IL COCER A.M.

 
CASADIRITTO segnala una discutibile circolare dello SMA PDF Stampa E-mail
COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

00153 Roma - Via Garibaldi, 3

Tel. - 065883981

www.casadiritto.it

ZERO TITOLI e "CORROSIVI"

ALLONTANIAMOLI DALLE CERIMONIE e NIENTE INVITI

Viene pubblicato ,nel sito ufficiale dell'Aeronautica Militare - Personale - "Politica del Personale" voce Annessi -Politica degli Alloggi - un interessante elaborato riguardante la Politica degli alloggi "(SMA -ORD- 001 ),contenente altrettanti punti d'interesse.

Spiccano tra gli altri argomenti, le seguenti considerazioni:

1) l'assenza o meglio nessun riferimento al "Piano Pluriennale" recentemente approvato dal Parlamento (Legge 244), nel quale viene previsto un oneroso impegno finanziario di 5.685.283,903 Euro per la costruzione di 51.642 alloggi di cui 11.260 per la sola Aeronautica, ma solo un non meglio "definire un Piano Pluriennale di adeguamento degli standard degli alloggi destinati al personale in missione fuori sede" (punto 5 -sviluppo delle attività).

2) Allo stesso punto 5 - "Sviluppo delle attività" prevede di "determinare nei rapporti con il personale in congedo, il progressivo allontanamento dalle attività di F .A sia dalle attività previste per il personale in congedo nell'ambito della relativa politica ,sia nelle manifestazioni e/o cerimonie che si svolgono all'interno dei sedimi militari o per le quali è comunque previsto l'invito per l'accesso, e limitando l'accesso nei luoghi di servizio. Osservarvi (?) la presenza infatti, invece di rappresentare il patrimonio di valori, dedizione e integrità da custodire e preservare per le generazioni future, costituirebbe un esempio corrosivo dei principi guida dell'Aeronautica Militare".

Al di là delle giuste esigenze dell'Amministrazione Difesa, nella difficile politica degli alloggi, ci chiediamo: ma questi cittadini italiani, che fanno parte o hanno fatto parte dell'Amministrazione Difesa, rispettano o no le Leggi? Se si arriva ad impedire la partecipazione a cerimonie o altro previo allontanamento (a cura di chi?) al personale che ha perso il titolo concessorio ma che paga un canone anziché una concessione, secondo una Legge italiana e che questo viene incassato dalla stessa Amministrazione Difesa, quale valore verrebbe meno, o quale azione corrosiva eserciterebbero questi cittadini e le loro famiglie?

Roma 9 marzo 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Vedasi SMA-ORD-001 "La politica del Personale - Premessa - Politica degli alloggi"

 
Nuova iniziativa di CASADIRITTO PDF Stampa E-mail

CASADIRITTO

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi 3 - 000135 - ROMA

Tel. 06-5883981

COMUNICATO

Amici di CASADIRITTO,

sono in corso iniziative volte a sensibilizzare l'Amministrazione Difesa durante il percorso che dovrà condurre alla registrazione del Decreto attuativo della Legge 244 art. 2 commi da 627 a 631 (alloggi da costruire e alloggi da alienare).

In questa fase pensiamo di poter svolgere ancora un ruolo molto importante.

In tale ambito una parte di rilievo assumerà l'iniziativa decisa dalla Segreteria di CASADIRITTO di inviare migliaia di fax al Ministro della Difesa per sensibilizzare l'Amministrazione circa le nostre proposte, con la richiesta di un incontro.

Si partirà da subito, in questa settimana.

Preghiamo pertanto tutte le famiglie di utenti ed i Coordinatori locali di attivarsi per il successo dell'iniziativa, informando tutti gli utenti dell'importanza che riveste l'invio dei fax.

Roma 1° marzo 2010

Il Coordinatore Nazionale

Sergio Boncioli

La Segreteria

Formisano Aniello, Casaburri Vincenzo, Belli Enrico, Di Bartolomeo Luigi, Franchitto Benedetto, Carangelo Antonio

L'iniziativa dell'invio dei fax al Ministro per chiedere l'auspicato incontro ha avuto grande successo. Chi lo desidera può ancora scaricare il modello del fax da inviare direttamente dal sito di CASADIRITTO: www.casadiritto.it.

On. Avv. Ignazio La Russa

Ministro della Difesa

Palazzo Baracchini

00100 Roma

Fax 06 4819072

Egr. Sig. Ministro,

l'Atto di Governo n.138, riguardante il Piano Pluriennale sugli alloggi della Difesa e relativo Regolamento sulle alienazioni degli alloggi ritenuti non più utili, dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa e prima dal Consiglio di Stato, è ritornato al Ministero della Difesa per la stesura definitiva. Nel corso del passaggio parlamentare abbiamo notato che sono state fatte alcune aperture e di questo ne diamo atto a Lei ed al Sottosegretario on. Crosetto.

Tuttavia, a nostro avviso, rimangono aperti alcuni aspetti importanti ed in special modo:

-         L'ampliamento del numero di alloggi da alienare, da individuare nel corso della validità pluriennale, attraverso più elenchi (il piano ha la durata di oltre 10 anni) e quindi, conseguentemente, il riavvio dei recuperi coatti dovrebbe avvenire solo al termine del Programma e non all'inizio;

-         ridefinizione e precisazioni riguardanti le tutele previste per le famiglie di anziani o con redditi medio bassi.

Allo scopo di esporLe direttamente il senso delle nostre osservazioni, il Comitato CASADIRITTO, che rappresenta migliaia di famiglie di militari e civili abitanti gli alloggi della Difesa, Le chiede un incontro urgente, nei limiti temporali dei suoi impegni istituzionali.

Con stima

Famiglia _______________________

Via ___________________________

Città __________________________


 
Uranio impoverito: arriva lo scudo salva generali PDF Stampa E-mail
di Marco Palombi da Il Fatto Quotidiano
"Non è punibile a titolo di colpa per violazione di disposizioni in materia di tutela dell'ambiente e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro [...] per fatti commessi nell'espletamento del servizio connesso ad attività operative o addestrative svolte nel corso di missioni internazionali, il militare dal quale non poteva esigersi un comportamento diverso da quanto tenuto, avuto riguardo alle competenze ai poteri e ai mezzi di cui disponeva in relazione ai compiti affidatigli".
Così il governo Berlusconi ha predisposto l'ennesimo scudo penale. Stavolta, peraltro, di fattispecie addirittura marziale visto che serve a mettere al riparo da eventuali rilievi penali generali, colonnelli e via scendendo. Questa nuova versione della incoercibile tendenza all'impunità dell'esecutivo è contenuta nientemeno che nel decreto di proroga delle Missioni internazionali (articolo 9 comma 4) varato il 1 gennaio e ora in corso d'approvazione in Senato dopo l'ok della Camera. Curiosamente a Montecitorio le opposizioni, pur avendo criticato con parole di fuoco il comma "salva-generali", hanno poi votato a favore. "Il governo fa carta straccia dei diritti di salute dei militari, compresi quelli che svolgendo il proprio lavoro hanno perso la vita o hanno visto compromessa la propria salute per le patologie connesse all'uso di sostanze nocive, come l'uranio impoverito", hanno sostenuto ad esempio i deputati Pd Donatella Ferranti, Jean Leonard Touadì e Rosa Calipari. Di più, questo "è un grave colpo di mano nei confronti di migliaia di vittime (per l'Associazione Vittime Uranio sono 216 morti e oltre 2500 i malati, e si tratta di dati parziali!)". Questo comma, infatti, disattiva le leggi in materia di sicurezza sul lavoro, tutela dell'ambiente e della salute nel corso delle missioni internazionali e sembra pensato per casi come quello della contaminazione da uranio impoverito, sostanza contenuta negli armamenti americani e britannici usati ad esempio nella ex Jugoslavia, dove i nostri soldati - a differenza dei colleghi Usa e Gb - agirono senza alcun dispositivo di protezione. Ora però le sentenze di risarcimento concesse dai giudici civili alle vittime e ai loro familiari cominciano ad arrivare: il ministero della Difesa non ha tutelato i suoi dipendenti, hanno scritto le toghe di Roma a proposito di un caporalmaggiore di Lecce morto nel 2005. Il Tribunale di Firenze, nel dicembre 2008, ha sostenuto la stessa cosa anche per la missione in Somalia: il ministero "non ha disposto l'adozione di adeguate misure protettive nonostante fosse sotto gli occhi dell'opinione pubblica internazionale la pericolosità specifica di quel teatro di guerra, e nonostante l'adozione da parte di altri contingenti di misure di prevenzione particolari". Oggi, con questo comma infilato alla chetichella in un decreto che è quasi obbligatorio approvare in fretta, si tenta di deresponsabilizzare i vertici delle Forze Armate: "Si tratta di una norma vergognosa e anticostituzionale - sostengono le associazioni delle vittime - un tentativo di dare un colpo di spugna alle responsabilità di chi ha inviato i nostri militari all'estero senza informarli dei rischi" e "di chi non ha adottato le norme di protezione e di chi non le ha fatte rispettare". Non solo. D'ora in poi nelle missioni di pace all'estero, dal Libano al Kosovo, alcune migliaia di lavoratori italiani - militari e civili - non avranno pieno diritto alla salute e alla sicurezza. Per legge.
 
Intensa attività di CASADIRITTO in vista dell'approvazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare PDF Stampa E-mail
ALLOGGI DIFESA
COMUNICATO STAMPA

Come noto questo Comitato CASADIRITTO all'indomani del Parere espresso dalla Commissione Difesa della Camera dei Deputati sull'Atto di Governo n .138 (Programma Pluriennale e Regolamento Alienazione Alloggi), ha chiesto l'attivazione di un tavolo di lavoro tra l'Associazione CASADIRITTO e le altre parti interessate con il Sottosegretario On. Crosetto, allo scopo di poter meglio definire alcun parti significative ancora non ben definite.
E' significativo che il COCER Esercito , COCER Marina ,con proprie delibere, vadano nel senso auspicato.

Roma 4 -2- 2010
Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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STATO MAGGIORE DELLA MARINA
Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari
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Delibera n° 145/X in data 03/02/2010

Oggetto: Schema di decreto ministeriale recante il regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare.
Visti:
 i pareri espressi dalla Commissione difesa della Camera, sullo schema di decreto ministeriale di cui all'oggetto con i quali tra l'altro si "ritiene che il programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto, e la ristrutturazione di alloggi di servizio, in quanto elemento essenziale ai fini dell'esame dello schema di regolamento, avrebbe dovuto essere trasmesso anche al COCER Interforze prima dell'espressione del parere di quest'ultimo";
 la delibera n. 29 del 18 marzo 2009 del Co.Ce.R. Comparto Difesa;
 la delibera n. 40/2009 del Co.Ce.R. Comparto Difesa;
 la delibera del Co.Ce.R. M.M. n. 101 in data 2.10.08;
 la delibera del Co.Ce.R. M.M. n. 135 in data 10.11.09;
Tenuto conto:
 che il "fondo casa" di cui all'art. 43, comma 4 della legge 724/94, aveva l'obiettivo di agevolare l'acquisto della prima casa con mutui accessibili al personale militare, attraverso le risorse derivanti dai canoni degli alloggi di servizio;
 che nonostante sia in vigore il decreto Ministeriale n. 180/05, ancora non è stato attivato il suddetto fondo;
IL Co.Ce.R. MARINA DELIBERA
1. di chiedere, per il tramite del Sig. C.S.M.M., un incontro tecnico con gli Uffici competenti dello Stato Maggiore Difesa e del Gabinetto del Ministro, prima che il decreto di cui all'oggetto venga emanato;
2. di chiedere al Sig. Capo di Stato Maggiore della Marina affinché voglia farsi promotore, presso le superiori autorità, dell'attivazione del decreto 180/05 relativo al "Fondo casa", ciò nella convinzione che tale Fondo possa costituire un importante contributo alla soluzione del problema alloggi, soprattutto per i redditi più bassi.
3. di inviare la presente delibera a stralcio verbale;
4. di inviare la presente delibera al Co.Ce.R. Comparto Difesa.

Votanti: 6 Favorevoli: 6 Contrari: 0 Astenuti: 0

La presente delibera è stata approvata all'unanimità in data 03/02/2010
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
(Sc. 1^ cl Antonino BELLOMO) ( C.F. Alessio ANSELMI)

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CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA
ESERCITO
X Mandato
DELIBERA n. 6/2010

OGGETTO: Schema di decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio della Difesa per l'anno 2008. Atto n.137 - Schema di decreto ministeriale recante il regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione,l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare. Atto n.138
IL CO.CE.R.
VISTO: gli schemi di Decreto di cui all'oggetto;
VISTO: il resoconto della IV Commissione Difesa sugli atti di Governo relativamente a: Atto. n.137 e 138;
VISTO la delibera del Co.Ce.R n.81/2008;
PRESO ATTO: dei pareri formulati dalla IV Commissione Difesa in ordine agli atti 17 e 138.
PRESO ATTO: dell'attenzione del Governo e del ramo legislativo nel corso dell'esame dei prefati schemi di decreto e sulla attenta valutazione delle osservazioni e delle proposte formulate da questo COCER ;
PRESO ATTO: delle volontà positive del Governo e della Commissione nella redazione delle proposte di parere che confermano, nei punti in esame, una attenzione alla tutela del personale e delle rispettive famiglie sulla problematica legata alle necessità abitative;
PRESO ATTO: della disponibilità del Ministro della Difesa, dichiarata dall'Onorevole Sottosegretario Guido CROSETTO in sede di audizione, nell'esplorare la possibilità ad una eventuale erogazione di un "indennizzo" per il personale militare sprovvisto di alloggio peraltro già proposta da questo Co.Ce.R.;
TENUTO CONTO: della successiva redazione di uno schema di regolamento sulla questione alloggiativa;
DELIBERA
1. Di interessare l'Autorità affiancata affinché, ove condivida:
 promuova tutte le azioni necessarie presso lo S.A. per la costituzione di un tavolo di lavoro composto dall'Amministrazione Difesa e della Rappresentanza Militare per la stesura del conseguente schema di Regolamento condiviso e partecipato che completi un percorso a tutela del personale e delle rispettive famiglie;
 autorizzi la costituzione di un gruppo di lavoro del Co.Ce.R per avviare uno studio finalizzato alla analisi di fattibilità di quale percorso adottare per poter raccogliere la disponibilità della Amministrazione Difesa ad una eventuale disposizione normativa che possa giungere ad individuare la fonte per una probabile indennità al personale sprovvisto di alloggio categorie e ruoli dell'Esercito determinando una classificazione che per appunto la istituzione di Organismi di Protezione Sociale aveva superato.

2. Di inviare la presente delibera a stralcio del verbale.

Presenti: 11 Votanti: 11 Favorevoli: 11 Contrari: 0 Astenuti: 0

La presente delibera viene approvata ad unanimità in data 29 gennaio 2010.

IL SEGRETARIO IL VICE PRESIDENTE VICARIO
(Mar. Ca. Enrico CAMERIERE) (Ten. Col. Corrado CULTRERA

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ALLOGGI DIFESA
SITO UFFICIALE
WWW.CASADIRITTO.IT

Diamo notizia che è già funzionante, anche se i lavori "sono in corso" il sito ufficiale di CASADIRITTO
WWW.CASADIRITTO.IT
Lo scopo e le aspettative sono quelle di allargare le conoscenze ed informare gli amici utenti e loro famiglie delle nuove normative legislative che vanno delineandosi, alla luce dell'intensa attività parlamentare sull'iter del Regolamento e del Programma Pluriennale Alloggi Difesa.
E' auspicabile che all'indubbio successo che l'iniziativa già va incontrando, si affianchi la maggiore consapevolezza di tanti altri, per poter affrontare insieme, con strumenti sempre più adeguati, le inevitabili difficoltà a cui saremo chiamati se da parte dell'Amministrazione Difesa , non saranno date le auspicate soluzioni.
CASADIRITTO ringrazia, fin da ora quanti, a vari livelli, stanno dando la loro opera, in modo del tutto gratuito e volontario, alla riuscita dell'iniziativa.

Roma li 9.02.2010
Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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ALLOGGI DIFESA
APPROVAZIONE DECRETO ANNUALE
LIMITI DI REDDITO ANNO 2008

E' stato licenziato anche dalla Commissione Difesa della Camera ,dopo il Senato,l'Atto n. 137 riguardante lo schema di Decreto ministeriale inerente al Piano annuale di gestione del patrimonio della Difesa per l'anno 2008.
Il predetto schema di Decreto fissa per l'anno 2008 il limite di reddito in Euro 39.888,32, ai sensi della Legge 537 art. 9 comma 7 per gli utenti AST il cui titolo concessorio risulti scaduto.
Lo Schema dopo la formalizzazione dovrà essere inviato alla Corte dei Conti per la prevista registrazione.
Possono mantenere inoltre la conduzione degli alloggi, gli utenti AST, ASI, ASGC,a prescindere dal loro reddito, il cui nucleo familiare comprenda un portatore di handicap grave. Sarà cura di CASADIRITTO, comunicare a tutti gli amici utenti l'avvenuta registrazione, onde evitare che nelle lungaggini burocratiche, i Comandi applichino indebiti aumenti non dovuti nella misura del 50% del canone (reddito oltre il limite).

Roma 10 febbraio 2010
Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

In allegato lo schema di decreto annuale approvato:

CAMERA DEI DEPUTATI
N. 137
ATTO DEL GOVERNO
SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE

Schema di decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa per l'anno 2008.
(Parere ai sensi dell'articolo 9, comma 7, della legge 24 dicembre 1993, n. 537)
Trasmesso alla Presidenza il 22 ottobre 2009

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ALLOGGI DIFESA
LA STRATEGIA DEL RAGNO

Sono passati 26 mesi dall'entrata in vigore della Legge 244 (finanziaria 2008).
Ormai un mese dal parere espresso dalla Commissione Difesa della Camera. Il "Regolamento "compreso il Programma pluriennale è ritornato presso l'Ufficio Legislativo di via XX Settembre per essere impacchettato, tenendo conto delle osservazioni del Consiglio di Stato e di quanto emerso dai lavori della Commissione Difesa della Camera. Questa rivisitazione può essere elaborata in maniera lieve quasi impercettibile oppure come CASADIRITTO auspica in maniera importante, pur senza pretendere stravolgimenti al momento non ipotizzabili, ne tantomeno realistici. Stiamo cercando in questo ultimo miglio di percorso che il Decreto sulle alienazioni dovrà percorrerete, di avere i piedi ben ancorati e di riconoscere il contributo apportato dalle parti istituzionalmente preposte - Parlamento, Sottosegretario, Relatore - unitamente al contributo rilevante del COCER, di avere operato con un ampio spazio temporale, che hanno permesso di approvare un dispositivo (il Parere è stato espresso lo scorso 27 gennaio 2010), che evidenzia positive aperture, anche se a livello di "Osservazioni".
Al contrario, constatiamo con amarezza, di quanto accaduto nel mese di novembre u.s. nell'ambito della Commissione Difesa del Senato, che ha liquidato il tutto con un paio di sedute.
Il giorno 11 novembre si è provveduto all'esame del Relatore (Sen. Torri) e nella successiva del 24 novembre è stato licenziato l'Atto di Governo 138, praticamente senza proporre alcuna "osservazione" degna di essere menzionata. Possibile, ci chiediamo, che all'interno del documento, di 111 pagine il Relatore non abbia intravisto, dopo la lettura, nessun intervento migliorativo, ne tantomeno chiarificatore? Si è limitato, il Senatore ad una esposizione dando lettura del documento. Ma il bello, o meglio il brutto, in quella Commissione doveva accadere. Nella stessa seduta dell'11 novembre, l'altro Relatore, sull'Atto di Governo n. 137 (Decreto Annuale Legge 537, art. 9, comma 7, che prevede tra l'altro l'indicazione dei limiti di reddito), il Sen. AMATO osserva che: "la suddetta categoria di persone (sine titulo n.d.r.), occupa attualmente circa 4.000 alloggi, nonostante il loro diritto ad abitarvi sia cessato; in ragione di ciò sarebbe opportuno pertanto, valutare la possibilità di una modifica dell'art. 2, introducendo misure atte a favorire un ristabilimento della piena regolarità nell'assegnazione degli alloggi di servizio".
Magari una persona normale avrebbe pensato alla vicenda degli ASI e relativo parere della Commissione Finanze del 17 dicembre, macché, a scanso di equivoci, se il concetto non era chiaro, ci pensa il dispositivo del testo con cui la commissione il giorno 24 novembre esprime il previsto Parere (Presidente Sen. Cantoni) che recita:
"è indispensabile che venga promossa quanto prima una iniziativa legislativa tesa a modificare la disciplina recata dalla Legge 23 dicembre 1994 n. 724 (che riporta la Legge 537 n.d.r.),in particolare all'art. 43 al fine di prevedere:
 un limite temporale della possibilità di permanenza in tali alloggi degli utenti non aventi più titolo;
 un limite reddituale più contenuto rispetto a quello attuale; canoni di locazione parificati a quelli di mercato.
Quando parlano di "categoria di persone" viene da pensare ad Orwel: tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. A tutti i distratti, a tutti i "pesci in barile", a quanti si fanno da anni tirare la volata e pedalano con andatura turistica beati, sulla scia dei pedalatori di CASADIRITTO, che arrancano, riprendono fiato, poi sfiniti affrontano nuove salite, diciamo di svegliarsi.
Al Senato hanno votato quella simpatica iniziativa, dopo che sono venuti a conoscenza che i "senza titolo" cosiddetti sono nella piena legalità e che godono di tutti i diritti e che pagano. Allora qual è il problema?
Cambiare la Legge 724 (che include la 537), in modo che possiamo cacciarli via, oltre che con gli sfratti, anche mettendo in condizione le famiglie di non poter reggere economicamente un canone di mercato. Ma Sen. Presidente, Lei non doveva partecipare al Convegno di Milano tenuto da CASADIRITTO, con il Patrocinio della Regione Lombardia il giorno 17 novembre? Lei all'ultimo momento adducendo motivazioni non altrimenti derogabili, ci ha fatto sapere di non poter intervenire. Senz'altro quelle ragioni erano importanti. Ma pensiamo, se il giorno 17 novembre a Milano fosse stato presente e avrebbe potuto sapere dal vivo quali erano i problemi e le soluzioni indicate, direttamente, da una platea attenta e consapevole, forse il 24 novembre avrebbe potuto portare al Senato, argomenti diversi ,chissà.
Altra aria ,per fortuna quella che si è respirata alla Camera. La Commissione Difesa ha ben operato, pur nei limiti nei quali era chiamata ad esprimere il "Parere" ed i risultati ci sono stati. Nuovamente diamo atto ,come abbiamo già fatto con un nostro comunicato, a quanti dall'on. Crosetto, dal Relatore on. De Angelis, dall'on. Calipari e dall'intera Commissione, che il testo è stato migliorato. Ma ci domandiamo: c'è qualcuno che nell'Amministrazione Difesa cerca di abbattere tutto quello che viene costruito?
Lo stesso "Regolamento" delle alienazioni ne è una prova: è stato più volte sottoposto a più elaborazioni che dall'aprile/maggio 2008 ad oggi ne hanno continuamente variato i contenuti con modifiche sostanziali, dalle quali emergono "tracce umane" identificabili a seconda dei passaggi. La filosofia primitiva che poi è prevalsa, la dice lunga sul come sono nate certe norme (partendo dalle" multe" di 200 o 300 Euro al mese che simpaticamente annullano gli sconti previsti dalla Legge 244, finendo poi sull'addebito di tutte le spese catastali relative all'accatastamento ed altri balzelli connessi all'atto della vendita). Come per dire ai 3131 destinatari: non ve la passerete comunque liscia. Quante vendette ci siano in queste norme è del tutto evidente. Non ne comprendiamo le ragioni, anche se le possiamo immaginare, visto che hanno origini "storiche" e qualcuno si è nel tempo sbilanciato con dichiarazioni "imprudenti" ancorché errate. E al di fuori dei 3131 quelli alienati, che fine faranno gli altri?
Il Sottosegretario on. Crosetto alla Camera, non ha fugato i dubbi, quasi certezze, riguardanti la ripresa degli sfratti. Sappiamo bene dell'esistenza di casi che oltretutto screditano gli stessi utenti, ma che cosa vuol dire in questo caso "dare la priorità? "Poi si dovrà evidentemente continuare, per arrivare dove? E finire con chi? E se la motivazione è solo per non creare situazioni di allarme sociale, quale è la preoccupazione: quella della figuraccia, oppure l'allarme è quello di salvaguardare le famiglie?
CASADIRITTO ha sempre sostenuto che la via degli sfratti non deve essere ripresa, almeno fino a che il Programma di costruzioni non abbia prodotto i suoi benefici. Importante sarebbe affiancare al Programma, l'attivazione nemmeno citata nel testo, del Fondo Casa come noto a tutti, anticipato e pagato già da molti lustri, dagli utenti, così è previsto proprio da quella Legge 724 del 1994 che qualcuno al Senato vede malvolentieri. Forse perché non ancora informato.
Altro elemento di questo complicato groviglio, è l'entrata in scena, ormai imminente, di Difesa Servizi SPA, già prevista dalla finanziaria 2010, che tra l'altro ha il compito della gestione degli immobili della Difesa. Come tutti questi elementi presi in esame troveranno una sintesi e si amalgameranno non è dato immaginare.
C'è pericolo che intanto le nostre famiglie verranno immobilizzate o peggio terrorizzate da questi fili che in maniera contraddittoria ed inestricabile che le stanno avvolgendo, che sono tessuti da un metaforico ragno invisibile ma che si manifesta con atti e fatti. Ma a questo stato di cose si potrebbe porre termine se si coglierà l'occasione, finalmente di considerare le famiglie degli utenti, come soggetti degni di rispetto.
Questa occasione potrebbe presentarsi se il Sottosegretario on. Crosetto, con delega agli immobili, convocherà il tavolo di lavoro, da tutte le parti richiesto, per definire il Regolamento prima che esso varchi le soglie della Corte dei Conti, ove sarà inviato per la registrazione. E' quello che CASADIRITTO e le nostre famiglie si chiedono e si augurano.

Roma 22 febbraio 2010
Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

P.S. - Tutti i riferimenti sono reperibili sul sito ufficiale www.casadiritto.it

 
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