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Associazione per i Militari Democratici
Dl semplificazioni: novità sui beni confiscati PDF Stampa E-mail
Dopo sei ore di Consiglio dei Ministri è stato approvato il decreto legge sulle semplificazioni normative. Sulla base dei primi annunci del premier Monti in conferenza stampa il decreto modifica circa 333 prescrizioni normative, con l'obiettivo di semplificare le norme per cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
Sul versante legalità è sicuramente positiva la destinazione dei beni confiscati alle mafie a cooperative composte da giovani under 35, un primo passo - seppur non esaustivo - teso a rendere produttivi beni spesso abbandonati e in disuso. I beni confiscati possono essere una straordinaria opportunità di sviluppo, oltre che un simbolo di riscatto civile e sociale contro le mafie. Restituire questi beni alla collettività, come previsto dalla legge 109/96, è fondamentale per liberare i territori dall'ipoteca mafiosa. Oltre alla destinazione sarà fondamentale assicurare alle cooperative sociale degli adeguati incentivi economici e servizi per valorizzare la volontà di produrre sviluppo e lavoro contro le mafie. Il provvedimento riguarda prevalentemente il settore del turismo, si legge nel testo: "I beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, individuati dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che hanno caratteristiche tali da consentirne un uso agevole per scopi turistici, possono essere dati in concessione a cooperative di giovani di eta' non superiore a 35 anni".
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Il Gabinetto del Ministro della Difesa ha costituito il gruppo di lavoro per approfondire la mobilità a domanda per i militari PDF Stampa E-mail
Il Gabinetto del Ministro della Difesa ha inviato una comunicazione alle Organizzazioni Sindacali nella quale si specifica che, in applicazione all'art. 4 comma 96 della legge 183/2011 (legge di stabilità per il 2012), è stato costituito un gruppo di lavoro con il compito di esaminare ed approfondire le modalità con cui "gli ufficiali fino al grado di tenente colonnello compreso e gradi corrispondenti ed i sottufficiali di Esercito, Marina e Aeronautica possano, a domanda, entro i prescritti limiti assunzionali annuali, essere trasferiti presso tutte le amministrazioni dello Stato".
N.D.R.: E la rappresentanza militare chi la informa? Chi tutelerà gli interessi del personale militare?
 
Il bilancio della difesa al tempo della crisi: tirare la cinghia, ma dove cominciare? Per capire cosa e dove tagliare, bisogna che la politica decida cosa deve pretendere dalle Forze Armate PDF Stampa E-mail
I «tecnici» stanno studiando. Così dice il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. I «tecnici» sono in realtà gli alti ufficiali addetti agli armamenti. Studiano come mantenere le forze armate efficienti nei prossimi anni con costi ridotti. «Tra un paio di settimane - prevede il ministro - riceverò i loro rapporti». In essi saranno indicati i capitoli di spesa ai quali si può rinunciare e le voci che sono assolutamente indispensabili. Indispensabili a cosa? Per quale scopo? In altre parole, quali sono oggi i compiti delle forze armate italiane? Perché dal ruolo che dovranno svolgere dipenderà l'acquisto di mezzi e armamenti. Dagli impegni immaginati, per esempio, si deciderà se spendere o no 15 miliardi di euro per 131 cacciabombardieri americani Jsf, noti con la sigla F35.
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I militari italiani sbarcano di nuovo in Libia (ma per addestrare soldati e poliziotti) PDF Stampa E-mail
L'intesa era stata delineata in dicembre durante la visita a Roma del presidente del Consiglio nazionale di transizione, Mustafa Abdel Jalil, e ratificata ieri con la missione a Tripoli del premier Mario Monti accompagnato da alcuni ministri del suo governo.
Un centinaio di militari italiani sbarcheranno in Libia per dare vita all'operazione "Cirene", missione di addestramento e consulenza destinata alle forze armate e di sicurezza libiche.
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Accolto l'allarme del comitato articolo 52 tendente ad evitare l'approvazione di una ulteriore proroga della rappresentanza militare che, per quanto conti poco, sarebbe stato un ulteriore spregio alla pratica democratica nelle forze armate PDF Stampa E-mail
COMITATO ARTICOLO 52
MILITARI TRA LA GENTE
"L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica"
Sede nazionale: via Palestro 78, 00185 Roma- Tel. e fax +39.064742965, +39.3358088244
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Sito: www.articolo52.it

COMUNICATO STAMPA

RESPINTE DALLE COMMISSIONI DELLA CAMERA GLI EMENDAMENTI PER L'ENNESIMA PROROGA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE: DECISIVI IL NO DEL GOVERNO E DEL PD

ROMA 20 GENNAIO - "E' fallito per ora il miserevole tentativo di prorogare per la terza volta gli Organismi elettivi della rappresentanza militare, in spregio dei più elementari principi della democrazia rappresentativa".
Le Commissioni I e V della Camera dei Deputati hanno infatti respinto, ieri, i tre emendamenti presentati da 15 parlamentari di Pdl, Udc e Idv al decreto mille proroghe.
"Decisivi per il risultato - si legge in un comunicato del "Comitato Articolo52", sono stati il parere negativo del Governo e l'intervento contrario all'accoglimento pronunciato per il Partito Democratico dall'onorevole Emanuele Fiano, al quale va il nostro sentito ringraziamento per l'attenzione alla delicata problematica e per la chiarezza di comportamento".
"Ci auguriamo - prosegue il Comitato Articolo 52 - che non ci siano sorprese dell'ultimissima ora e che i cittadini con le stellette possano finalmente riuscire ad esercitare i loro sacrosanti diritti di elettorato.
Ovviamente, rimane il biasimo per comportamento dei 15 parlamentari che hanno presentato i tre emendamenti stampone e che invitiamo caldamente a dimettersi dai loro incarichi, visto che - conclude il comunicato - non hanno evidentemente ancora compreso che in democrazia gli incarichi elettivi sono sacri, intangibili e rinnovabili soltanto dagli elettori".

L'Ufficio stampa

 
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