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Associazione per i Militari Democratici
I militari italiani esportano la democrazia nei più rischiosi teatri operativi internazionali, ma ne non fruiscono in Patria PDF Stampa E-mail
Esportare democrazia, ma non averla in Patria
Per i media e gli Stati Maggiori, i militari si distinguono in due categorie: quelli che tornano morti e quelli, di notevole minore rilevanza, che rientrano vivi. I primi sono notoriamente molto celebrati ed apprezzati, anche se per il tempo strettamente necessario a far defluire l'ultima troupe televisiva. Successivamente, cala il silenzio e continueranno ad occuparsi di loro i soli parenti
Siamo inopinabilmente un paese (impegnato) in guerra, visto che impieghiamo con regolarità nostri connazionali armati all'estero e, non di rado, qualcuno fa ritorno dentro una bara addobbata col tricolore; senza contare le vittime avversarie e civili che inevitabilmente - per interposta persona - disseminiamo nel nostro peculiare intento di esportare la democrazia a suon di carri armati.
Ma rilevarlo non è elegante, stona in qualsiasi contesto e, soprattutto, rischia di urtare trasversalmente troppe coscienze sporche. Tanto più che, come disse Jean Paul Sartre, quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono e, quindi, l'argomento si rivela ulteriormente poco chic. Meglio parlare d'altro o, all'occorrenza, servirsi di collaudati artifici linguistici quali quello della "guerra preventiva" (coniato negli Usa e, malauguratamente per noi, configgente con quel testo desueto chiamato Costituzione) o della "missione di pace", espressione di un talento glottologico che rinuncia al sinonimo di un temine e si affida, con insperato successo, al suo contrario.
Ma non è questo il punto che vorrei trattare. Piuttosto parlerei di un fenomeno sociale non a caso sconosciuto ai più, ma assai rilevante e remunerativo sullo scacchiere internazionale: i militari italiani che utilizziamo nelle missioni denominate "di pace", ma in cui, però - fatalmente - si spara e si è sparati.
Per i media e gli Stati Maggiori, i militari si distinguono in due categorie: quelli che tornano morti e quelli, di notevole minore rilevanza, che rientrano vivi. I primi sono notoriamente molto celebrati ed apprezzati, anche se per il tempo strettamente necessario a far defluire l'ultima troupe televisiva. Successivamente, cala il silenzio e continueranno ad occuparsi di loro i soli parenti, come quel genitore di un caduto in Nassyria che, di passaggio a Roma per ritirare una medaglia al Quirinale, mi chiese di rassicurarlo che le carte ricevute dal ministero della Difesa non comportassero per lui una spesa.
Poi, ci sono gli altri militari, quelli che anonimamente e banalmente rientrano in patria vivi e che non fanno notizia, come quell'ufficiale saltato su una bomba in Afghanistan, ma sopravvissuto (seppure con qualche osso da ricomporre), e che, al rientro in patria, mi esibì sgomento le sue note caratteristiche declinate dai superiori chiedendomi di impugnarle gerarchicamente. O come quei 300 carabinieri impiegati in Kosovo che ora sono in causa con il Comando generale per reclamare di essere pagati come i poliziotti impiegati nella stessa missione e non la metà.
Questi nostri eroi silenziosi, o meglio silenziati da una stampa svagata e da una legge di disciplina militare emergenziale che risale al 1978, vivono in una condizione di malessere e di negazione dei diritti che non fa capolino in alcun discorso pubblico, ma che sovente li conduce a gesti estremi se si considera che, secondo una statistica, ogni mese in Italia si suicida un carabiniere.
Molti ignorano che alcuni caduti delle missioni internazionali erano semplici lavoratori precari, personale cioè chiamato ad una prestazione professionale rischiosissima (difatti sono stati ammazzati), senza nemmeno contare sulla stabilità del proprio posto di lavoro. Non solo, molti degli odierni disoccupati sono ragazzi che ci hanno (si fa per dire) rappresentato all'estero: loro con un mitragliatore in mano, noi col telecomando a casa. Usati dallo Stato e gettati via dopo l'uso, magari con qualche particella di uranio impoverito in corpo che, a breve, li divorerà.

Articolo di Giorgio Carta il seguito sul mensile "Paneacqua", appunti di idee progressiste, numero di luglio 2010

 
Casadiritto: "obiettivo 9" ha vinto sfrattando di fatto le famiglie meno abbienti degli utenti di alloggi demaniali della Difesa PDF Stampa E-mail
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Tel. - 065883981 www.casadiritto.it

Con l'art. 6 - 21 quater della manovra finanziaria recentemente approvata dal Governo, è definitivamente passata la linea che propugnava la "cricca dell'obiettivo 9" con il risultato amaro di mettere molte famiglie sul lastrico.

Con l'approvazione avvenuta il 29 luglio della manovra Finanziaria, nelle cui maglie era stato inserito l'articolo che toglie ogni diritto declassando da " utenti " a " occupanti " le famiglie che avevano il titolo concessorio scaduto ma godevano dei diritti di continuità alla conduzione e facendo partire dal 1° gennaio 2011 i canoni di occupazione di libero mercato, fermo restando il rilascio, si è compiuto un itinerario partito nel maggio 2008 attraverso un percorso a noi noto e reso pubblico in questi mesi.
Gli ideatori e gli esecutori, consapevoli o meno non importa, brindano alla meschina vittoria.
Hanno finalmente realizzato i loro sogni. COMPLIMENTI.
Ma la loro festa, questo lo debbono sapere, sarà l'inizio, lo auspichiamo, di una crisi morale, etica, di coscienza e di pentimenti che li accompagnerà per tutta la durata della loro triste esistenza.
Quando intere famiglie con redditi non adeguati cominceranno a fare "fagotto" non per mano delle forze dell'ordine, ma perché impossibilitati a pagare i canoni da usura imposti, comincerà per loro questo triste epilogo.
CASADIRITTO comunque ne esce con onore, consapevole di aver fatto emergere oltre il fatto anche l'antefatto. CASADIRITTO continuerà con il sostegno di tutte le famiglie interessate la coerente battaglia, anche in previsione della stesura del Decreto che fisserà quali saranno in soldoni, i canoni di mercato.
Il 29 luglio 2010, sarà ricordato come il giorno della cancellazione dei diritti, il giorno che non farà onore ai portatori di intenti non certo nobili.

Roma 30 luglio 2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Di seguito si riporta - l'art. 6. 21. quater della legge Finanziaria, nel sua stesura definitiva:

Articolo 6.
(Riduzione dei costi degli apparati amministrativi).

21-quater. Con decreto del Ministero della difesa, adottato d'intesa con l'Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centrale della rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione, a decorrere dal 1o gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagli utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del Ministero della difesa, fermo restando per l'occupante l'obbligo di rilascio entro il termine fissato dall'Amministrazione, anche se in regime di proroga, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, in mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del territorio, del reddito dell'occupante e della durata dell'occupazione. Le maggiorazioni del canone derivanti dalla rideterminazione prevista dal presente comma affluiscono ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa.

 
Manovra finanziaria: il Governo promette di tagliare poco nel comparto Difesa e Sicurezza (sic!). In un clima di disinformazione pubblichiamo il la lucida e condivisibile analisi del direttore del NGM PDF Stampa E-mail
"Cocer e sindacati di polizia (legati al Pd) divisi sulla manovra di Giulio Tremonti.....Gianfranco Fini gioca sporco ma arriva troppo tardi e il Cocer gli scopre le carte....Tremonti, accanitosi su Difesa e Interno più che su tutta la pubblica amministrazione, costringe il Cocer alla prima conferenza stampa in duecento anni di storia militare. Tutto ciò rende furioso il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, assiduo a sensibilizzare il governo e punto di riferimento del Cocer, intervenendo più volte per rendere accettabile la manovra a militari e polizie, indicando come soluzione un ordine del giorno bipartisan sulle indennità di missione, gli straordinari e tutto quello che viene definito «compenso accessorio.... Gianfranco Fini, scavalcato il Cocer, ammicca ai sindacati di polizia dalle sue fondazioni e dai blog collegati, Maurizio Gasparri, deve affrettarsi a rassicurare dall'aula parlamentare gli uomini in divisa...
Sull'altro fronte, i sindacati di polizia patiscono il Cocer, la cui azione spregiudicata difende i militari meglio di quanto i sindacati facciano coi loro iscritti, mentre guardano, secondo il giudizio di molti della base, più agli interessi politici del Pd che a quelli concreti del loro personale. La sindacalizzazione delle forze armate è un affare da 50 milioni di euro all'anno, le quote d'iscrizione che affluirebbero nella casse sindacali. Pochi giorni fa sembrava a portata di mano, grazie a Giulio Tremonti. In questi giorni sfuma grazie al Cocer e a Crosetto..."

******************************
Questa è la sintesi del commento di Piero Laporta, ufficiale in servizio, "curatore" della rubrica "Primo Piano" sul quotidiano "Italia Oggi" con il quale egli "minimizza", etichettandola politicamente, la portata della protesta che in queste settimane ha visto la mobilitazione del Comparto difesa e sicurezza contro la manovra economica del governo.
L'estensore della nota parla di Tremonti, di Gasparri di Fini, di Crosetto...per disegnare i retroscena politici che - udite udite- vedrebbero la lucida intuizione del sottosegretario Crosetto "punto di riferimento del Cocer "(?) e ideatore della soluzione di un ordine del giorno che impegnerà l'Esecutivo a mantenere invariate le indennità delle Forze armate e delle Forze di Polizia''.
Una soluzione che, secondo Laporta, vale più di cento proteste e trattative tanto da metterebbe in crisi la stessa rappresentanza sindacale dimostrando che - diversamente dal Cocer - non riesce a tutelare gli interessi della propria base...
Ora, a parte l'anacronismo di un governo che propone un odg che va a "smentire" l'impalcatura della manovra voluta da un Ministro dello stesso Governo...(problemi loro....), il sig. Laporta, pur di sostenere la sua evidente allergia a qualunque ipotesi di sindacalizzazione delle FF.AA., si spinge a dipingere come spregiudicato il ruolo di un Cocer che - pensate - riesce ad ottenere dal Ministro della Difesa l'autorizzazione a "sfogarsi" nel corso di una conferenza stampa!! Salvo poi richiamare all'ordine i delegati dell'Arma azzurra, per aver sottoscritto insieme ai sindacati di Polizia, un comunicato di protesta!!!
Ma per Laporta, l'odg di Crosetto e la "spregiudicatezza" del Cocer avrebbe anche fatto sfumare l'obiettivo di lucrare sull'ipotesi sindacale in quanto, a suo avviso, "La sindacalizzazione delle forze armate è un affare da 50 milioni di euro all'anno, tante le quote d'iscrizione che affluirebbero nella casse sindacali..."
Dimenticandosi di aggiungere che in questo caso, a scegliere di pagare sarebbero direttamente i lavoratori con le stellette, mentre la Rappresentanza militare ne costa 40 di milioni e tutti a carico dello Stato!!
Perché non parlare anche delle decine di migliaia di auto blu che hanno un costo annuo pari a 21 miliardi di euro circa, cioè l'intero costo dell'iniqua manovra finanziaria? Una tassazione "ordinaria" per ogni cittadino italiano pari a circa 400 euro l'anno.
Sindacati troppo vicini al PD? Se il sig. Laporta avesse seguito bene la cronaca di questi giorni avrebbe potuto verificare che in piazza erano presenti tutte le sigle sindacali, anche quelle di "destra". A conferma che il malessere suscitato dall'intervento del Governo, nonostante le rassicurazioni degli esponenti della maggioranza, ha toccato trasversalmente tutte le "componenti".
Ma soprattutto ci sentiamo di suggerire all'estensore dell'articolo, di seguire i blog, la rete...i giornali...dove migliaia sono i militari che hanno scritto e che continuano a scrivere per far sentire la loro voce e la loro delusione, al di là delle ideologie politiche.
Messaggi di sconcerto, di delusione e di rabbia da parte di coloro che si sentono "bersaglio" della manovra e traditi, ingannati da chi ha approfittato della loro fedeltà alle Istituzioni. Gente che deve far quadrare i bilanci familiari, non partecipare a qualche appalto truccato!!!!
Certo, non è facile che questo malcontento emerga al'interno delle caserme....visto il clima che si respira, ma vivaddio oggi la libertà di espressione può materializzarsi anche con altri strumenti. Almeno fino a quando qualcuno non penserà di intervenire anche qui, con qualche "bavaglio".
Quello che appare più incredibile è che ci sia chi, pur di mascherare gli effetti della manovra finanziaria che ricadranno pesantemente sul personale dei comparti difesa e sicurezza con la blindatura del voto di fiducia e la debolezza di un ODG, non perde occasione per delegittimare chi - esercitando i propri diritti - protesta utilizzando gli strumenti che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini.
Ancora una volta, sono i sindacati ad essere identificati come il "nemico" da tenere lontano, soprattutto dalle caserme!
Eppure la situazione odierna del paese, suggerirebbe di ricercare altrove i pericoli per la tenuta democratica. Basta guardare all'emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, di deviazione della vita pubblica o nei comportamenti di organi dello Stato, che espongono il nostro Paese ad una inquietante deriva che richiederebbe - invece - il rafforzamento degli strumenti di partecipazione e di controllo democratico.
Infine, potremmo suggerire al sig. Laporta di fare come Marchionne che, considerando poco seri i sindacati italiani , decide di andare a costruire le nuove auto in Serbia ....Dove semplicemente il sindacato non esiste e non fiata e dove la Fiat potrà risparmiare perché il salario medio di un operaio serbo si aggira sui 400 euro!!
Si potrebbero "de localizzare" anche le funzioni del Comparto Difesa e Sicurezza, risparmiando così sul costo del loro lavoro....ma anche le proteste dei poliziotti e militari; da piazza Montecitorio si potrebbero spostare in qualche sperduto atollo nell'oceano...Magari non li ascolterà lo stesso nessuno, ma almeno si abbronzeranno...

(di Antonella Manotti - Nuovo Giornale dei Militari)

 
Manovra finanziaria: Proteste inascoltate del Comparto Difesa e Sicurezza PDF Stampa E-mail

MANOVRA: SINDACATI POLIZIA E DIFESA, SICUREZZA E' MORTA

OPERATORI IN PIAZZA A MONTECITORIO CHIEDONO AIUTO PARLAMENTO

(ANSA) - ROMA, 21 LUG - "Oggi il Paese è in lutto, perché è morta la sicurezza". Epitaffi e nastri neri al braccio: sono ricorsi alla metafora funebre, i sindacati del comparto Sicurezza e Difesa, che manifestano davanti a Montecitorio per chiedere l'aiuto ai parlamentari, affinché intervengano sulla manovra per i conti pubblici "del governo Berlusconi, che con una pugnalata ha trafitto la funzionalità di tutte le forze di Polizia".

Sono già più di mille i rappresentanti sindacali di Polizia, Vigili del fuoco, Corpo forestale, Cocer Guardia di Finanza e Aeronautica, che manifestano in rappresentanza dei 450 mila uomini del comparto. Chiedono al governo che si intervenga attraverso "l'interpretazione della norma - ha spiegato il segretario del sindacato di Polizia Sap, Nicola Tanzi - nella relazione tecnica di accompagnamento alla manovra. E' vero che il governo ha blindato il decreto, ma siamo fiduciosi che si possa ancora intervenire".

E in caso contrario, sottolineano le forze di Polizia, si mette in crisi la sicurezza dei cittadini, già minata con i tagli operati dalla precedente manovra fiscale".

MANOVRA: FP-CGIL, PROTESTA A ROMA CONTINUA ANCHE OGGI

(ANSA) - ROMA, 21 LUG - "Anche oggi siamo in Piazza Montecitorio con i lavoratori e le lavoratrici del comparto sicurezza per dire NO alla manovra del governo", dice  Rossana Dettori Segretaria Generale Fp Cgil. ''Questa manovra, anche in questi settori, penalizza e mortifica la professionalità degli operatori e mette in discussione l'esigibilità del diritto alla sicurezza dei cittadini e del Paese'', aggiunge, sottolineando che ''questo governo, che sulla sicurezza ha sparso a piene mani messaggi demagogici e sbagliati, in realtà con i tagli previsti nella manovra, rende sempre più difficile far funzionare i servizi essenziali.

Ma noi non ci arrendiamo, la mobilitazione continuerà''.

MANOVRA: IDV, SCURE GOVERNO ANCHE SU OPERATORI SICUREZZA

(AGI) - Roma, 21 lug. - "L'Italia dei Valori scende in piazza al fianco dei sindacati di polizia, vigili del fuoco, corpo forestale, Cocer Guardia di Finanza e Aeronautica, che questa mattina si riuniscono per protestare davanti a Montecitorio".

Lo affermano in una nota il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro e il responsabile welfare e lavoro del partito, Maurizio Zipponi, esprimendo solidarietà e vicinanza ai lavoratori del Comparto sicurezza che oggi manifestano in piazza Montecitorio.

"Con questa manovra - spiegano - il governo non solo toglie risorse fondamentali alle fasce più deboli, ma si abbatte con la sua scure anche sugli operatori del Comparto sicurezza. Per questo motivo, l'Italia dei Valori è solidale con l'indignazione di quanti, ogni giorno, lavorano per garantire la sicurezza nel nostro Paese, rischiando molto spesso in prima persona. Il governo sta calpestando la professionalità di chi e' pronto a difendere lo Stato anche a costo della propria vita".

"L'esecutivo - affermano ancora Di Pietro e Zipponi - è cieco e sordo alle richieste che arrivano dai lavoratori, dagli enti locali, dai sindacati e premia, come al solito, evasori e furbetti del quartierino: deve andare a casa al più presto".(AGI)


 
CASADIRITTO: ulteriore epilogo sul Regolamento che in pratica ripristina gli sfratti coatti PDF Stampa E-mail

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi, 3 - 00153 Roma -

Tel. - 065883981 www.casadiritto.it

ZERO GIORNI PER FIRMARE E REGISTRARE SESSANTADUE PER PUBBLICARE IL REGOLAMENTO IN G.U.

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto 18 maggio 2010 n. 112 (G.U. n. 167, martedì 20 luglio 2010 - serie generale), riportante il Regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione (art 2-comma 629 legge 24 dicembre 2007-n. 244).

Insomma il Regolamento chiamato Vendite/sfratti - vendite art 7 - sfratti art. 2.

Si chiude così la parte legislativa della vicenda e del lunghissimo e tormentato iter che partendo da una Legge giusta, ha prodotto un decreto che della Legge 244 poco o niente contiene e ridisegnato una "nuova" Legge.

Questo naturalmente è il giudizio di molti e di CASADIRITTO.

Il Regolamento risulta un Regolamento contro.

Ai distratti ricordiamo che sul Decreto, malgrado che fossero previsti i relativi pareri, sia al Parlamento che al COCER, è stato preclusa qualsiasi variazione sul testo e la possibilità di cambiare una sola virgola.

Agli utenti, destinatari e vittime di quelle decisioni, è stato messo un bavaglio,impedendo loro di parlare, fulgido esempio di una Amministrazione specchio dei tempi.

Contro gli utenti che saranno investiti dalle vendite, contro quelli che rimarranno temporaneamente e dovranno affrontare canoni di libero mercato, con sfratto.

In questa fase che si apre CASADIRITTO sarà sempre presente e dovrà impegnarsi a fondo (se ne avrà la capacità), per l'applicazione del Regolamento (con quale Organo della Difesa?), per far venire alla luce, eventuali aberrazioni.

Per i curiosi di statistica e per quelli curiosi e basta, facciamo notare una chicca forse unica:

Il Decreto ha impiegato zero giorni - 18 maggio firmato dal Ministro, 18 maggio registrato alla Corte dei Conti e ben 62 giorni per la pubblicazione sulla G.U. 20 luglio 2010.

AUGURI A TUTTI NOI.

Agli immemori di cortissima memoria ricordiamo che con l'entrata in vigore del Regolamento decade la norma prevista dal Comma 630 della Legge 244 (sospensione degli sfratti).

AUGURI A TUTTI NOI.

Roma 22 luglio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO


 
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