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Associazione per i Militari Democratici
Maroni studia come spostare i carabinieri dalla Difesa al Viminale PDF Stampa E-mail
Il progetto non è ancora nero su bianco ma sotto traccia gli schieramenti cominciano a prendere posizione. Da qualche mese il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, insiste sulla riforma della pubblica sicurezza, una revisione completa della legge 121 del 1981 che smilitarizzò la Polizia e che tuttora regola il coordinamento delle forze dell'ordine. "Attualizzarla, non stravolgerla" dice Maroni. Il suo sogno, mai espresso apertamente ma neanche smentito, è trasferire in futuro i Carabinieri dalla Difesa al Viminale, da cui già oggi dipendono per le funzioni di ordine pubblico.
L'obiettivo raggiungibile concretamente, per ora, è un coordinamento che eviti sprechi e garantisca più sicurezza alla cittadinanza. Comunque vada, sarà una rivoluzione. E Maroni ha anche indicato i tempi della riforma: due anni, cioè entro il trentennale della legge 121 che ricorrerà nel 2011. Un impegno che non sarà facile realizzare.
Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, sta già lavorando a un progetto che rimoduli "le articolazioni territoriali delle forze di polizia a carattere generale", Ps e Carabinieri, come lo stesso Maroni annunciò il 13 gennaio in Senato. Un lavoro lungo e diplomatico che al momento non prevede lo spostamento dell'Arma sotto il Viminale ma cerca di individuare il modo migliore per razionalizzare quanto esiste.
Certo non fu per caso che in gennaio Maroni inviò in Francia due dirigenti del suo ministero per studiare la "rivoluzione francese" attuata da Nicolas Sarkozy: lo spostamento della Gendarmeria, equivalente all'Arma dei carabinieri, alle dipendenze del ministero dell'Interno. Il gendarme resta militare pur prendendo ordini dal prefetto. Oltralpe, però, le sovrapposizioni italiane non ci sono, perché ai gendarmi sono affidati i centri minori e alla polizia le grandi città: proprio uno degli obiettivi del progetto redatto nel 1997 dall'allora sottosegretario all'Interno Giannicola Sinisi.
Idea irrealizzabile secondo Marco Minniti, responsabile del dipartimento sicurezza del Pd ed ex viceministro dell'Interno: "La divisione territoriale non è praticabile, sconvolgerebbe l'Italia" dice a Panorama. "Invece una rivisitazione profonda della legge 121 è indispensabile. Abbiamo cinque forze di polizia più quelle regionali, provinciali e locali. Così come nella legislatura guidata dal centrosinistra varammo con il centrodestra una riforma che pareva impossibile come quella dei servizi segreti, oggi possiamo arrivare a un risultato condiviso".
Nell'audizione dinanzi alla commissione Antimafia del 2 aprile Maroni espose con chiarezza le sue preoccupazioni. Nei prossimi cinque anni diverse migliaia di poliziotti e carabinieri andranno in pensione e già oggi tutte le forze dell'ordine lamentano una carenza complessiva di circa 23 mila uomini. Anche se nel 2009 saranno arruolati 2.800 poliziotti e carabinieri, secondo il ministro sarà impossibile assumerne altri 20 mila nei prossimi 4 o 5 anni. E dunque va rivisto "il modello organizzativo che vede una sorta di competizione sul territorio" tra Ps e Arma, spesso causa di "diseconomie che devono essere superate".
Impresa complicata, se solo si pensa che l'Italia è da tempo sottoposta a una procedura d'infrazione da parte dell'Ue per non avere ancora organizzato il 112 come numero unico per le emergenze: resta uno dei cinque centralini esistenti, mentre da anni è il numero unico d'emergenza in tutta Europa. E sembra altrettanto difficile unificare le sale operative, nonostante gli esperimenti positivi di centrali interconnesse come quelle di Trieste (dove una richiesta d'aiuto viene girata a chi è più vicino, compresi i vigili urbani) e di Rovigo.
Maroni sa che dovrà scontrarsi con interessi e abitudini consolidati, tuttavia non nasconde di avere studiato i modelli organizzativi di tutti i paesi europei che "vanno nel senso di una concentrazione delle forze di polizia, di un coordinamento stretto, dell'eliminazione di corpi esistenti per prevedere un sistema omogeneo e che funzioni". Lo disse in maggio al forum delle polizie locali a Riva del Garda. Proprio la riforma delle polizie locali è considerata dal governo il passo successivo al decreto sicurezza già approvato, e su di essa concordano tutti, dal Pd al Pdl.
Nella maggioranza l'anima di An, storicamente vicina ai carabinieri, alza le antenne quando teme qualcosa di simile a un ridimensionamento dei loro poteri. A cominciare dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che nel difendere i "suoi" carabinieri insiste anche lui sull'abbattimento dei costi e sul migliore coordinamento. "Le funzioni dell'Arma, che compirà 200 anni nel 2014, non si toccano" premette Filippo Ascierto, deputato di lungo corso, membro della commissione Difesa e maresciallo dei carabinieri, però "razionalizzare ed eliminare le sovrapposizioni è indispensabile".
Recupero di efficienza e risparmi sono possibili perché secondo il ministro dell'Interno "non è più possibile avere presidi sul territorio che alle 8 di sera chiudono per carenza di personale". Non è casuale il riferimento alle stazioni dei carabinieri, struttura decisiva nel controllo del territorio che va rafforzata anche secondo Filippo Saltamartini (Pdl), vicequestore aggiunto della Polizia e oggi senatore membro dell'Antimafia.
Raggiungere un migliore coordinamento significa anche definire un punto di mediazione. Ci sono zone con Polizia, Carabinieri e Finanza e altre prive di controllo: in molte aree toccherà probabilmente all'Arma riorganizzarsi, quasi come una doverosa disponibilità dopo avere ottenuto l'autonomia dall'Esercito diventando la quarta forza armata.
Nello stesso tempo gli ufficiali dei Carabinieri potrebbero essere destinati agli stessi incarichi dei prefetti senza per questo rinunciare alla carriera militare. "Un loro maggiore coinvolgimento ai vertici dell'ordine pubblico potrebbe essere un giusto riconoscimento" riflette ancora Minniti. "Perché non pensare in futuro a un carabiniere capo della Criminalpol?".
Ipotesi, naturalmente. Certo che dal centrosinistra arrivano messaggi che incoraggiano Maroni ad andare avanti, tanto da far proporre a Minniti "un piano straordinario di controllo del territorio anche per decreto legge". Come ha detto Maroni, ci sono tante idee e proposte diverse. Tra non molto arriverà il momento della sintesi.

di Stefano Vespa da Panorama.it

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Operazione Strade sicure, per militari impegnati una sorta di tirocinio per un futuro in polizia PDF Stampa E-mail
Per alcuni dei soldati impegnati nell'operazione "Strade sicure" non sarà soltanto una missione in favore della sicurezza, ma potrebbe essere l'occasione per vedere più da vicino il lavoro che svolgeranno in futuro. Infatti, l'ingresso nelle forze di polizia, da quando è stata sospesa la leva, è riservato ai volontari delle Forze armate. Come ribadito oggi dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, è in corso in questi giorni il dispiegamento di ulteriori 1.250 militari, in aggiunta ai tremila già in servizio di ordine pubblico. I soldati saranno impegnati a garantire la vigilanza di posti fissi, di obiettivi sensibili e di centri di identificazione oppure pattuglieranno il territorio con carabinieri e polizia. L'utilizzo dei militari ha permesso sia di ridurre il numero di uomini delle forze dell'ordine impegnati in sorveglianza ai punti sensibili, sia di inaugurare un modello di pattugliamento congiunto con carabinieri o poliziotti, in particolare in prossimità di stazioni ferroviarie o della metropolitana.

Un servizio che, per alcuni di questi soldati, assume un significato in più: si tratta infatti di una sorta di "tirocinio" in attesa di transitare o di essere arruolati nelle forze di polizia. Dalla sospensione della leva obbligatoria il primo gennaio 2005, le Forze armate sono composte esclusivamente da professionisti, reclutati su due basi: Vfp1 (volontario in ferma prefissata annuale) e Vfp4 (volontario in ferma prefissata quadriennale). Ogni anno appositi bandi stabiliscono il numero di Vfp1 e Vfp4. Il concorso per Vfp1 è aperto (fatti salvi i requisiti psico-fisici di partecipazione) a tutti gli uomini e le donne fra i 18 e i 25 anni; successivamente, terminato il periodo di servizio annuale (con possibilità di una rafferma di altri 12 mesi) i Vfp1 possono partecipare al concorso per Vfp4. I Vfp4, una volta terminata la ferma quadriennale (senza avere avuto note di servizio negative), possono partecipare ai concorsi per l'arruolamento nei corpi di polizia.

È infatti obbligatorio (in base alla legge 226/2004) che i concorsi per i futuri carabinieri, poliziotti, finanzieri, forestali e guardie penitenziarie siano riservati a chi ha prestato servizio nelle Forze armate (anche ai volontari in ferma breve triennale, che era la figura professionale esistente prima di Vfp1 e Vfp4). Di conseguenza, per alcuni dei militari impegnati nell'operazione "Strade sicure" si tratta di un primo approccio al nuovo lavoro che svolgeranno al termine della permanenza nelle Forze armate.

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Ronde: uno disastro annunciato PDF Stampa E-mail
Con l'introduzione delle "ronde" il Governo ha innescato nuove difficoltà alla già complessa e problematica gestione dell'ordine pubblico. Infatti, le forze dell'ordine sono costrette ad affrontare ulteriori turbative come dimostrano i recenti e gravi fatti di Pisa. Inoltre non bisogna dimenticare le notevole difficoltà in cui operano le forze di polizia in conseguenza dei pesanti tagli di bilancio che, inevitabilmente, si ripercuotono sull'efficacia della politica di sicurezza.

Il giorno dopo gli scontri di Massa - causati dall'istituzione, da parte di un consigliere comunale della Destra, di vere e proprie "ronde nere" - infuria la polemica sul provvedimento sui volontari per la sicurezza, fortemente voluto dalla Lega nord, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo otto agosto. Dal Pdl si sottolinea che gli scontri nella città toscana non sono, giuridicamente, attribuibili alle misure dell'esecutivo. Ma il concorso di colpe e il pericolo per derive future sono evidenti-

Il giorno dopo gli scontri di Massa, dove due gruppi di ragazzi si sono scontrati causando il ferimento di cinque agenti di polizia, è viva la polemica e il dibattito politico attorno al provvedimento sulle ronde, contenuto nella legge sulla sicurezza. Nonostante da più parti - dai sindacati di polizia ai partiti d'opposizione - al ministro dell'Interno Roberto Maroni sia giunta la richiesta di sospendere l'istituzione dei gruppi dei "volontari per la sicurezza", questi sta tirando dritto.

A quanto si apprende, è questione di giorni: il decreto attuativo sulle ronde entrerà in vigore il prossimo otto agosto. Il provvedimento, già pronto, stabilisce i requisiti di chi vuole partecipare alle ronde: potranno agire al massimo in tre, avere non meno di 25 anni, non dovranno far parte di associazioni, movimenti, o gruppi organizzati, essere disarmati ed andare in giro con una divisa gialla fluorescente. Saranno i prefetti a tenere l'Albo delle associazioni dei volontari.

Maroni aveva promesso, anche al Presidente della Repubblica, che il regolamento attuativo sarebbe stato rigido, improntato alla massima cautela. A leggere le anticipazioni, così è. Tuttavia, non si può non classificare come ennesima ipocrisia quanto detto oggi dal capogruppo alla Camera del Popolo della libertà, Fabrizio Cicchitto: "Le cosiddette ronde di opposto colore, entrambe portatrici di messaggi eversivi e violenti, che si sono scontrate a Massa, non hanno nulla a che fare con le pacifiche associazioni di cittadini di cui parla il decreto sicurezza". Cicchitto ha proseguito: "Allora, chi, per polemizzare contro le nuove misure per la sicurezza, usa questo grave incidente, che ripete la dinamica di tanti altri avvenuti nel passato anche quando questa legge non era in vigore, lo fa solo per ragioni propagandistiche".

Cicchitto apparentemente ha ragione, perché le ronde che hanno causato la serie di scontri di Massa non fanno parte della specie autorizzata dall'esecutivo. Per il semplice fatto che quell'istituto deve ancora entrare in vigore.

La schematica giustificazione di Cicchitto, tuttavia, non è esauriente. Già, perché gli scontri nella città toscana sono nati come "reazione" alle "ronde nere" messe in piedi da un consigliere comunale de "La Destra". Avevano già debuttato da qualche giorno, con un acronimo sinistro, volutamente ambiguo: "Sss" che sta ufficialmente per "Servizio sociale di sicurezza" ma non può che richiamare la memoria storica di altre, terribili, "SS".

Per continuare sulla falsariga di Cicchitto, quindi, assume importanza secondaria il fatto che le ronde nere di Massa non sono di quelle autorizzate, di più, istituite dal governo Berlusconi su iniziativa della Lega nord. E' evidente che il solo fatto di parlarne e di volerle, di chiamarle così, "ronde", ha attizzato qualche fuoco pericoloso. Che il nostro Paese dovrebbe, magari pensando a solo una trentina di anni fa, maneggiare con molta più cautela. Non è stato fatto, ed è - né più né meno - la prova di una spaventosa superficialità nell'azione di governo. Che ronde siano, anche se pericolose: vanno bene pur di dare un contentino e consolidare una certa base elettorale.

Nemmeno va dimenticato il fatto che l'episodio di Massa non è il primo nel suo genere. Fatti analoghi, sebbene meno gravi dal punto di vista dei feriti e degli arrestati, si svolsero a Padova qualche mese fa. Per non parlare del caso di Milano, dove poche settimane or sono il Comune ha tentato - perché poi ha fatto marcia indietro - di finanziare una ronda guidata da iscritti alla "Destra nazionale Msi".

Al pericolo sociale e alla superficialità nell'azione amministrativa, si aggiungono i costi per la collettività. A tutto quello di sbagliato che faranno le ronde, infatti, dovranno mettere una pezza le forze dell'ordine. I cui sindacati, non a caso e da subito, si sono detti contrari al provvedimento. Oggi lo ha ribadito il segretario del sindacato di polizia Silp - Cgil, Claudio Giardullo: "Le ronde renderanno più difficile il lavoro degli operatori di polizia senza garanzie per il cittadino". Giardullo ritiene che "le cose più sbagliate e pericolose del ddl approvato al Senato sono quelle che mancano nel provvedimento e cioè la mancanza di un progetto sulla sicurezza e di un piano di rafforzamento delle forze di polizia". Più ronde, meno soldi.


SICUREZZA: BERSANI, DALLE RONDE CONTRIBUTO ALL'INSICUREZZA E POSSONO PORTARE GUAI DI CUI NON ABBIAMO BISOGNO

Mestre (Venezia), 27 lug. - (Adnkronos) - "Il contributo delle ronde alla sicurezza è nullo, e spesso, come si è visto, può essere un contributo all'insicurezza. Per cui, riflettiamo ancora, ritorniamo su questo tema, perchè così come e' stato impostato non va bene". E' questa l'opinione di Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd che stasera a Mestre ha tenuto un comizio in piazza Coin.
Per l'ex ministro del governo Prodi, sul fronte delle ronde quindi "sarà meglio fermarsi e riflettere un attimo, perchè - afferma - credo che un'impostazione così, per come è partita, può procurarci solo dei guai".
"L'idea che porta avanti Maroni, nel senso di regolamentare una cosa che c'è già -stigmatizza duramente Bersani- non è vera, non è sincera, non è giusta. In realtà, si sta dando l'occasione per suscitare un modo distorto di interpretare le esigenze della sicurezza, che può portare veramente a dei guai di cui non abbiamo bisogno".


SICUREZZA: SCONTRI RONDE; FERRERO (PRC), VANNO FERMATE TUTTE

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Paolo Ferrero, segretario del Prc, sostiene che "lo scontro che si è avuto fra sedicenti ronde para-fasciste a tutela della sicurezza e le contro-ronde antifasciste è il prodotto delle scelte sciagurate assunte dal governo Berlusconi". Queste scelte, attacca Ferrero, "stanno alimentando in tutto il nostro paese spinte xenofobe e razziste, ispirate alla logica della giustizia fai da te", ed i "rischi per la democrazia" sono "sotto gli occhi di tutti". Con le ronde, per Ferrero, non si risolvono i problemi della sicurezza, e si rende "ancora più difficile da svolgere il ruolo delle forze dell'ordine, che a questo punto sono e saranno sempre più chiamati a vigilare sui vigilantes". "Ecco perchè - conclude Ferrero - chiediamo al governo, e in particolare al ministro dell'interno, Roberto Maroni, che vengano sospese tutte le ronde, sia quelle stabilite nell'odioso pacchetto sicurezza sia quelle che nascono in modo spontaneo tra presunti gruppi di bravi cittadini: trattasi infatti, in ogni caso, di strutture illegittime, incostituzionali, assurde e pericolose".


SICUREZZA: SCONTRI RONDE; SINDACO, FRUTTO DECRETO SCELLERATO

(ANSA) - MASSA, 27 LUG - "Quello delle ronde a Massa non è più un problema politico, sta diventando un problema di sicurezza e non lo posso permettere; quella della scorsa notte è una pagina amara, frutto di un decreto legge scellerato; la mia città è al sesto posto nella classifica delle città più sicure in Italia; non abbiamo bisogno di ronde ne' di destra, ne' di sinistra". Lo ha detto il sindaco di Massa Roberto Pucci, in seguito agli scontri avvenuti nella notte tra sabato e domenica nella città toscana, quando c'è stata la prima ronda proletaria antifascista promossa da Carc ed Asp in risposta a quelle "Sss" organizzate tempo fa dalla destra. Pucci ha anche annunciato che è stato convocato d'urgenza il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in prefettura a Massa: si svolgerà domani pomeriggio e il sindaco chiederà pugno duro contro le ronde illegittime.


SICUREZZA:SCONTRI RONDE; MINNITI(PD), ECCO INSICUREZZA E CAOS

(ANSA) - CATANZARO, 27 LUG - "Come volevasi dimostrare. L'istituzione delle ronde non solo non garantirà un miglior controllo del territorio ma produrrà come le vicende di Massa per ultimo testimoniano, tensioni, confusione e di fatto maggiore insicurezza". Lo afferma in una nota il responsabile Sicurezza del Pd, Marco Minniti. "Si sono colpevolmente evocati fantasmi - aggiunge - che da un lato mettono apertamente in discussione prerogative essenziali di uno Stato democratico e dall'altro fanno irrompere in un campo così delicato, come quello della sicurezza, il peggior spirito di fazione politica. Bisogna fermare questa pericolosa deriva. Si ascoltino gli autorevoli richiami e si guardi in faccia la realtà, nell'interesse del Paese".


SICUREZZA. SERRA (PD): NORMA RONDE E' INVITO GIUSTIZIA FAI DA TE

(DIRE) Roma, 27 lug. - "Non conta solo ciò che la legge consente, conta anche il messaggio che trasmette. E, come denunciato da più parti, la norma sulle ronde è un invito alla giustizia fai da te". Lo dice il senatore del Pd, Achille Serra, che aggiunge: "L'incidente di Massa dimostra chiaramente che, per
quante precauzioni possa prendere il Viminale in materia, a partire dal monitoraggio delle prefetture, gli estremisti continueranno a interpretare la legge in chiave ideologica". "La maggioranza non declini dunque le proprie responsabilità -continua l'ex prefetto di Roma- e non si nasconda dietro cavilli giuridici: il rischio di degenerazioni violente paventato per mesi dall'opposizione e dal sottoscritto, oltre che dagli esperti del settore, è diventato realtà. Si cancelli questo spot elettorale dal programma di governo e intensifichi il presidio del territorio stanziando più risorse alle Forze di Polizia".


Apc-Ronde/Giardullo: governo vari regolamento con rilievi Napolitano. Scontri Massa Carrara conferma loto inutilità e pericolosità.

Roma, 27 lug. (Apcom) - Gli incidenti avenuti ieri a Massa Carrara sono "l'ennesima conferma della pericolosità delle cosiddette ronde". Lo afferma il segeratrio generale del Silp-Cgil, Claudio Giardullo. Il Sipl-Cgil, sindacato degli operatori della polizia di Stato, chiede che il governo emani l'8 agosto il regolamento tenendo conto dei rilievi del Capo dello Stato.
"Come avevamo ampiamente previsto - afferma Giardullo l`istituzione delle ronde sta alimentando confusione nel paese, sta fornendo un facile pretesto a chi vorrebbe strumentalizzare politicamente il tema della sicurezza dei cittadini e sta aggravando il lavoro delle Forze di polizia già prima dell`attuazione della legge". "Tutto questo conferma l`inutilità e la pericolosità delle ronde, ma impone al governo - continua Giardullo - l`emanazione del regolamento di attuazione, secondo i rilievi del Capo dello Stato, in modo che sia chiaro, soprattutto, cosa non possono fare le ronde e quali sanzioni sono previste per i trasgressori". "Una emanazione rapida, cioè subito dopo l`entrata in vigore della legge (8 agosto p.v.) perché nell`attuale stato di confusione i rischi aumentano di giorno in giorno, e perché cittadini ed operatori - conclude Giardullo - farebbero volentieri a meno del solito spot televisivo di metà agosto".

SICUREZZA:SCONTRI RONDE;QUESTURA,VERIFICHE APOLOGIA FASCISMO

(ANSA) - MASSA (MASSA CARRARA), 27 LUG - Apologia del fascismo. E' il reato ipotizzato per quanto avvenuto nel bar della Partaccia, a Marina di Massa, primo teatro degli scontri tra Carc e simpatizzanti di destra nella notte tra sabato e domenica. Gli investigatori stanno svolgendo accertamenti per individuare chi e quanti, fra gli avventori del bar, siano passibili di denuncia per quel tipo di reato. La polizia, intanto, sta visionando foto e filmati, richiesti anche a chi, tra fotografi di giornali e tv, sia riuscito a riprendere le scene degli scontri. Il materiale video e audio comprenderebbe immagini di braccia tese in segno di saluto romano e cori dedicati al Ventennio. Intanto, la questura non smentisce ne' conferma il coinvolgimento di un maresciallo dei carabinieri, di servizio a Pisa, tra i possibili denunciati per apologia del fascismo, così come ipotizzato su Repubblica dal segretario dell'associazione funzionari di Polizia, Enzo Letizia. Intanto Stefano Benedetti, organizzatore della ronda Sss, assicura che "non fanno parte della nostra associazione
carabinieri in servizio a Pisa". Il gestore del bar alla Partaccia invece smentisce che sia stato fatto partire un disco con l'Inno nazionale e che i suoi clienti abbiano provocato i Carc: "Ho solo visto che mi hanno distrutto sedie e tavolini e che hanno fatto fuggire tutti i miei clienti".

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Niente meridionali tra gli alpini dell'Esercito del Nord PDF Stampa E-mail
L'ipotesi è ridare identità ai corpi aumentando il numero dei militari del settentrione riducendo quelli provenienti dal Sud. Come? Stabilendo una diversità di paga
L'esercito del Nord? Lo vorrebbe il Carroccio secondo cui l'operatività di alcuni corpi militari, ad esempio degli alpini, è compromessa dalla presenza di meridionali. Contro il "tentativo di dividere le forze armate", interviene il Pd nel giorno del vertice di maggioranza sul sud.
"Dopo il blitz di ieri per chiudere le porte delle scuole del Nord ai professori meridionali ora la Lega preme per dividere le forze armate e creare l'esercito del Nord". Lo rende noto la capogruppo del Pd nella commissione Difesa della Camera, Rosa Villecco Calipari, che parla di "pressanti richieste della Lega per calendarizzare immediatamente dopo l'estate la discussione della proposta di legge Caparini che tratta i meridionali come militari di serie B".
"La relazione che accompagna quella proposta di legge - commenta Calipari - è un inaccettabile documento razzista. Come si può anche solo pensare che il parlamento possa discutere un provvedimento che parte dal presupposto per cui l'efficacia operativa degli alpini è compromessa dalla presenza di volontari provenienti dalle regioni del Sud? E che per salvare l'identità del corpo degli alpini si deve aumentare il numero di militari del Nord e ridurre quelli del Meridione, anche prevedendo diversità di paga. E' allucinante, è una discriminazione inaccettabile. Nel giorno del vertice di maggioranza sul Sud - aggiunge - chiediamo un atto di responsabilità e una netta presa di distanza da questa ennesima provocazione della Lega. Il Pd - conclude Calipari - si opporrà strenuamente per impedire anche la sola discussione di un provvedimento che consideriamo incostituzionale, razzista e discriminante e che fa male alle istituzioni e alla credibilità del Parlamento".

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Novità da CASADIRITTO: panoramica su gli alloggi demaniali della Difesa PDF Stampa E-mail
COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE
via Garibaldi, 3 - 00153 - ROMA
Tel.- Fax 06-5883981

ALLOGGI DIFESA: MANDRAKATE ESTIVE. NELLA CONFUSIONE, QUALCUNO PENSA DI SFASCIARE TUTTO

La commedia degli equivoci permane. Personaggi non noti ed altri ultra noti si stanno cimentando sull'argomento:

  • abusivi inventati
  • utenti legittimati
  • diritti negati
  • regolamento rimandato o bocciato dal Consiglio di Stato?
  • vendite con opzione o aste?
  • sfratti e tranelli, come uscirne?

Ancora una volta l'occhio vigile di un giornalista si cimenta nell'ardua impresa, con dati e circostanze.
Noi di CASADIRITTO vigiliamo ed intanto 6000 fax sul tavolo del Ministro La Russa chiedono il giusto riconoscimento.

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

In allegato l'articolo pubblicato dal Il Tempo il 26 luglio u.s.

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Il ddl in commissione al Senato Case ai militari: bufera su vendite e ristrutturazioni

Vendita delle case della Difesa, destino degli attuali affittuari, ristrutturazione del patrimonio di alloggi delle Forze Armate, tutto si complica e l'argomento viene rimandato a settembre.

Il comitato «Casadiritto» degli attuali residenti ha avuto i primi contatti con il ministero della Difesa e il Cocer, «sindacato» del personale militare, si è espresso negativamente sul nuovo ddl 151 del senatore Ramponi oggi in commissione Difesa. «Avevamo già dato parere negativo anche al Regolamento attuativo sul futuro del patrimonio alloggi, perché non conteneva un progetto di ristrutturazione utile alle esigenze del personale - dice il generale Domenico Rossi, comandante della Regione militare Centro, nonché presidente del Cocer - Stessa cosa sul ddl 151, troppo vago su molti punti, non stabilisce regole d'asta anche a protezione delle diverse possibilità economiche dei singoli. La commissione Difesa del Senato ha stabilito un gruppo di lavoro: credo sia utile la presenza del Cocer. Serve un'armonizzazione fra Regolamento e 151».

Alla commissione senatoriale sono emerse forti divergenze, tanto che il presidente Cantoni (Pdl) ha accettato la proposta del senatore Scanu (Pd) per un gruppo di lavoro, progetto subito approvato. Spostata a settembre l'audizione del Cocer sul disegno di legge. Il problema riguarda molto i vecchi «sine titulo» (regolamentati dalle leggi 537/1993 e 724/1994). A Roma sono 757 a bassissimo reddito (fascia protetta), 572 in servizio e 1151 pensionati. Sono invece 131 (257 in Italia) i veri sine titulo, residenti in quelle case anche se lavorano per altre amministrazioni e non per la Difesa. Nel ddl 151 sparisce ogni possibilità di opzione d'acquisto per gli attuali utenti quando gli alloggi verranno messi all'asta. Al contrario, nel Regolamento attuativo l'opzione è

contemplata. Anche questo documento, però, è bloccato: sta al Consiglio di Stato che non si pronuncerà finché non verrà corredato con il programma pluriennale di ristrutturazione predisposto dalle Forze Armate a dicembre 2008.

di Giuseppe Grifeo da Il Tempo

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A L L O G G I - D I F E S A: I N C U B I - E S T I V I

Si invia copia dello stenografico della seduta Senato del 7 luglio 2009 riguardante il DDL 151 Ramponi (noto come "gli abusivi all'asta").
Si prega voler pubblicare per gli amici interessati lo stenografico al fine di meglio chiarire tra di noi che cosa bolle in pentola, e che cosa dicono gli addetti ai lavori.

N.B. - Il testo del DDL 151 è già stato messo in rete a cura di CASADIRITTO.

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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Legislatura 16°- 4 Commissione permanente -resoconto sommario n.83 del 07/07/2009
Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 83 del 07/07/2009
IN SEDE REFERENTE

(151)RAMPONI. - Disposizioni per la cessione degli alloggi dichiarati non più d'interesse da parte dell'amministrazione della Difesa
(Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana dell'8 aprile scorso.

Il presidente CANTONI , dopo aver brevemente riassunto le fasi salienti dell'iter del provvedimento, ricorda che, non essendo ancora pervenuto il parere della commissione Bilancio, potrà aver luogo solo l'illustrazione delle proposte emendative presentate, senza che si proceda ad alcuna votazione.

Il senatore SERRA (PD) illustra l'emendamento 1.1, che mira ad offrire una giusta opportunità, in caso di vendita dell'alloggio, a coloro che attualmente ne usufruiscono attraverso un apposito diritto di opzione per l'acquisto dello stesso, con conseguente alleggerimento delle operazioni di alienazione, le quali non sarebbero appesantite da lunghe procedure di natura legale.
Conclude auspicando il coagularsi di una forte convergenza di tutte le forze politiche in ordine alla proposta in questione.

Il presidente CANTONI aggiunge quindi la propria firma agli emendamenti 1.2, 1.3, 2.1, 2.2, 2.3 e 2.4 (a firma del senatore Collino), dandoli contestualmente per illustrati.

Il senatore SERRA (PD) illustra quindi l'emendamento 5.0.1, ponendo l'accento sulla necessità di impedire che, nelle more dell'emanazione degli elenchi degli alloggi da alienare, si faccia luogo ad ingiustificate azioni di rilascio forzoso degli stessi.

Si apre un dibattito.

Il senatore RAMPONI (PdL) manifesta forti perplessità in ordine alla possibilità, da parte di coloro che usufruiscono degli alloggi, di poter beneficiare di un diritto di opzione per l'acquisto degli stessi. Queste persone, infatti, che attualmente occupano abusivamente le suddette unità abitative senza averne alcun titolo, si troverebbero ingiustificatamente avvantaggiate nelle operazioni di alienazione, essendo di fatto preferite al numeroso personale militare che è regolarmente in attesa di una assegnazione.
In ragione di ciò, sarebbe a suo avviso opportuno mantenere il testo dell'articolo 1 del disegno di legge nella sua formulazione originaria, che garantisce a chiunque, inclusi coloro che usufruiscono dell'alloggio, di partecipare alle aste che si terrebbero in caso di vendita, ed a parità di condizioni.

Il senatore SERRA (PD) obietta che la condizione giuridica dei soggetti cosiddetti sine titulo è stata definita giuridicamente dalle leggi n. 537 del 1993 e n. 724 del 1994. In base a quanto disposto dai predetti atti normativi, gli attuali utenti degli immobili in questione corrispondono regolarmente un canone di affitto, e comunque non possono essere considerati quali occupanti abusivi.

Il presidente CANTONI invita a valutare, altresì, la difficile situazione degli appartenenti al personale militare tutt'ora in attesa dell'assegnazione di un alloggio di servizio.

Il senatore RAMPONI (PdL) osserva che la normativa richiamata dal senatore Serra presenta numerosi aspetti di criticità.

Ad avviso del senatore PEGORER (PD) la problematica sottesa al disegno di legge in titolo presenta aspetti particolarmente delicati, che meriterebbero un maggiore approfondimento. Si associa quindi alle osservazioni formulate dal senatore Serra, in base alle quali appare difficile definire come sine titulo soggetti che pagano regolarmente un canone d'affitto sulla base di un regolare contratto.

Il sottosegretario CROSETTO osserva che è stato recentemente approvato, in ambito governativo, un apposito regolamento in ordine alla dismissione degli immobili della Difesa, che prende in considerazione anche le problematiche sottese al disegno di legge iscritto all'ordine del giorno. Il provvedimento, che si propone di conciliare le esigenze della Difesa da un lato e quelle degli utenti degli immobili dall'altro (che costituiscono, peraltro, una categoria assai disomogenea), ha l'obiettivo di dismettere il più alto numero possibile di unità immobiliari (ad esclusione di quelle di pregio), è attualmente in attesa del parere del Consiglio di Stato, e verrà altresì presentato alle Camere affinché esse possano pronunciarsi su di esso nelle forme prescritte, senza che ciò si concreti in un'interferenza con l'attività legislativa delle stesse.

Il senatore RAMPONI (PdL) rileva che il regolamento governativo sarebbe comunque vincolato al rispetto delle leggi vigenti, le quali presentano, come da lui già osservato, rilevanti aspetti di criticità. Ricorda quindi che il contenuto delle proposte emendative a firma del senatore Serra era già stato recepito nelle leggi finanziarie approvate dal passato Governo di centro-sinistra, attraverso un'operazione non di certo improntata a principi di trasparenza politica.
Pone inoltre l'accento sulla necessità di fornire adeguata tutela a tutti quei soggetti che sono attualmente in attesa dell'assegnazione di un'unità abitativa, ben superiori, numericamente, agli attuali utenti sine titulo.
Conclude esprimendo perplessità in ordine alla possibilità di pervenire ad una soluzione efficace del problema tramite lo strumento regolamentare, e ribadendo la validità dei contenuti del disegno di legge n. 151, che da un lato non pregiudica la possibilità, per gli utenti sine titulo, di partecipare all'asta in caso di alienazione dell'immobile e che, dall'altro, si preoccupa di fornire adeguata garanzia a particolari categorie di soggetti disagiati.

Ad avviso del senatore SCANU (PD), stante la particolare complessità delle problematiche sottese al disegno di legge in titolo, sarebbe opportuno effettuare un approfondimento ponderato, attraverso la costituzione di un apposito gruppo di lavoro con il compito di elaborare, entro la fine del mese corrente, delle proposte condivise da tutti i Gruppi parlamentari.

Il presidente CANTONI reputa interessante la proposta poc'anzi formulata dal senatore Scanu, soprattutto in base agli elementi emersi nel corso del dibattito.

In ordine alla proposta formulata dal senatore Scanu esprime invece avviso contrario il senatore DIVINA (LNP), osservando altresì che la previsione di un diritto di opzione per l'acquisto dell'immobile in capo agli affittuari sine titulo darebbe luogo, in concreto, a gravi sperequazioni nei confronti di altri -pur numerosi- soggetti.

La senatrice CONTINI (PdL) pone l'accento sulla necessità di garantire la fruizione di un alloggio per i numerosi soldati che rendono onore al Paese tramite il loro servizio nelle Forze armate, nonché sulla delicatezza delle tematiche sottese al disegno di legge iscritto all'ordine del giorno.

Il sottosegretario CROSETTO invita, da ultimo, a tenere in considerazione anche la parallela, e non meno rilevante, problematica relativa ai numerosi alloggi in possesso della Difesa attualmente sfitti a causa dell'impossibilità di procedere alle necessarie opere di manutenzione, stante l'attuale carenza di risorse.

Il presidente CANTONI propone quindi alla Commissione di procedere alla costituzione di un gruppo di lavoro, composto da un rappresentante per ogni Gruppo parlamentare e coordinato dalla relatrice, con lo specifico compito di pervenire, entro la fine del mese corrente, all'elaborazione di proposte politicamente condivise in ordine alle tematiche sottese al provvedimento in titolo.

La Commissione conviene sulla proposta del Presidente.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,25.

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