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PERCHE’ EFFETTUARE UN VERSAMENTO VOLONTARIO PER CASADIRITTO PER CONTINUARE A SPERARE , OPPURE PER CONSOLIDARE  I DIRITTI FONDAMENTALI.  COMUNQUE  IL  SALDO  PER DIRITTI E VALORI PER UTENTI E FAMIGLIE  SARA’  SEMPRE ATTIVO
Con il nuovo Decreto M. Difesa del 24 luglio u.s., sono stato acquisiti o consolidati nuovi spazi di diritti fondamentali , piccoli o grandi che siano, per gli utenti degli alloggi della Difesa, sia in servizio che in quiescenza. Si estendono e si consolidano  come risulta anche  in relazione al precedente Decreto del 7 maggio 2014, che pure era già profondamente innovativo. Entrambi potrebbero aprire in un prossimo futuro  nuovi spazi per altri casi. Il tutto si riassume anche in meno possibilità di vessazioni, meno abusi, meno prepotenza,  meno opacità, ma anche più rispetto, più dignità. In  tutti i  casi,  Stati Maggiori, Comandi Centrali e Periferici, tutti quanti dovranno attenersi, in quanto responsabili di amministrare un bene comune, ad una maggiore considerazione di quanti utenti e loro famiglie, abitano gli alloggi della Difesa. Il loro concetto di “ cosa loro” , per chi tale lo considera, comincia a vacillare. Ma non  sarà facile, anzi è ancora una speranza per poterlo realizzare completamente. CASADIRITTO in tutto questo  è stato sempre presente. Prima già dal 1991, poi in tutto questo periodo,per il presente e poi se ne saremo capaci, ci saremo ancora.  Ma per il futuro ci sono molte incognite, ma questo vale per tutti e per tutto. Parte fondamentale sarà come sempre, la partecipazione delle famiglie e il loro sostegno, da manifestarsi anche tramite  un versamento volontario , in quanto essenziale per la semplice esistenza,  da concretizzare in una quota che essi stessi stabiliranno per sostenere le attività del nostro Comitato CASADIRITTO. Ricordiamo soltanto che le nostre iniziative e risultati non trovano riscontro  in altre pur auspicabili  ma non esistenti forme associative, ma anche in Organi istituzionali come il COCER , con il quale CASADIRITTO ha tentato continuamente un coinvolgimento, forse perché nessun altro si avventura in quella “giungla” metaforica ma non tanto, tenendo sempre presente  i diritti fondamentali degli Utenti e le indubitabili necessità della Difesa.
CASADIRITTO si rivolge quindi a utenti e loro  famiglie, in servizio o in quiescenza per dimostrare concretamente  ancora condivisione e concretezza con quanto viene portato avanti, pur nei nostri conclamati limiti.  MA IL SALDO CHE CI RITORNERA’ SARA SEMPRE UN SALDO ATTIVO, sia in ordine morale che in concretezza.
I versamenti potranno essere effettuati su C/C postale n. 1004499925 intestato a Franchitto Benedetto con causale CASADIRITTO o con codice IBAN  IT43 T076 0103 2000 0100 4499925.
Roma li settembre 2015
LA SEGRETERIA
SERGIO   BONCIOLI, VINCENZO CASABURRI, BENEDETTO FRANCHITTO, NICOLA GAUDIELLO, ANTONO CARANGELO, ENRICO BELLI, VINCENZO MARRUCCELLI,

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

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ESPUNTO DALL’ART. 286 comma 3 “ L’OBBLIGO DEL RILASCIO”
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UNA VITTORIA /AMMISSIONE  CHE VALE PER TUTTI  GLI UTENTI  DELL’ISTANZA C. 1.200  FAMIGLIE  dell’ESERCITO, AERONAUTICA E MARINA ORA  TRANQUILLE
RIMANE ANCORA IN PIEDI QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA MARINA A  ROMA CHE RIGUARDA GLI “STORICI”

QUELLA FRASE TABU’ "OBBLIGO DEL RILASCIO" DELL’ART 286 COMMA 3, DECADE. VERRA’ SOLO APPLICATA LA PARTE RELATIVA AL CANONE.
Tra norme volutamente ambigue all’origine e la conseguente applicazione fatte da personale diversamente formato e con livelli  di conoscenza e culturali talvolta sbalorditivi, in contrasto col il semplice  buonsenso, è sempre più difficile riannodare il filo della matassa e talvolta capita anche  che alla fine il boccone amaro tocca che lo debbano  “digerire”  altri non certo per colpa nostra, ma per  bizzarre ed estemporanee  interpretazioni che qua e la  riguardano taluni Comandi.
DI CHE COSA SI  TRATTA?
Non già della presentazione delle Istanze di cui all’allegato “C” di quanto riportato dalla G.U. n.160 del 12 luglio 2014 (Decreto M.D. del 7 maggio  2014, ma alla loro successiva applicazione.
QUALE LA STORIA?
Dopo una lunga odissea durata quasi due anni, nei quali se ne sono visti di tutti i colori, dalla inesistente e pretesa morosità, al recupero forzoso, ad un susseguirsi di riunioni anche ad altissimo livello, nei piani alti di Via XX Settembre,   un  maresciallo , abitante a Roma  si è vista riconoscere finalmente la sua Istanza  tendente all’applicazione di quanto previsto al’art.4 comma 1 del Decreto del 7 maggio 2014. Era la fine di un incubo dal momento che il Maresciallo elargiva  inutilmente per molti mesi circa 1.700 euro delle 1.680 che disponeva di pensione. Tale accoglimento avveniva formalmente soltanto  con la raccomandata del 26.6.2015 da parte del Comando Marittimo Capitale (vedi allegato carteggio). Successivamente  con Raccomandata dello stesso Comando del 7.7.2015 (vedi carteggio allegato) veniva precisato il nuovo canone attribuito, da versare direttamente tramite ritenuta INPS. Poco dopo, il 27.7.2015 ancora il COMANDO MARITTIMO  CAPITALE a mezzo raccomandata (vedi carteggio  allegato), entrando nel dettaglio, credeva opportuno precisare al punto 2. “ In applicazione del D.M. in riferimento ( cioè al Decreto del  7 maggio 2014 n.d.r.) questo COMANDO ha provveduto a rideterminare, con le modalità previste nell’art. 286 comma 3 del COM  (il TUOM n.d.r.) ….”:
CONVINCENTE?  NEMMENO A PENSARLO
Tale puntualizzazione non richiesta, indicata in modo sibillino, non convinceva il  maresciallo che come già accennato proveniva da una odissea durata per quasi due anni durante i quali aveva vissuto un tira e molla con l’interessamento diretto di CASADIRITTO fino ad arrivare ai massimi livelli.  Non era convinto per un semplice  motivo semplicemente  a  livello intuitivo oltre che giuridico: Così come il Decreto del 7 maggio 2014 recitava,  l’applicazione dell’art. 4 comma 1 lo faceva collocare in una categoria protetta e la protezione  oltre che riguardante il canone, riportandolo a quello esistente al 31 dicembre 2010 equo canone maggiorato del 50%( prima del Decreto Crosetto) lo doveva sempre proteggere anche da eventuali  tentativi  di recupero coatto o forzoso che sia. Altrimenti che protezione sarebbe stata?
Al contrario l’attribuzione di un articolo come il 286 comma 3, così come si legge ed è scritto nel Testo Unico a chiare lettere, prevede “l’obbligo del rilascio”. Questa madornale incongruenza veniva messa in luce in modo  limpido  dal  maresciallo  con una raccomandata inviata il 21 agosto 2015 ( allegata in carteggio) indirizzata al Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il cui Decreto ne  porta la firma, al COMANDO MARITTIMO CAPITALE, e buon ultimo a CASADIRITTO, collaboratore  non  occulto della lettera, assieme al maresciallo , malgrado le  terapie e  i cerotti  del coordinatore.
MA ECCO IL PUNTO.
Con una velocità e meticolosità encomiabile , a mezzo raccomandata del 23.9.2015 ( vedi carteggio allegato), indirizzata questa volta anche allo STATO MAGGIORE DIFESA. 5° REPARTO, sebbene con alcune inesattezze ( il riconoscimento “tribolato” dell’Istanza non  è del 10.8.2014 come affermato dal Comando ma del 24.6.2015 come è in effetti e come risulta dal documento), riporta una clamorosa e inedita enunciazione. Scrive infatti il Comando al punto 2.:
“ 2. Pertanto il riferimento all’art. 286, comma 3. Del COM da Lei citato  nell’Istanza ( era semplicemente una lettera) e menzionato da questo C.M.C. nel foglio in prosecuzione C., è riferito esclusivamente alle modalità di calcolo con cui avrebbe dovuto essere determinato il canone di concessione alloggio (vds in proposito le Istruzioni applicative al DM del 7 maggio 2014 emanate dallo STATO MAGGIORE DIFESA)  e non anche alla casistica del rilascio dell’alloggio, menzionata nel citato articolo, ma riferita a tutt’altra casistica di utenti sine titulo.” E continua
“ 3. Per quanto sopra, si conferma la  continuità nella conduzione dell’alloggio in argomento finchè permangono i requisiti di cui al D.M. in riferimento a).
FINALMENTE
Finalmente, a seguito della esposizione  dei fatti  con cui è stato posto il quesito nella lettera del  maresciallo, parole e astuzie  su cui continuamente si tende ad equivocare e agire,  cadono.  Si è riusciti a far mettere a chiare  parole  che  per l’applicazione  dell’art. 286 comma 3,  viene espunta la parte più significativa che riguarda “ l’obbligo del rilascio”: Il COMANDO MARITTIMO CAPITALE richiama Istruzioni emanate dallo STATO MAGGIORE DIFESA  con tutta la sua indiscutibile autorevolezza ( l’influente  e decisivo 5° REPARTO , sicuramente le Cellula Operativa Interforze). Ne siamo lieti.  Infatti da ora in poi gli utenti rientranti nelle categorie previste dal Decreto del 7 maggio 2015, nei punti 4.1. e 4.2. non dovranno più temere l’applicazione dell’art. 286 comma 3, così come scritta nel TUOM, ma  Tale applicazione si intenderà parziale,  limitatamente per il canone, come ora scritto autorevolmente dal Comando che coinvolge una direttiva dello STATO MAGGIORE DIFESA. Riguarda circa 1.200 famiglie dell’Esercito, Aeronautica e Marina. A queste famiglie, onde evitare inutili contenziosi CASADIRITTO suggerisce di riprodurre il carteggio relativo che alleghiamo nella sua interezza. ( In assenza delle Istruzioni che citano e non sono state allegate).  Non si sa mai.
MA SE COSI’ E’ PERCHE’ NON SI SCORPORA  IN DUE PARTI L’ART. 286. COMMA 3. DAL TUOM?
Naturalmente la sofferta e in qualche modo “forzata” ammissione inevitabile per una serie di contraddizioni come risultano dai testi, induce alla necessità di provvedere ad una modifica del Testo Unico. Ma per ora va benissimo così, purchè ci sia  sempre qualcuno come il nostro Comitato CASADIRITTO, in grado di  intervenire, come può e come sa qualche volta  fare.
MA  RIMANE ANCORA DI RISOLVERE  L’ENIGMA DEGLI “STORICI” QUELLO CHE CI FA’ INDIGNARE.   A ROMA LA STORTA E CIAMPINO ANCORA ATTENDONO LA SCONFESSIONE DI QUEL COMPORTAMENTO
Quelle lettera irricevibili, senza capo ne coda attendono l’annullamento. Ancora non è giunta a soluzione  il plateale atteggiamento, sicuramente frutto della “INIZIATIVA PRIVATA”, riguardante l’abolizione dell’equo canone per quelle categorie protette, gli “storici” , compresi i portatori di grave handicap Legge 104 art.3 comma 3. che la Marina, di sua iniziativa, ha inteso cancellare quel diritto. Queste famiglie “storiche” cioè quelle comprese nel Decreto Difesa  del 23 giugno 2010  punto 2. Trovano anche ora ulteriore conferma delle loro ragioni attraverso  l’art. 4 comma 4. dell’ultimo Decreto del 2 settembre 2015, Ministro della Difesa. Naturalmente senza presentare alcuna istanza. Quella loro “iniziativa privata” rappresenta davvero una provocazione. Sono passati ormai 7 mesi da quando quel Comando con un comportamento unilaterale anche rispetto ad altri Comandi, ha provveduto a togliere il canone precedente, applicando l’art,286 comma 3 minacciando addirittura presunte “ puntali indicazioni dell’Autorità politica” in ordine a futuri recuperi forzosi. Questa ormai è diventata una farsa, pur mantenendo ancora tutte le minacce  e mettendo a repentaglio se continuerà questo atteggiamento, l’attendibilità e la credibilità dello stesso Comando.  Le famiglie di Ciampino e della Base La Sorta, hanno già scritto al Ministro della Difesa sen. Roberta Pinotti, sollecitandola ad intervenire. Attendiamo.
Ritornando all’importante risultato del chiarimento messo in luce, CASADIRITTO mette in avidenza agli utenti, l’importanza  per il Comitato di continuare  ad andare avanti, anche con diverse forme, e di esistere. Sempre proponendo soluzioni, sempre tallonando l’Amministrazione e non riducendosi ad una etichetta che rappresenti  una  inutile facciata. Un modo evidente per percorrere sentieri sempre impervi  nostro malgrado, ma   proprio per questo pretendere di continuare ad esistere. Ma questo lo possono decidere solo gli stessi utenti.
Sul sito di CASADIRITTO il carteggio completo.                                    
Roma li 8 ottobre

IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO
     Sergio Boncioli