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AL MINISTRO DELLA DIFESA

Sen. MARIO MAURO

Palazzo Baracchini Via XX Settembre

00100 ROMA

FAX 06 – 486721

 

Egr. Sig. Ministro,

a nome della mia famiglia, condividendo le iniziative che l’Associazione CASADIRITTO intraprende da tanti anni  nel settore degli alloggi di servizio della Difesa, Le chiedo che la stessa Associazione  venga da Lei ricevuta, affinchè  possa esporre direttamente  la drammatica situazione  e conseguenze che si stanno verificando a seguito dell’applicazione del Decreto sui canoni di mercato del 16 marzo 2011, materialmente impossibili da pagare,  che hanno provocato migliaia di ricorsi al TAR, e  del  Decreto del 18 maggio 2010, sulle vendite degli alloggi, i cui prezzi risultano addirittura superiori alle quotazioni dei listini immobiliari, provocando nel contempo abbandoni e   aste ( ma subito sfratti) e invenduto in misura clamorosa.

Augurandomi che l’auspicato incontro, vista l’urgenza, avvenga in limiti di tempo ristretti che le circostanze impongono.

Con osservanza

Famiglia

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Famiglia -------------------------------

Via --------------------------------------

Città ------------------------------------

 

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Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

L’AMMINISTRAZIONE DIFESA CI RIPROVA: BOCCIATO PER LA SECONDA VOLTA DAL TAR LAZIO IL TENTATIVO DI RIDETERMINARE IL CANONE DI MERCATO DELL’INVERECONDO DECRETO CROSETTO

Nuovamente respinte le rideterminazioni. Ora si impone la cancellazione del decreto

Ci giunge notizia, direttamente dal caro amico avv. Ciconte che ci scrive, che il TAR del Lazio, nella seduta del 15 maggio 2013, e le cui risultanze sono state rese note dai Giudici Amministrativi, ha annullato i provvedimenti a carico dei ricorrenti emessi rispettivamente da parte del Comando Militare Toscana dell'Esercito e del Comando Aeronautica Militare di Roma, riguardanti la rideterminazione per la seconda volta dei cosiddetti canoni di mercato e che per la seconda volta sono stati annullati. Questo grottesco balletto deve terminare.

Si impone a questo punto l’eliminazione del Decreto Crosetto, all’interno del quale insistono i germi non altrimenti eliminabili, anche se di volta in volta i Comandi stessi non perdono l’occasione per mettere alla luce le loro pur evidenti disfunzioni tecniche e amministrative.

Il Parlamento deve ora prendere l’iniziativa della completa eliminazione del Decreto e l’Amministrazione Difesa deve prendere atto che non si può andare avanti all’infinito a colpi di ricorso, come già avevamo avuto l’occasione di affermare nel Convegno tenuto a Roma il18 ottobre scorso da CASADIRITTO.

CASADIRITTO, nell’avvisare gli utenti di rendere noto al loro manifestarsi, di ogni tentativo di notificare per la seconda volta i nuovi canoni da parte dei Comandi, mettendosi in contatto con l’avv. Ciconte, rinnova il suo impegno a continuare la battaglia assieme alle famiglie, fino al superamento in sede Parlamentare, della attuale ed iniqua normativa.

Un ringraziamento all’avv. CICONTE per la sua concretezza, capacità e vicinanza.

16 maggio 2013

Sergio Boncioli

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TRIESTE: AFFARI AL MONTE DI PIETA’

DIFESA: IMMOBILI CON PREGIO STORICO (INTERESSE CULTURALE) FAMIGLIE TRATTATE CON DISPREGIO, PER “CALCOLO ECONOMICISTICO” UN ALTRO REPORT/VERITA’: LE ASTE DELLA VERGOGNA

Nell’incredibile tour de force che CASADIRITTO documenta e quando necessario  ne denuncia gli aspetti più eclatanti con i Report/Verità, città per città. casa per casa,  vengono alla luce sia i comportamenti di chi i Decreti  li deve applicare, sia il Decreto sulle cosiddette vendite che quello sui canoni di mercato ed in un caso  davvero unico (lo speriamo) delle costruzioni folli avvenute in Calabria (vi ricordate il servizio sulla località di CUTRO, nel profondo sud, ove in quelle palazzine del costo  milioni di euro per 90 alloggi, nessuno vuole andare nemmeno i Comandi….comandati e dove gli alloggi collaudati da un paio di anni stanno diventando preda dell’incuria e dei ladri). Talvolta in questo itinerario dell’assurdo, ove il rischio è di usare aggettivi sempre più “strillati”, ma è un rischio che si cerca di evitare, nella stessa città ci si torna due volte  ma per casi diversi.

E’ il caso ora di TRIESTE e vedremo in seguito, con i limiti noti, di riprendere anche il caso clamoroso di RIMINI. Quindi si era già parlato di Trieste,  le case fatiscenti e ora in quelle di pregio del tempo che fu. Sulla fatiscenza dei 36 alloggi di Via dell’Ospitale, ex Caserma Maria Pia, CASADIRITTO aveva abbondantemente” fotografato” quella realtà nel saggio: TRIESTE, paghi 2 e compri 1(magari in pochi, solo 2 su 36). I prezzi risultavano doppi rispetto al privato (TECNOCASA). Volevano vendere la merce a peso d’ora (vedi Report dell’11.2.2013).

 

TRIESTE: nobiltà, tra passato e presente, ma sempre fatiscenza è, seppure storica.

In Via Rota .9 vengono alienati altri 11 alloggi. Questi appartamenti (vedi foto) persistono in un ormai secolare edificio costruito  sul Colle di San Giusto, al confine con la Via dell’Ospitale, già sottoposto all’attenzione di CASADIRITTO.  Nelle vicinanze c’è stato un ritrovamento di una Domus Romana, indagata parzialmente. Nel 1846, il Comune di Trieste, decise di destinare  questo edificio  ad un secondo Monte di Pietà, che come noto, all’epoca esperivano funzioni socialmente utili, tra ori e biancheria usata. Miseria e nobiltà.  Chissà perché, poi fini alla Difesa, che nel tempo ci ricavò alloggi di servizio.

VENNE POI IL DECRETO DEL 18 maggio 2010

Come noto, dopo una strenua  battaglia contro il buonsenso e la ragione, da cui ne uscì vincitore, l’ex Ministro della Difesa LA RUSSA riuscì a farsi approvare  dalla sua maggioranza, il Decreto contenente il” Programma Pluriennale per la costruzione, l’acquisto  e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare” che era previsto dall’ottimo articolato, poi ampiamente disatteso e snaturato,  in conseguenza dell’art.2  comma 627, legge 244 del 2007. In tale programma pluriennale, il Ministro della Difesa La Russa emise il relativo Decreto del 18 maggio 2010, che tra l’altro agli articoli 6, 7, e 8  riportava i criteri di individuazione (6) di vendita (7) e di vendita all’asta (8) con i quali venivano stabilite le rispettive norme.

Va subito detto che nel corso della stesura di queste norme, il ministro non si avvalse del contributo delle parti interessate, come naturali destinatari,  come i rappresentanti degli utenti, CASADIRITTO compreso, o del COCER interforze, che non approvò mai quel Decreto, come viceversa affermato  nei testi del Decreto stesso, ne tantomeno vennero accolte modifiche proposte da CASADIRITTO in Commissione Difesa. La stessa Commissione fu poi relegata ad un ruolo puramente notarile, senza nessuna possibilità di incidere. Come al solito quel provvedimento iniziò l’iter blindato e tale rimase. Chi invece svolse un compito di “factotum” oltre lo Stato Maggiore ed il Ministro, fu l’onnipresente Crosetto , che alcune parti più ardite del Decreto, le utilizzò come le penalizzazioni o multe, nel “suo” Decreto , quello dei canoni di mercato del 16 marzo 2011. Decreti gemelli, per chi  poi sarebbero  diventati fratelli,  d’Italia.

NEL MERITO DELLE ASTE

All’interno del Decreto delle vendite art. 7, comma 8, vengono individuati i criteri secondo i quali gli immobili di pregio, sono dichiarati tali.

PER LA SALVAGUARDIA  DEL PREGIO, CASADIRITTO E’ D’ACCORDO

Quello che avversiamo è che questi immobili, vengono messi direttamente  all’asta, senza minimamente   tener  conto di un diritto di prelazione prima dell’asta stessa. Eventualmente poi si fosse in presenza di una rinuncia da parte dell’utente,  l’asta potrebbe  svolgersi anche a peso d’oro.

MA COME SI PUO’  IPOTIZZARE CHE UNA FAMIGLIA POSSA CONCORRERE, IN TERMINI DI PREZZO, CON UNA CONCORRENZA, FATTA DA “ADDETTI AI LAVORI (PESCICANI ED ALTRI ANIMALI SPECIALIZZATI NEL SETTORE) ?

MOLTE COSE NON L’ABBIAMO ANCORA CAPITE

a) Che cosa  c’entra il pregio con l’asta?

Che cosa c’entra la tutela del Patrimonio storico, giustamente tutelato (per nostra fortuna)  dal Ministero dei Beni  e le Attività Culturali e Paesaggistici,  con chi, con  la evidente volontà marcatamente speculativa che è nei fatti,  sta tentando, con quelle norme ministeriali, di andare  ben oltre una remunerazione giusta  per una famiglia normale, per il bene in vendita?

b) chi meglio delle famiglie degli Utenti ha preservato per tanti anni dalla palese incuria del Ministero della Difesa quel bene 

che doveva essere protetto, di una casa  poi  dichiarata di pregio, solo per ragioni storiche (era il Monte di Pietà) evitando così, anche con poche risorse di cui una famiglia dispone, un ancor più maggiore  degrado per insensibilità e debanaggine cui la Difesa  ci ha abituati?

c) Quelle stesse case, dichiarate storiche e quindi classificate di pregio, che le famiglie hanno in qualche modo contribuito a conservare, ora per effetto di quel Ministro, sicuramente non capace di capire le ragioni delle nostre famiglie, e per effetto del “suo” Decreto, sono messe all’asta, con conseguenze facilmente immaginabili.

d) Chi sarà mai il vincitore  di queste aste?

Già si può immaginare come un pensionato o una famiglia di un militare in servizio possa contrapporsi alla capacità  economica e finanziaria di voraci squali e palazzinari che già si agitano nelle acque di Trieste, L’assieme di norme cosiddette di tutela risibili (solo a parità di offerta sarà “premiata” quella dell’attuale conduttore, non fanno altro che aumentare la nostra indignazione.

La Difesa, fattasi “palazzinara , incontra di fatto,  gli speculatori immobiliari di professione, in compagnia forse di riciclatori di denaro nero o di dubbia provenienza, che comprano La Difesa “palazzinara” vende.

I Palazzinari veri (speculatori immobiliari di professione, con aggiunta forse di malavita organizzata, riciclatori di denaro misterioso o di dubbia provenienza o ripulito dai continui condoni di rientro dai paradisi fiscali, al 5% di tassazione con anonimato compreso), comprano.

SI SALDA IL MITICO INCONTRO

Viene così meravigliosamente a saldarsi il famoso e mitico incontro  tra domanda ed offerta, in maniera che meglio non poteva descriversi. Questo è l’immaginifico “mercato” studiato, scritto e decretato da un ex ministro e da un ex sottosegretario, quest’ultimo  UNO CHE AVEVA APPROVATO UN DECRETO A SUA INSAPUTA. (vedi articolo Roma febbraio 2013 Piazza Montecitorio).

IL CARTEGGIO E POI LO SGOMENTO

Sulla Gazzetta Ufficiale n.70 del 26 marzo 2011 (vedi allegato), vengono pubblicati gli elenchi degli alloggi da alienare, fra i quali gli alloggi di Trieste di Via Rota n.9 (ex Monte di Pietà).

Le famiglie li residenti sperano. Hanno sentito dire molte cose a riguardo accompagnate da molte chiacchiere. Quest’ultime dal 12 Infrastrutture di Udine: siete fortunati, dicono, ve le venderanno e farete un affare. Loro continuano a sperare. Sono comunque informate da CASADIRITTO, ma si sa, quelli sono sempre pessimisti, e anche che è come dicono, noi saremo più fortunati.

LA LETTERA DA ROMA (vedi allegato)

Il Ministero della Difesa, Dir. Gen. Lavori Demanio, Uff. Gen. Dismissioni Immobili invia una lettera il 21 marzo 2013 a ciascuna delle famiglia, con la quale comunica  che l’immobile è stato incluso  nell’elenco degli immobili di pregio “per interesse culturale” e che pertanto ai sensi dell’art. 404 comma 8 DPR 90 del 15.3.20109, l’alloggio in oggetto è da considerarsi “ immobile di particolare pregio”  e allora? Allora “ potrà esercitare il diritto di prelazione all’acquisto del prezzo derivante dall’esperimento della procedura d’asta….”

Al di la ed al netto del linguaggio del Decreto riportato nella lettera, che in maniera criptica vuole descrivere l’imbarazzante situazione,  sta a significare che il diritto si esercita soltanto se la tua offerta è pari o superiore a quella del tuo o tuoi concorrenti, Altrimenti te ne vai, entro i fatidici 90 giorni. Chiaro adesso?

Un pseudo diritto, per giunta solo sulla carta. Un diritto di carta. Un’asta al rialzo, non è roba per FAMIGLIE PERBENE:

IL CARTEGGIO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI (allegato)

Come ripetiamo non è che contestiamo la decisione che l’ex Monte di Pietà  sia considerato un bene da tutelare. Il Patrimonio Storico in Italia potrebbe essere ancora più tutelato, specialmente dall’incuria che per decenni la Difesa ha mostrato di saper fare meglio che non si poteva, sullo stesso bene su cui adesso ne approfitta per far soldi, inventandosi una vendita all’asta. Inadeguati quanto si vuole, ma almeno affaristi lo sono.

L’UOMO DEL MONTE

E’ il caso che l’autore di quel Decreto, sarà concessa una volta a CASADIRITTO una battuta, chiamarlo L’UOMO DEL MONTE DI PIETA’.

I PROTAGONISTI, VITTIME DELL’UOMO DEL MONTE

Domenico, con moglie e figlio, pensionato;

Biagio, moglie e figlio, pensionato 68 anni;

Maurizio, moglie e figlio, monoreddito;

Elvira, vedova;

Domenico, con moglie

Gli altri 5 alloggi vuoti e fatiscenti “beni culturali” resi inabitabili dalla Difesa.

Due stanzoni vuoti da 240 mq ove dormivano i militari di leva dei tempi che furono, quando il tutto era adibito a Distretto Militare.

Tutto gestito in maniera non civile. I lavori eseguiti, tutti sulle spalle degli utenti. Ora per quelle famiglie c’è un futuro ignoto.

Ora a Trieste, beffati anche dalle chiacchiere di futura vendita che qualche buontempone all’Infrastrutture di Udine aveva sparso, si sentono presi in giro, offesi e si sono arrabbiati…

LA BEFFA FINALE. SCEGLIETEVI BOX AUTO E SGABUZZINO

Gli avevano fatto scegliere, tempo addietro, posto macchina e sgabuzzino a piacimento e raccomandando di rimanere in attesa……

Ora che sanno ufficialmente che metteranno all’asta la casa ove attualmente abitano, pensano a quell’uomo e alle modalità disumane.

Intanto Ufficialmente anche il Ministero dei Beni Culturali che prima aveva autorizzato l’alienazione (vedi allegato del 16.1.2013) ha  stabilito con Decreto del 5 aprile sia “dichiarato di interesse culturale”.

Fra non molto gli abitanti si troveranno gente dentro casa, gente incuriosita, con macchina fotografica digitale che vedrà. Apprezzerà, disprezzerà, valuterà e poi offrirà, finché un banditore batterà il martello ed aggiudicherà. Qualcuno, noi no, dirà: E’ la Difesa, amico caro e utente caro, è la Difesa e tu non ci puoi fare niente, niente.

Noi di CASADIRITTO, finché c’è questa roba contro la GENTE PER BENE ad opera di altra gente continueremo la nostra battaglia. Non vogliamo lasciarli soli e non vogliamo rimanere soli.

DEDICA  A CHI NON CI HA VOLUTO DARE ASCOLTO

Chiusura con dedica……

“C’è una concezione economicistica che cerca il profitto egoistico, al di  fuori dei parametri  della giustizia sociale”.

Una precisa condanna contro il profitto a tutti i costi, passando sopra a tutto. Chi ha potuto osare dire tanto?

Un Papa, Francesco a Roma, Piazza San Pietro, Primo maggio 2013.

Chi può, lo vada a riferire.

Vuoi vedere che avevamo e abbiamo qualche ragione e lo avevamo anche quando cercavamo invano di farci capire durante le trattative al Ministero della Difesa ? Da TRIESTE a ROMA, passando per il Parlamento il cerchio si  potrebbe ancora chiudere.

Roma li

IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO

Sergio Boncioli

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TORINO: ECCENTRICA E AUDACE RISPOSTA DEL COMANDO REGIONE NORD.

IL DECRETO CROSETTO MANTIENE LO STESSO INDICE CORRETTIVO  PER SEMPRE E DIVENTA COSI’ “TOMBALE” “ME L’HA RIFERITO L’AUTORITA’ CENTRALE” AFFERMA IL COMANDO .

Secondo questa tesi , il reddito  di un ex coniuge e di un figlio che lavora e che poi andrà via da casa, continuerà a gravare nel reddito complessivo familiare, mantenendo fisso per sempre  il coefficiente  correttivo iniziale..

BOATOS DELL’ULTIMORA, ATTENTI AL COLPO GROSSO, SAREBBE BESTIALITA’ COMUNE

Del Decreto Crosetto del 16 marzo 2011, CASADIRITTO ha già detto tutto, prima quando era una bozza, poi durante le cosiddette “trattative” presso il Ministero, poi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Dal 2008 tutti sapevano, tutti sanno. Lo sanno in Parlamento, ove si è tentato di modificarlo, lo sanno i TAR che in qualche modo, attraverso la bocciature della applicazione della metodologia di calcolo astrusa e inapplicabile, in  una certa misura ne stanno rallentando i malefici effetti. Prima o poi Parlamento e Difesa prenderanno atto  dell’enormità perpetrata  contro le famiglie e la stessa ragione, per giungere ad una conclusione logica. L’unica possibile. L’eliminazione del Decreto Crosetto. Nessun dubbio ci può essere. Le conseguenze stanno sotto gli occhi di tutti. A distanza di più di due anni dalla sua applicazione, in molti si stanno rovinando assieme alle loro famiglie e prosciugano i loro piccoli risparmi, qualora li tengano, per pagare i canoni di affitto loro imposti dall’Obiettivo 9 ed i suoi esecutori, il Ministro della Difesa di allora La Russa ed il sottosegretario per la Difesa di allora Crosetto.  Non ci stancheremo mai di ripeterlo. I tanti marescialli SCARPUZZA in tante città d’Italia, ne sono i testimoni e le vittime.

BOATOS DELL’ULTIMA ORA

 Già si pensa che qualcuno potrebbe ritornare a tentare  di ripetere il tentativo di cancellare le Deroghe per le fasce protette , già tentato una volta e poi sventato da CASADIRITTO, previste ora dal Decreto Legislativo n.66 art. 286 e 306 del Codice di Ordinamento Militare. Sono solo voci ma stiamo all’erta. Approfittare della confusione esistente, anche a livello Parlamentare,  sarebbe  un buon motivo per certi ambienti oltranzisti tutt’ora operanti se non altro per motivi d’anagrafe,  ( i soggetti che hanno “studiato quell’Obiettivo, sono tutti la) per cancellare nuovamente il diritto per gli utenti  con minore capacità finanziaria,  compreso i partatori d’handicap di cui al Decreto Annuale. Sarebbe il colpo grosso, i cui prodromi erano già dettati nelle bozze di quei sciagurati documenti, datati  2008.  Il tentativo venne poi sventato con la Risoluzione del febbraio 2011 alla Camera. Senza contare, che un simile tentativo, con l’ulteriore impoverimento delle famiglie e con l’aggravarsi della crisi economica,  sarebbe un atto di  bestialità comune, solamente tentare di farlo. E’ nostro compito, visto di come vanno le cose in Italia e con gli smemorati anche in mezzo a noi utenti, di aprire i  cervelli ed avere buone orecchie. Daltra parte di che meravigliarsi? Le bestialità, poi cancellate, le avevano già scritte. Nessuno di quelli, le ha poi reclamate, ma all’erta, quelli sono ancora nello stesso posto e comandano loro.

TORINO, UN CASO ISOLATO, PER ADESSO

Ritorniamo al Decreto Crosetto. Per molti il TAR ha temporaneamente sventato la prima applicazione. Ma molti non sono riusciti a presentare ricorso in tempo utile. Ma anche per i ricorrenti della prima ora è solo una vittoria transitoria. Quello che occorre è, appunto, l’eliminazione del Decreto contro il quale già i ricorsi stanno approdando presso il Consiglio di Stato. E poi c’è il Parlamento, in cui confidiamo, e stringeremo nuovamente i contatti con i vecchi ed i nuovi componenti non appena le note circostanze lo consentiranno.

In questo frattempo  però,  accadono fatti non pensati e impensabili, come quello accaduto ad un  utente di LA SPEZIA  per i modi e l’audacia con cui il COMANDO REGIONE MILITARE NORD di TORINO  ha ritenuto rispondere ad una ISTANZA presentata al fine dell’applicazione di un nuovo coefficiente correttivo di cui al Decreto del 16.3.2011 art. 2 comma 4. Detta istanza è stata presentata a seguito della mutata situazione sia familiare, che reddituale avvenuta nel seno del suo nucleo familiare nell’anno d’imposta 2011. Tale istanza è stata prodotta dall’interessato così come previsto all’art.3 punto 2 dello stesso Decreto del 16.3.2011 Crosetto.

DI CHE SI TRATTA?

All’atto della prima applicazione, così come recita il Decreto, sono stati considerati sia i componenti del nucleo familiare che i redditi degli stessi risultanti al 31.12.2010 (redditi 2009)

Sono stati esclusi dalla norma  dei canoni di mercato, gli utenti rientranti  alla stessa data, nei paradigmi del Decreto Annuale Ministero della Difesa.

Per tutti le condizioni richieste, sono documentate da autocertificazione.

In particolare  per gli utenti rientranti nel Decreto Crosetto, dopo la prima applicazione, i singoli Comandi Periferici richiedono mediante lettera raccomandata, in autocertificazione:

- situazione dello Stato di famiglia;

- redditi

- eventuale certificazione ai sensi della legge 104.

E’ evidente che la richiesta è finalizzata a verificare la persistenza o meno dell’utente nel precedente coefficiente correttivo, per l’applicazione dello scaglione di appartenenza   nei vari parametri (0,30 – 0,40 – 0,50 – 0,60 – 0,70, - 0,80 – 0,90 – 0,95, - 1 ).

Una volta individuato il coefficiente di appartenenza , questo viene parametrato con le risultanze tecniche in conseguenza dell’applicazione dei coefficienti OMI, Dall’incrocio di quest’ultimi ed il coefficiente correttivo reddituale, ne scaturisce il canone di mercato da attribuire.

Dopo questa necessaria descrizione, che purtroppo conosciamo bene, entriamo nello specifico del nostro amico di LA SPEZIA.

L’ISTANZA (Allegato 1)

a) L’utente in questione, un maresciallo in servizio, all’atto della prima applicazione  presentava un reddito familiare complessivo di 76.910  euro (compreso lui stesso, la moglie, ed un figlio con reddito. Oltre ad un altro figlio a carico, studente). Gli viene applicato, come previsto dalle tabelle, un coefficiente correttivo di 0,90, corrispondente alla fascia di reddito compresa tra 75.001 e 90.000 euro (comprese le penalità di triste e famigerata provenienza).

b) Accade poi che per i redditi 2011 le cose cambiano. I coniugi divorziano, il figlio che lavora, va per la sua strada ed il maresciallo ASI senza titolo, rimane con l’altro figlio a carico, a costituire il nuovo nucleo familiare.

Di questa situazione nuova, “rimodulata” ne viene edotto il Comando, naturalmente con documentazione probante allegata (sentenza, nuovo Stato di famiglia, e nuova situazione reddituale) da cui risulta che per l’anno 2011 sono stati prodotti redditi per un ammontare complessivo  di 34.992 euro. Presenta Istanza a norma di Regolamento e chiede in conseguenza della nuova situazione familiare e del nuovo reddito prodotto(34.992 per il 2011) l’applicazione del nuovo coefficiente correttivo per lo stesso anno.

CASADIRITTO aggiunge che in questo caso, il coefficiente sia di 0,50 (redditi da 30.001 a 40.200) o coefficiente 0,60 qualora le penalità di Crosetto, sfondino il limite di 40.200 (penalità di 100, 150, 200 o 300 euro mese) e rientri nel coefficiente corrispondente di 0,60. Sembrerebbe tutto chiaro ma…….. così non è.

 

LA PRIMA RISPOSTA DEL COMANDO NORD DEL 18.2.2013 (Allegato 2)

Il Comando Regione Militare Nord, di Torino, prende atto dell’istanza prodotta e sostanzialmente (punto 2) non è in grado di prendere una decisione in merito a quanto richiesto.

Demanda ad una non meglio specificata “Autorità  Centrale” formula il quesito ed ottenere “imprescindibili precisazioni” che evidentemente non intravede. Rimane singolare che a distanza di più di due anni dal Decreto Crosetto del 16/3/2011, un Comando ancorché Periferico quanto si vuole, sia costretto a chiedere ad una autorità che chiama “Autorità Centrale” delucidazioni così basilari  ed elementari e, più grave, che lo stesso Comando definisca  le norme del Decreto “ genericamente richiamate nel suddetto disposto normativo” giungendo ad affermare che” il suddetto disposto normativo non precisa quali siano le variazioni da prendere in considerazione” (punto 3 della risposta). Due anni per chiedere una informazione sostanziale  per una corretta gestione del Decreto, sembrano  una negligenza gravissima, che rende bene l’idea dello stato dell’arte.

Lo stesso Comando dichiara prudentemente “ sembrerebbe che le istanze potrebbero essere non accolte” (punto 4).

Si chiede all’utente se è in possesso di documentazione giuridica-normativa.

Ma dove si naviga a vista è laddove l’utente viene invitato “ad inviare le proprie osservazioni corredate eventualmente da documenti anche a carattere giuridico-normativo”….(punto 5).

E aggiunge, con involontario umorismo “tassativamente entro 10 gg.” Vale a dire quello che ad un Comando non è dato decidere, in base alle sue capacità e competenze, (tanto che si deve rivolgere ala sua Autorità Centrale) da un utente vorrebbe entro 10 gg. che lui fornisca addirittura elementi giuridico-normativi in materia, e pure in maniera perentoria, entro 10 gg. Incredibile.

LA SECONDA RISPOSTA DEL COMANDO NORD  TORINO del 28.3.2013 (Allegato 3)

Il Comando invia  una seconda lettera. Inizia, formulando una dotta ma inutile disquisizione circa il concetto ed il principio normativo  di “carico familiare”, di cui nessuno sentiva il bisogno non essendo al centro della richiesta fatta con l’istanza, aggrappandosi addirittura all’Agenzia delle Entrate che nella questione c’entra come i cavoli a merenda, depistando   la sostanza dell’Istanza inviata.  Nel merito del coefficiente correttivo scrive che “l’Autorità Centrale” (che continua a non chiamare con l’esatta denominazione) ha precisato che “ la situazione infrastrutturale dell’alloggio che reddituale dell’occupazione “sine t5itolo” è quella che si “cristallizza” al momento in cui viene concluso il procedimento amministrativo di rideterminazione del canone ai sensi del D.M. del 16.3.2011”

In poche parole il COMANDO interpreta che se l’utente, secondo i redditi  e la situazione familiare del 2009, all’atto della prima applicazione del Decreto, produceva redditi per 76.910 e veniva applicato un coefficiente correttivo di 0,90, quei dati se li porterà avanti negli anni per sempre. Quindi quel reddito prodotto nel 2011 di euro 34.992 diventa ininfluente, dato che il coefficiente correttivo  non può scendere da 0,90 a 0,50 che corrisponde alla nuova situazione reddituale, in quanto la situazione, come comunicato “si cristallizza”.

CROSETTO, IL GRANDE FRATELLO, GLI INDICI TOMBALI, I CRISTALLIZZATORI, E I CRISTALLIZZATI.

Secondo il Comando, confortato da un parere del GRANDE FRATELLO di cui non si conosce il nome, denominato “Autorità Centrale” viene attribuito per sempre, in applicazione del Decreto Crosetto,  un indice  iniziale che cristallizza a vita,  l’indice stesso. Al “cristallizzatore” o chi per lui, poniamo allora un caso di dottrina, speculare a quello in esame, ma solo per fargli capire l’assurdità di quanto affermato.

PONIAMO CHE….ED APPLICHIAMO “LA TEORIA TORINO”

Se quanto comunicato è vero, si potrebbe verificare, paradossalmente il caso inverso, speculare e contrario al primo.

Se una famiglia nel 2009,  documentava redditi per 34.992 e successivamente nel 2011, per effetto di mutate condizioni, documentasse redditi complessivi per un totale di 76.910 euro, applicando la “Teoria Torino” che è espressa nella lettera con cui il Comando   Regione Militare Nord, S.M. Ufficio Affari Generali – Sezione Alloggi con Sede a Torino, Corso Vinzaglio 6, risponde picche all’Istanza,  al caso di scuola  che poniamo , applicando la “cristallizzazione dei coefficienti” si cristallizzerebbe  la situazione reddituale del 2009, lo 0,50 in derivazione dei redditi del 2009 e questo coefficiente verrebbe trascinato  per sempre anche per redditi  che l’esempio indica per il 2011 di euro 76.910 che invece dovrebbero attribuire il coefficiente dello 0,90.

Ciò desterebbe quantomeno la curiosità della Corte dei Conti ,  che potrebbe pretendere  dall’audace Comando , le dovute spiegazioni, e  prevedibili,successivi  e cospicui  ritorni in denaro per danno erariale in caso che fosse accertata una bislacca applicazione. Ma per CASADIRITTO è preminente l’ulteriore vessazione che parrebbe in atto.

OPPURE…

Oppure potrebbe essere che il COMANDO abbia interpretato esattamente quanto CROSETTO voleva effettivamente intendere, e malgrado tutto CASADIRITTO aggiungerebbe un’altra “perla”   alle tante già  individuate e collezionate, in ordine ai drammatici danni e incongruenze che quel Decreto, che sappiamo e documentato come è nato e  di chi è la colpa collettiva ed individuale di CROSETTO,  che sta sfaldando intere famiglie.

FERMATEVI

Nel dubbio, a prescindere dall’aspetto pur grave trattato, e vista la nota e drammatica situazione  socio-economica in Italia che sta  colpendo da vari anni ma soprattutto adesso, che tutto sta travolgendo, diciamo semplicemente  di fermarvi.

CASADIRITTO invita, chiunque sia in effetti questa “Autorità Centrale” a riflettere meglio circa l’interpretazione della norma. I Comandi Periferici, come si vede, non appaiono attrezzati ad applicare il Decreto Crosetto, come ben appare dalle titubanze trovate nella sua basilare applicazione dopo oltre due anni di vigenza, e come ben appare dal carteggio di cui diamo ampia trasparenza.

MA SE DOVESSE ESSERE CONFERMATO CHE QUELLA FORNITA E’ L’INTERPRETAZIONE AUTENTICA?

Il chiarimento che deve venire da Roma, deve essere fatto in fretta. Anche se per gli Affari Correnti c’è sempre qualcuno al vertice ed è nel pieno delle sue funzioni l’Ufficio Giuridico che può dare immediatamente una interpretazione autentica.  Per il rispetto della famiglia a cui abbiamo dato voce, sia per le altre famiglie che incappassero in analoga situazione.

Più in generale questi fatti emblematici  e tutto il Decreto  Crosetto comunque,  per i danni che già ha combinato, dovranno dare la forza ai vari attori di intervenire per una sua cancellazione. In primo luogo ricostituire  ed invitare ad attivarsi, con la collaborazione delle nostre famiglie con una opera di incessante di sensibilizzazione,  presso la Commissione Difesa , sia Senato che Camera,  quel gruppo di parlamentari  convinti e partecipativi che nella passata legislatura, con capacità ed abnegazione (on. Calipari,  sen. Di Biagio, e sen. Scanu e tanti altri che purtroppo non fanno parte di questa Legislatura Rugghia, De Angelis, Del Vecchio) ha continuamente  portato all’Ordine del Giorno la questione degli alloggi della Difesa .Inoltre, confidiamo nel neodeputato on. Rossi, che abbiamo ben conosciuto quando era il Presidente del COCER. CASADIRITTO auspica che l’esperienza acquisita nel corso della sua attività, possa avere una benefica ricaduta in materia. Altro  fattore dovrà essere necessariamente trovato  nel coinvolgere lo stesso Ministero ed i suoi diretti Responsabili. Ma abbiamo bisogno che l’Esecutivo funzioni attraverso l’elezione del nuovo Governo e il Parlamento svolga la sua piena attività con la nomina  nelle rispettive Commissioni Difesa Camera e Senato. Poi CASADIRITTO dovrà essere all’altezza della situazione ,  con la partecipazione di tante famiglie e di GENTE PERBENE, evitando che il fatalismo e l’inerzia, sempre in agguato tra di noi, possa far rallentare la nostra capacità di iniziativa per il cambiamento, partecipazione ed impegno che oltretutto potranno contribuire a creare le condizioni affinchè anche in CASADIRITTO possa crearsi un rinnovamento nelle persone e nelle idee  che da tanti anni, forse troppi, gravano pesantemente  e sempre in maniera  al limite della sostenibilità nella difficile IMPRESA di difendere  i diritti fondamentali ed inalienabili delle famiglie, partendo, sia ben chiaro, da chi è in più difficoltà.  

Roma li 15 aprile 2013

IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO

Sergio Boncioli

 

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TRIESTE: AFFARI AL MONTE DI PIETA’

DIFESA: IMMOBILI CON PREGIO STORICO ( INTERESSE CULTURALE) FAMIGLIE TRATTATE CON DISPREGIO , PER “CALCOLO ECONOMICISTICO” UN ALTRO REPORT/VERITA’ : LE ASTE DELLA VERGOGNA

Nell’incredibile tour de force che CASADIRITTO documenta e quando necessario  ne denuncia gli aspetti più eclatanti con i Report/Verità, città per città. casa per casa,  vengono alla luce sia i comportamenti di chi i Decreti  li deve applicare, sia il Decreto sulle cosiddette vendite che quello sui canoni di mercato ed in un caso  davvero unico (lo speriamo) delle costruzioni folli avvenute in Calabria (vi ricordate il servizio sulla località di CUTRO, nel profondo sud, ove in quelle palazzine del costo  milioni di euro per 90 alloggi, nessuno vuole andare nemmeno i Comandi….comandati e dove gli alloggi collaudati da un paio di anni stanno diventando preda dell’incuria e dei ladri). Talvolta in questo itinerario dell’assurdo, ove il rischio è di usare aggettivi sempre più “strillati”, ma è un rischio che si cerca di evitare, nella stessa città ci si torna due volte  ma per casi diversi.

E’ il caso ora di TRIESTE e vedremo in seguito, con i limiti noti, di riprendere anche il caso clamoroso di RIMINI. Quindi si era già parlato di Trieste,  le case fatiscenti e ora in quelle di pregio del tempo che fu. Sulla fatiscenza dei 36 alloggi di Via dell’Ospitale, ex Caserma Maria Pia, CASADIRITTO aveva abbondantemente” fotografato” quella realtà nel saggio: TRIESTE, paghi 2 e compri 1(magari in pochi, solo 2 su 36). I prezzi risultavano doppi rispetto al privato (TECNOCASA). Volevano vendere la merce a peso d’ora (vedi Report dell’11.2.2013).

TRIESTE: nobiltà, tra passato e presente, ma sempre fatiscenza è, seppure storica.

In Via Rota .9 vengono alienati altri 11 alloggi. Questi appartamenti (vedi foto) persistono in un ormai secolare edificio costruito  sul Colle di San Giusto, al confine con la Via dell’Ospitale, già sottoposto all’attenzione di CASADIRITTO.  Nelle vicinanze c’è stato un ritrovamento di una Domus Romana, indagata parzialmente. Nel 1846, il Comune di Trieste, decise di destinare  questo edificio  ad un secondo Monte di Pietà, che come noto, all’epoca esperivano funzioni socialmente utili, tra ori e biancheria usata. Miseria e nobiltà.  Chissà perché, poi fini alla Difesa, che nel tempo ci ricavò alloggi di servizio.

VENNE POI IL DECRETO DEL 18 maggio 2010

Come noto, dopo una strenua  battaglia contro il buonsenso e la ragione, da cui ne uscì vincitore, l’ex Ministro della Difesa LA  RUSSA  riuscì a farsi approvare  dalla sua maggioranza, il Decreto contenente il” Programma Pluriennale per la costruzione, l’acquisto  e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare” che era previsto dall’ottimo articolato, poi ampiamente disatteso e snaturato,  in conseguenza dell’art.2  comma 627, legge 244 del 2007. In tale programma pluriennale, il Ministro della Difesa La Russa emise il relativo Decreto del 18 maggio 2010, che tra l’altro agli articoli 6, 7, e 8  riportava i criteri di individuazione (6) di vendita (7) e di vendita all’asta (8) con i quali venivano stabilite le rispettive norme.

Va subito detto che nel corso della stesura di queste norme, il ministro non si avvalse del contributo delle parti interessate, come naturali destinatari,  come i rappresentanti degli utenti, CASADIRITTO compreso, o del COCER interforze, che non approvò mai quel Decreto, come viceversa affermato  nei testi del Decreto stesso, ne tantomeno vennero accolte modifiche proposte da CASADIRITTO in Commissione Difesa. La stessa Commissione fu poi relegata ad un ruolo puramente notarile, senza nessuna possibilità di incidere. Come al solito quel provvedimento iniziò l’iter blindato e tale rimase. Chi invece svolse un compito di “factotum” oltre lo Stato Maggiore ed il Ministro, fu l’onnipresente Crosetto , che alcune parti più ardite del Decreto, le utilizzò come le penalizzazioni o multe, nel “suo” Decreto , quello dei canoni di mercato del 16 marzo 2011. Decreti gemelli, per chi  poi sarebbero  diventati fratelli,  d’Italia.

NEL MERITO DELLE ASTE

All’interno del Decreto delle vendite art. 7, comma 8, vengono individuati i criteri secondo i quali gli immobili di pregio, sono dichiarati tali.

PER LA SALVAGUARDIA  DEL PREGIO, CASADIRITTO E’ D’ACCORDO

Quello che avversiamo è che questi immobili, vengono messi direttamente  all’asta, senza minimamente   tener  conto di un diritto di prelazione prima dell’asta stessa. Eventualmente poi si fosse in presenza di una rinuncia da parte dell’utente,  l’asta potrebbe  svolgersi anche a peso d’oro.

MA COME SI PUO’  IPOTIZZARE CHE UNA FAMIGLIA POSSA CONCORRERE, IN TERMINI DI PREZZO, CON UNA CONCORRENZA, FATTA DA “ADDETTI AI LAVORI (PESCICANI ED ALTRI ANIMALI SPECIALIZZATI NEL SETTORE) ?

MOLTE COSE NON L’ABBIAMO ANCORA CAPITE

a) Che cosa c’entra il pregio con l’asta?

Che cosa c’entra la tutela del Patrimonio storico, giustamente tutelato (per nostra fortuna)  dal Ministero dei Beni  e le Attività Culturali e Paesaggistici,  con chi, con  la evidente volontà marcatamente speculativa che è nei fatti,  sta tentando, con quelle norme ministeriali, di andare  ben oltre una remunerazione giusta  per una famiglia normale, per il bene in vendita?

b) chi meglio delle famiglie degli Utenti ha preservato per tanti anni dalla palese incuria del Ministero della Difesa quel bene 

che doveva essere protetto, di una casa  poi  dichiarata di pregio, solo per ragioni storiche (era il Monte di Pietà) evitando così, anche con poche risorse di cui una famiglia dispone, un ancor più maggiore  degrado per insensibilità e dabbenaggine cui la Difesa ci ha abituati?

c) Quelle stesse case, dichiarate storiche e quindi classificate di pregio, che le famiglie hanno in qualche modo contribuito a conservare, ora per effetto di quel Ministro, sicuramente non capace di capire le ragioni delle nostre famiglie, e per effetto del “suo” Decreto, sono messe all’asta, con conseguenze facilmente immaginabili.

d) Chi sarà mai il vincitore  di queste aste?

Già si può immaginare come un pensionato o una famiglia di un militare in servizio possa contrapporsi alla capacità  economica e finanziaria di voraci squali e palazzinari che già si agitano nelle acque di Trieste, L’assieme di norme cosiddette di tutela risibili (solo a parità di offerta sarà “premiata” quella dell’attuale conduttore, non fanno altro che aumentare la nostra indignazione.

La Difesa, fattasi “palazzinara , incontra di fatto,  gli speculatori immobiliari di professione, in compagnia forse di riciclatori di denaro nero o di dubbia provenienza, che  comprano La Difesa “palazzinara” vende.

I Palazzinari veri  (speculatori immobiliari di professione, con aggiunta forse di malavita organizzata, riciclatori di denaro misterioso o di dubbia provenienza o ripulito dai continui condoni di rientro dai paradisi fiscali, al 5% di tassazione  con anonimato compreso), comprano.

SI SALDA IL MITICO INCONTRO

Viene così meravigliosamente a saldarsi il famoso e mitico incontro  tra domanda ed offerta, in maniera che meglio non poteva descriversi. Questo è l’immaginifico “mercato” studiato, scritto e decretato da un ex ministro e da un ex sottosegretario, quest’ultimo UNO CHE AVEVA APPROVATO   UN  DECRETO A SUA INSAPUTA. (vedi articolo Roma febbraio 2013 Piazza Montecitorio). 

IL CARTEGGIO E POI LO SGOMENTO

Sulla Gazzetta Ufficiale n.70 del 26 marzo 2011 (vedi allegato), vengono pubblicati gli elenchi degli alloggi da alienare, fra i quali gli alloggi di Trieste di Via Rota n.9 (ex Monte di Pietà).

Le famiglie li residenti sperano. Hanno sentito dire molte cose a riguardo accompagnate da molte chiacchiere. Quest’ultime dal 12 Infrastrutture di Udine: siete fortunati, dicono, ve le venderanno e farete un affare. Loro continuano a sperare. Sono comunque informate da CASADIRITTO, ma si sa, quelli  sono sempre pessimisti, e anche che è come dicono, noi saremo più fortunati.

LA LETTERA DA ROMA (vedi allegato)

Il Ministero della Difesa, Dir. Gen. Lavori Demanio, Uff. Gen. Dismissioni Immobili invia una lettera il 21 marzo 2013 a ciascuna delle famiglia, con la quale comunica  che l’immobile è stato incluso  nell’elenco degli immobili di pregio “per interesse culturale”  e che pertanto ai sensi dell’art. 404 comma 8 DPR 90 del 15.3.20109, l’alloggio in oggetto è da considerarsi “ immobile di particolare pregio”  e allora? Allora “ potrà esercitare il diritto di prelazione all’acquisto del prezzo derivante dall’esperimento della procedura d’asta….”

Al di la ed al netto del linguaggio del Decreto riportato nella lettera, che in maniera criptica vuole descrivere l’imbarazzante situazione,  sta a significare che il diritto si esercita soltanto se la tua offerta è pari o superiore a quella del tuo o tuoi concorrenti, Altrimenti te ne vai, entro i fatidici 90 giorni. Chiaro adesso?

Un pseudo diritto, per giunta solo sulla carta. Un diritto di carta. Un’asta al rialzo , non  è roba per FAMIGLIE PER BENE:

IL CARTEGGIO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI (allegato)

Come ripetiamo non è che contestiamo la decisione che l’ex Monte di Pietà  sia considerato un bene da tutelare. Il Patrimonio Storico in Italia potrebbe essere ancora più tutelato, specialmente dall’incuria che per decenni la Difesa ha mostrato di saper fare meglio che non si poteva, sullo stesso bene su cui adesso ne approfitta per far soldi, inventandosi una vendita all’asta. Inadeguati quanto si vuole, ma almeno affaristi lo sono.

L’UOMO DEL MONTE

E’ il caso che l’autore di quel Decreto, sarà concessa una volta a CASADIRITTO una battuta, chiamarlo L’UOMO DEL MONTE DI PIETA’.

I PROTAGONISTI, VITTIME DELL’UOMO DEL MONTE

Domenico, con moglie e figlio, pensionato;

Biagio, moglie e figlio, pensionato 68 anni;

Maurizio, moglie e figlio, monoreddito;

Elvira, vedova;

Domenico, con moglie

Gli altri 5 alloggi vuoti e fatiscenti “beni culturali” resi inabitabili dalla Difesa.

Due stanzoni vuoti da 240 mq ove dormivano i militari di leva dei tempi che furono, quando il tutto era adibito a Distretto Militare.

Tutto gestito in maniera non civile. I lavori  eseguiti, tutti sulle spalle degli utenti. Ora per quelle famiglie  c’è un futuro ignoto

Ora a Trieste, beffati anche dalle chiacchiere di futura vendita che qualche buontempone all’Infrastrutture di Udine aveva sparso, si sentono presi in giro, offesi e si sono arrabbiati…

 

LA BEFFA FINALE. SCEGLIETEVI BOX AUTO E SGABUZZINO

Gli avevano fatto scegliere, tempo addietro, posto macchina e sgabuzzino a piacimento e raccomandando di rimanere in attesa……

Ora che sanno ufficialmente  che metteranno all’asta la casa ove attualmente abitano, pensano a quell’uomo e alle modalità disumane.

Intanto Ufficialmente anche il Ministero dei Beni Culturali che prima aveva autorizzato l’alienazione (vedi allegato del 16.1.2013) ha stabilito con Decreto del 5 aprile sia “dichiarato di interesse culturale”.

Fra non molto gli abitanti si troveranno gente dentro casa, gente incuriosita, con macchina fotografica digitale che vedrà. Apprezzerà, disprezzerà, valuterà e poi offrirà, finché un banditore batterà il martello ed aggiudicherà. Qualcuno, noi no, dirà: E’ la Difesa, amico caro e utente caro, è la Difesa, e tu non ci puoi fare niente, niente.

Noi di CASADIRITTO, finché c’è questa roba contro la ENTE PER BENE ad opera di altra gente continueremo la nostra battaglia. Non vogliamo lasciarli soli e non vogliamo rimanere soli.

 

DEDICA A CHI NON CI HA VOLUTO DARE ASCOLTO

Chiusura con dedica.

“C’è una concezione economicistica che cerca il profitto egoistico, al di fuori dei parametri della giustizia sociale”.

Una precisa condanna contro il profitto a tutti i costi, passando sopra a tutto. Chi ha potuto osare dire tanto?

Un Papa, Francesco a Roma, Piazza San Pietro, Primo maggio 2013

Chi può, lo vada a riferire.

Vuoi vedere che avevamo e abbiamo qualche ragione e lo avevamo anche quando cercavamo invano di farci capire durante le trattative al Ministero della Difesa? Da TRIESTE a ROMA, passando per il Parlamento il cerchio si potrebbe ancora chiudere.

Roma li

IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO

Sergio Boncioli

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AGENZIA DEL TERRITORIO: I PREZZI DELLE CASE CROLLANO CASADIRITTO ALLA DIFESA: SOSPENDERE TUTTE LE OPERAZIONI DI VENDITA IN ITINERE

Dai dati pubblicati il 14 marzo 2013, nella Nota Trimestrale dell’Agenzia del Territorio (su indicatori OMI dello stesso Osservatorio usato dalla Difesa , ma ormai vecchi di anni), le cui risultanze sono riportate nell’articolo pubblicato dal IL SOLE 24 ORE del 14 marzo 2013, emerge l’accentuarsi del trend del crollo per quanto riguarda i prezzi delle case ed altri trend.

In questo scenario, che prosegue inesorabilmente dal 2009, successivamente allo scoppio della bolla edilizia negli Stati Uniti e Spagna, che poi ha portato alla attuale fase esplosiva delle economie mondiali,  i prezzi delle case sono al minimo storico dalla base del 2004. Noi ci troviamo invece in presenza , nel caso del prezzo applicato sugli alloggi della Difesa, che partendo da una base alta ( 2009 OMI) risultano ancora paradossalmente in controtendenza in alto, ed in questa situazione CASADIRITTO ritiene che la DIFESA debba prendere in autonomo urgenti e necessarie misure e necessarie decisioni. CASADIRITTO, non appena la situazione Istituzionale sarà in gradi di essere nel pieno delle sue funzioni ( Parlamento, Governo, Commissioni) chiederà al nuovo Parlamento di porre immediata attenzione  alle attuali vessatorie e superate normative, proponendo la loro profonda modifica o soppressione. Intanto nell’immediato, chiede agli Organi decisionali della Difesa, attuale Ministro in carica, Sottosegretario, Organi interessati, di SOSPENDERE in via precauzionale, vista l’eccezionalità di quanto sta accadendo, l’invio delle proposte di vendita in itinere, in quanto ormai diventate INATTUALI, ABNORMI E FUORI MERCATO, in quanto non rispettano più le attuali risultanze della stessa OMI, presa a base come parametri fissati al 2009-2010. Come noto le quotazioni di partenza risultano già sovrastimate  per manifesta incapacità degli Enti e Comandi Periferici di applicazione dei parametri, come dimostrano i continui Report in tante città d’Italia, riportati in esclusiva dal Sito www.casadiritto.it  e come dimostrano le Perizie delle principali Agenzie Immobiliari operanti nel settore.

n.b. L’articolo del IL SOLE 24 ORE è riportato nell’articolo apparso sul sito di CASADIRITTO.

Roma 15 marzo 2013

IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO

Sergio Boncioli

 
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