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AMID aderisce al ricorso collettivo per il mancato avvio della previdenza complementare (L. Dini) PDF Stampa E-mail

ATTENZIONE: LA DATA ENTRO LA QUALE ADERIRE AL RICORSO E' STATA PROROGATA FINO AL 31 GENNAIO 2009!

MANCATO AVVIO PREVIDENZA COMPLEMENTARE, DUE RICORSI COLLETTIVI PER APPARTENENTI A ESERCITO, MARINA E AERONAUTICA, POLIZIA DI STATO, CARABINIERI, GUARDIA DI FINANZA, CORPO FORESTALE DELLO STATO E POLIZIA PENITENZIARIA IN REGIME CONTRIBUTIVO

AMID consente ai propri iscritti di poter aderire ai ricorsi collettivi organizzati da La Rete Legale  presso il TAR Lazio riservati agli appartenenti a Esercito, Marina, Aeronautica, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria aventi, alla data del 31.12.1995, un'anzianità contributiva inferiore ai diciotto anni o assunti dopo il 31.12.1995, che quindi si trovano in regime previdenziale "contributivo", per l'accertamento dell'obbligo delle Amministrazioni a dare avvio alle procedure di negoziazione / concertazione per la disciplina della trasformazione del trattamento di fine servizio (TFS o "buonuscita") in trattamento di fine rapporto (TFR) e l'istituzione di forme di previdenza complementare. Costo della partecipazione al ricorso per i soci di AMID: 24 euro a titolo definitivo. Termine per l'invio della documentazione nella sede di Roma: 31 gennaio 2009.

1) MOTIVI E SCOPO DEL RICORSO

La legge 8 agosto 1995, n. 335 (cosiddetta "legge Dini") ha profondamente riformato il sistema pensionistico italiano, stabilendo, per quello che in questa sede interessa, il passaggio (più esattamente, il ritorno) dal sistema retributivo di calcolo delle pensioni (basato sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni lavorativi) al sistema contributivo (basato sull'ammontare dei contributi versati nel corso della vita lavorativa) e, parallelamente, dando l'avvio alla costituzione di forme di previdenza complementare (cosi detti fondi pensione), "allo scopo di consentire livelli aggiuntivi di copertura previdenziale, la stabilizzazione della spesa pensionistica nel rapporto con il prodotto interno lordo e lo sviluppo del sistema previdenziale".

Le pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria liquidate con il nuovo sistema di calcolo contributivo saranno, presumibilmente, di importo sensibilmente inferiore rispetto a quelle liquidate con il vecchio sistema di calcolo retributivo.

Il mantenimento del livello di copertura previdenziale è, dunque, chiaramente legato all'attivazione ed al funzionamento, accanto al c.d. "primo pilastro" (ossia, al trattamento pensionistico a carico dell'assicurazione generale obbligatoria), del c.d. "secondo pilastro" (cioè, di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico, erogati da fondi pensione, ad adesione volontaria, di carattere collettivo o di categoria).

Una delle principali forme di finanziamento della previdenza complementare è costituita dal trattamento di fine rapporto (TFR).

In ragione di ciò, la legge n.335/1995 ha coerentemente previsto l'estensione ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni del regime del TFR dei lavoratori privati, demandando alla contrattazione collettiva di definire le modalità attuative, con riguardo ai necessari adeguamenti della struttura retributiva e contributiva.

Questo passaggio era ed è fondamentale, ai fini di cui sopra, in quanto il TFR ha natura di retribuzione differita, mentre invece il trattamento di fine servizio (TFS), che spetta al personale dipendente dalle Pubbliche Amministrazioni, ha natura previdenziale.

Ad oggi, sebbene siano trascorsi ormai tredici anni dalla riforma Dini, l'attuazione di quanto previsto in materia di previdenza complementare per il personale del pubblico impiego non è stata ancora completata.

Infatti, la legge n.335/1995 aveva demandato alla contrattazione collettiva di definire le modalità con le quali realizzare il passaggio dal TFS al TFR, individuando i necessari adeguamenti della struttura retributiva e contributiva.

La contrattazione collettiva ha definito i passaggi di cui sopra, ma il termine ultimo per esercitare quella opzione sulla destinazione del T.F.R. (che i lavoratori del settore privato hanno dovuto esercitare entro il 30 giugno 2007 e che segna il momento di reale avvio della generale operatività del c.d. secondo pilastro) è stato rinviato, per i lavoratori del settore pubblico (in servizio al 31.12.2000), al 31 dicembre 2010.

Ancora più complessa è la situazione per il PERSONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO C.D. NON CONTRATTUALIZZATO e, quindi, per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, la disciplina del trattamento di fine rapporto e l'istituzione delle forme pensionistiche complementari del quale erano stati demandati alle procedure di concertazione e negoziazione di cui al d. lgs. n. 195/1998, le quali, tuttavia, non sono state ancora concretamente attivate.

Sicché, il personale in parola pur essendo stato interessato, come tutto quello del pubblico impiego, dal passaggio dal metodo di calcolo della pensione con il sistema retributivo a quello con il sistema contributivo, resta, tuttavia, per esso ancora di là da venire la predisposizione dei necessari passaggi per quello che avrebbe dovuto essere il parallelo avvio della previdenza complementare.

2) DIFFERENZE CON ALTRE INIZIATIVE LEGALI AVVIATE NEI MESI SCORSI (C.D. MEGA-RICORSO COLLETTIVO CONTRO LA LEGGE DINI)

Nelle scorse settimane sono apparse notizie dell'avvio di iniziative giudiziali finalizzate ad ottenere che il trattamento pensionistico obbligatorio di Forze Armate e Forze di Polizia torni ad essere calcolato con il sistema retributivo, finché non sarà dato concreto avvio alla previdenza complementare e/o con azioni volte a investire la Corte Costituzionale del giudizio in ordine alla legittimità costituzionale della c.d. riforma Dini, sotto il profilo, pare di capire, della irragionevolezza e della violazione dell'art. 38 Cost., laddove è stato previsto l'immediato passaggio al sistema contributivo (per il personale avente al 1° gennaio 1996 una anzianità contributiva inferiore ai 18 anni) in difetto della contestuale immediata attivazione della previdenza complementare.

AMID invece è dell'opinione che sia del tutto irrealistico immaginare un ritorno, anche soltanto di una parte del personale del pubblico impiego (Forze Armate e Forze di Polizia), al sistema retributivo, in un momento in cui permane, come e forse ancor più che tredici anni fa, l'esigenza di "stabilizzare" il sistema pensionistico pubblico e, oltretutto, è ormai pacifico, nella giurisprudenza costituzionale, che non esiste un "diritto al regime previdenziale" previgente.

Dunque, si ribadisce il fermo convincimento che le ragioni di chi insorge in via giudiziale contro la riforma avviata dalla legge c.d. Dini e dalle successive disposizioni normative collegate, pur poggiando su un dato di fatto (e di diritto) incontestabile - cioè, che il passaggio dal sistema retributivo al contributivo avrebbe dovuto accompagnarsi alla trasformazione del TFS in TFR ed alla attivazione, accanto al primo pilastro (il trattamento pensionistico a carico della assicurazione generale obbligatoria), anche del secondo pilastro (i trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico, erogati da fondi pensione, ad adesione volontaria, di carattere collettivo o di categoria), onde mantenere un adeguato livello di copertura previdenziale -, assai improbabilmente possano portare ad un risultato, essendo il problema di cui si discorre fortemente "politico" ed essendo, oltretutto, difficilmente immaginabile un utile strumento legale tramite il quale sollevare la questione.

In quest'ordine si idee, si era già evidenziato come sarebbe stato più realistico, tenuto conto anche dell'occasione offerta dalla fissazione del non lontano termine del 31 dicembre 2010 per il personale del pubblico impiego c.d. privatizzato, avviare azioni di pressione "politica", piuttosto che azioni giudiziali, al fine di pervenire, attraverso gli strumenti della concertazione (per le Forze Armate) e di negoziazione (per le Forze di Polizia), alla concreta determinazione delle modalità e dei tempi per la trasformazione del TFS in TFR e all'avvio della previdenza complementare anche per il personale del pubblico impiego c.d. non privatizzato.

Ebbene, quest'azione "politica" è il motivo dei due presenti ricorsi al Tar del Lazio, affinché il giudice adito obblighi le Amministrazioni ad avviare immediatamente la negoziazione / concertazione necessaria per poter pervenire al risultato della trasformazione del TFS in TFR e all'avvio della previdenza complementare anche per il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate.

Dopo che si sarà ottenuto questo importante ed imprescindibile risultato, si procederà, in caso di inadeguatezza degli esiti della concertazione / negoziazione sul punto, alle eventuali ulteriori azioni volte ad ovviare agli stessi.

Pertanto, AMID nel riconoscere l'approccio giuridico corretto della proposta avviata da La Rete Legale, ha ritenuto opportuno sottoscrivere con questa organizzazione una convenzione che consentirà ai propri iscritti di poter aderire al ricorso collettivo valido e con costi decisamente accessibili.

In particolare l'iniziativa proposta da AMID si caratterizza per:

-             chiamare di fronte al giudice amministrativo la parte pubblica datoriale (cioè l'Autorità di Governo) e non il legislatore (che non è suscettibile di subire azione giudiziaria);

-             chiedere conto di precisi inadempimenti a disposizioni di legge da parte del Governo (il mancato avvio della negoziazione / concertazione con i sindacati e i Cocer) e non su ipotetiche illegittimità costituzionali, che, quand'anche fossero fatte proprie dal Tar, non si ritiene possano portare a esiti positivi perché vertenti su questioni che incidono sul bilancio dello Stato e caratterizzate da una evidente valenza politica.

In ogni caso, considerata la diversità del "petitum", possono aderire ai ricorsi de La Rete Legale anche coloro che hanno partecipato alle altre iniziative nei confronti della cosidetta "legge Dini".

Sarà comunque cura dei proponenti pubblicare sul sito www.amid.it aggiornamenti, informazioni e contributi sul tema.

3) I DUE TEMPI DELL'INIZIATIVA

L'iniziativa, viste le caratteristiche dell'iniziativa e le finalità appena descritte, si svolge in due tempi.

Il PRIMO TEMPO prevede, per ciascuna persona che aderirà al ricorso, l'invio a cura dello Studio legale incaricato di:

a. ISTANZE DI CIASCUN RICORRENTE, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione per chiedere l'immediato avvio delle procedure di negoziazione / concertazione volte:

-         a definire per il personale delle Forze di Polizia / Forze Armate "la disciplina del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'art. 2, commi da 5 a 8, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni";

-         a istituire per lo stesso personale le "forme pensionistiche complementari, di cui all'art. 3 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 194 e successive modificazioni";

b. ATTI DI DIFFIDA E MESSA IN MORA DI CIASCUN RICORRENTE per intimare ai medesimi destinatari (Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione), trascorso inutilmente il termine assegnato con l'istanza, di provvedere entro il termine perentorio di 30 giorni.

Come precisato nel successivo paragrafo 6, l'istanza e l'atto di diffida e messa in mora dovranno essere inviati da ciascun ricorrente (in duplici esemplari, firmati in originale) ad AMID, unitamente alla procura alle liti e al foglio notizie.

Nel SECONDO TEMPO, trascorsi 30 giorni dalla notifica dell'atto di diffida, verrà proposto il ricorso al TAR del Lazio avverso il silenzio-rifiuto delle Amministrazioni per chiedere al Giudice di obbligare le Amministrazioni ad avviare le procedure di negoziazione / concertazione per la trasformazione del TFS in TFR e per l'avvio della previdenza complementare.

4) CHI PUÒ ADERIRE

Possono aderire il personale in servizio di Esercito, Marina, Aeronautica, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria in regime previdenziale contributivo, cioè avente, alla data del 31.12.1995, un'anzianità contributiva inferiore ai diciotto anni o assunto dopo il 31.12.1995, che sia socio dell'Associazione AMID o vi si iscriva per l'occasione (istruzioni nel sito www.amid.it).

5) QUANTO COSTA

Il contributo di adesione per partecipare al ricorso collettivo al Tar del Lazio è di EURO 24 ed è a titolo definitivo, comprese le spese di segreteria, cioè al ricorrente non sarà più chiesto alcunché.

Naturalmente per partecipare al ricorso bisogna essere socio dell'Associazione AMID (istruzioni nel sito www.amid.it). La quota di adesione/rinnovo annuale ad AMID è di euro 26).

6) COME ADERIRE

Per aderire all'iniziativa, i soci dell'Associazione AMID devono produrre:

  1. una fotocopia di un documento di identità;
  2. una fotocopia del codice fiscale;
  3. due copie, sottoscritte in originale, della "istanza" alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione;
  4. due copie, sottoscritte in originale, dell' "atto di diffida e messa in mora" alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione;
  5. compilare la scheda di adesione in duplice copia;
  6. firmare in originale la procura alle liti;
  7. versare l'importo di 24 euro (euro 50 in caso di nuova iscrizione) in contanti presso una sezione AMID oppure, in alternativa, allegare la ricevuta di bonifico a favore dell'Associazione Militari Democratici - via Palestro n° 78 - 00185 - Roma, tramite:
  • bonifico bancario sul conto intrattenuto presso Cassa di Risparmio di Viterbo, codice IBAN: IT 67 T 06065 73161 0000 10063191;
  • bonifico sul conto banco posta, codice IBAN: IT 54 Q 07601 14500 0000 81833014 oppure sul c.c.p. n° 81833014
  1. inviare il tutto, entro il 1° dicembre 2008:

-         per posta a: Associazione AMID, via Palestro n. 78, - 00185 Roma;

-         consegnare a mano c/o la Sede nazionale AMID di Roma in via Palestro n. 78 (per accordi: tel. 06.4742965);

MODULI DA SCARICARE

Scarica la scheda di adesione

Scarica la procura alle liti

Scarica due copie dell'istanza alla Pres. del Cons.

Scarica due copie dell'atto di diffida e messa in mora alla Pres. del Cons.

Scarica gli estremi del versamento da effettuare

ATTENZIONE: i vari documenti (Scheda di adesione, procura alle liti, istanza e atto di diffida) devono essere firmati in originale (non vanno inviate fotocopie).

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Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

Ricorso collettivo al TAR del Lazio per gli appartenenti alle F.A. e F.P. in regime contributivo per il mancato avvio della previdenza complementare (c.d. "Legge Dini").

Termine per la presentazione della documentazione 01.12.2008.

Costo per i soci AMID: 24 euro ( + 26 euro in caso di rinnovo o nuova iscrizione AMID)

AMID ha sottoscritto una convenzione con La Rete Legale per consentire ai suoi iscritti di fruire di due ricorsi collettivi per il mancato avvio della previdenza complementare riservati rispettivamente al personale:

  • delle Forze Armate (Esercito, Marina e Aeronautica) in regime contributivo.
  • delle Forze di Polizia civili e militari (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria) in regime contributivo;

Quindi, possono aderire il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia che alla data del 31.12.1995 avevano un'anzianità contributiva inferiore ai 18 anni o che sono stati assunti successivamente al 31.12.1995.

I due ricorsi, che saranno presentati al Tar del Lazio, avranno lo scopo di sostenere le seguenti legittime richieste, che trovano ragione e fondamento in leggi, inattuate, dello Stato:

"Obbligare il Governo a dare immediata attuazione a quanto obbligatoriamente previsto, da oltre 10 anni, dall'art. 26, comma 20, della legge n. 448/1998 e cioè avviare le procedure di negoziazione / concertazione con le Organizzazioni sindacali e gli Organismi della rappresentanza militare per:

a. pervenire al risultato della trasformazione del TFS in TFR;

b. dare finalmente definitiva attuazione alla previdenza complementare con l'attivazione dei fondi pensione;

c. trovare adeguate e soddisfacenti "soluzioni-ponte" affinché il gravissimo ritardo (oltre 10 anni) di cui si sono resi responsabili i Governi succedutisi nel tempo, non scarichi i suoi effetti negativi sulle future pensioni dei lavoratori in regime contributivo delle Forze Armate e di Polizia e sulle loro famiglie, già fortemente penalizzati rispetto ai colleghi che rientrano nel regime retributivo."

Si tratta, come si vede, di iniziative completamente diverse da quelle proposte da altre organizzazioni e sulle quali alcuni esperti giuridici hanno espresso nei mesi scorsi serie e motivate riserve.

Invece, come evidenziato, le iniziative proposte da La Rete Legale e sottoscritte da AMID, si differenziano profondamente.

ATTENZIONE:

Il termine per l'invio della documentazione è fissato al 31 gennaio 2009.

I moduli di partecipazione si possono scaricare dal sito www.amid.it.

Per informazioni è possibile inviare e-mail a amid@amid.it

Per poter aderire al ricorso collettivo nei termini sopraindicati, è indispensabile essere soci di AMID (quota d'iscrizione/rinnovo annuale = 26 euro).

Le informazioni durante il periodo di pendenza del ricorso ed il suo esito finale, saranno pubblicate sul sito www.amid.it e comunicate per email agli indirizzi comunicati.

Attenzione è necessario comunicare tempestivamente eventuali cambiamenti di indirizzo e di email.

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Scheda di adesione all'iniziativa ed al susseguente ricorso da proporsi al T.A.R. Lazio per l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione a dare avvio alle procedure di negoziazione / concertazione per la disciplina della trasformazione del T.F.S. in T.F.R. e l'istituzione di forme di previdenza complementare per il personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e a ordinamento militare.

Indico, in stampatello, ed autorizzo il trattamento dei dati occorrenti ai fini della proposizione del predetto ricorso. Tali dati verranno trattati dai titolari e dai collaboratori de La Rete Legale e dello Studio Legale Coronas, esclusivamente nei limiti strettamente indispensabili per l'esecuzione delle prestazioni professionali, nonché per eventuali comunicazioni relative a questioni di mio possibile interesse.

Cognome e nome

Luogo e provincia di nascita

Data di nascita

Codice fiscale

Via/Piazza e n° civico

C.A.P. e Comune

Provincia

Tel.. (con prefisso)

Cellulare

Indirizzo di posta elettronica

Forza o Corpo di appartenenza

Qualifica / Grado

Dichiaro di essere iscritto o di aver inviato domanda di iscrizione all'Associazione "Associazione per i Militari Democratici" e che intendo avvalermi della convenzione tra AMID e "La Rete Legale".

Acconsento a che lo Studio Legale provveda a dare tutte le comunicazioni, afferenti allo svolgimento ed all'esito del giudizio, attraverso l'Associazione "La Rete Legale" ed il sito internet della stessa www.amid.it. Sarà mia cura comunicare eventuali cambiamenti di indirizzo.

Si allegano:

1)     fotocopia di un documento di identità;

2)     fotocopia del codice fiscale;

3)     procura alle liti in originale;

4)     due copie, sottoscritte in originale, dell'istanza;

5)     due copie, sottoscritte in originale, della diffida.

Data:_____________________

Firma:_______________________________

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"Procura ad litem"

Delego a rappresentarmi e a difendermi, sia congiuntamente che disgiuntamente, nel presente giudizio gli Avvocati Salvatore Coronas e Umberto Coronas, conferendo loro ogni più ampio potere di legge. Eleggo domicilio presso il loro studio in Roma, via Giuseppe Ferrari n. 4

.......................................

************************************************

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri in carica ed al Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione

in persona del Ministro pro tempore

Istanza ex artt.26, comma 20, della legge n.23.12.1998, n.448 e 7, comma 1°, del D.Lgs. 12.05.1995, n.195, per l'avvio della procedura di negoziazione / concertazione finalizzata a definire per il personale delle Forze di Polizia / Forze Armate la disciplina del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'art.2, commi da 5 a 8, della legge 08.08.1995, n.335, e successive modifiche, nonché l'istituzione di forme pensionistiche complementari, di cui all'art.3 del D.Lgs. 21.04.1993, n.124, e successive modifiche.

Il sottoscritto ........................................................................., nato a ................................................, il ..................  residente a ..................................... (    ), Via ............................ .............................. n...., codice fiscale ..................................... prestante servizio nel/nella ............. ............................................, quale ....................................., elettivamente domiciliato, ai fini del presente atto e di quelli consequenziali, presso lo Studio Legale Coronas in Roma, Via Giuseppe Ferrari n.4,

premesso

  • che l'art.26, comma 20, della legge 23.12.1998, n.448 statuisce che "Ai fini dell'armonizzazione al regime generale del trattamento di fine rapporto e dell'istituzione di forme di previdenza complementare dei dipendenti pubblici, le procedure di negoziazione e di concertazione previste dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n.195, potranno definire, per il personale ivi contemplato, la disciplina del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'articolo 2, commi da 5 a 8, della legge 8 agosto 1995, n.335, e successive modificazioni, nonché l'istituzione di forme pensionistiche complementari, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.194, e successive modificazioni";
  • che gli artt.3, comma 1°, lettera b), 4, comma 1°, lettera b), 5, comma 1°, lettera b), del D.Lgs. 12.05.1995, n.195, così come modificati dal D.Lgs. 31 marzo 2000, n. 129, prevedono che formino oggetto di negoziazione / concertazione "il trattamento di fine rapporto e le forme pensionistiche complementari, ai sensi dell'articolo 26, comma 20, della legge 23 dicembre 1998, n.448";
  • che lo stesso art.26, comma 20, della legge n.448/1998 ha, inoltre, disposto che "Per la prima applicazione di quanto previsto nel periodo precedente saranno attivate le procedure di negoziazione e di concertazione in deroga a quanto stabilito dall'articolo 7, comma 1, del citato decreto legislativo n.195 del 1995", ai sensi del quale le anzidette procedure "sono avviate dal Ministro per la funzione pubblica";
  • che a tutt'oggi, pur essendo trascorsi quasi dieci anni, le procedure di negoziazione / concertazione finalizzate all'attuazione dell'art.26, comma 20, della legge n.448/1998 non sono state ancora attivate;

chiede

che, in applicazione di quanto statuito dagli artt.26, comma 20, della legge n.448/1998 e 7, comma 1, del D.Lgs. n.195/1995 vengano avviate le procedure di negoziazione / concertazione rivolte a definire per il personale delle Forze di Polizia / Forze Armate "la disciplina del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'articolo 2, commi da 5 a 8, della legge 8 agosto 1995, n.335, e successive modificazioni" e ad istituire per lo stesso personale le "forme pensionistiche complementari, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.194, e successive modificazioni".

Firma: _______________________________

***********************************************

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri in carica ed al Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione

in persona del Ministro pro tempore

ATTO DI DIFFIDA E MESSA IN MORA

Il sottoscritto ........................................................................., nato a ................................................, il ..................  residente a ..................................... (    ), Via ............................ .............................. n...., codice fiscale ..................................... prestante servizio nel/nella ............. ............................................, quale ....................................., elettivamente domiciliato, ai fini del presente atto e di quelli consequenziali, presso lo Studio Legale Coronas in Roma, Via Giuseppe Ferrari n.4,

premesso

  • che, con istanza notificata in data ..............................., ha chiesto che, in applicazione di quanto statuito dagli artt.26, comma 20, della legge n.448/1998 e 7, comma 1, del D.Lgs. n.195/1995 siano avviate le procedure di negoziazione / concertazione rivolte a definire per il personale delle Forze di Polizia / Forze Armate "la disciplina del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'articolo 2, commi da 5 a 8, della legge 8 agosto 1995, n.335, e successive modificazioni" e ad istituire per lo stesso personale le "forme pensionistiche complementari, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 21 aprile 1993, n.194, e successive modificazioni";
  • che detta istanza è rimasta inevasa;

diffida e mette in mora

le sopra epigrafate Amministrazioni, perché provvedano, entro il termine perentorio di 30 giorni dalla notifica del presente atto, in ordine all'istanza sopra specificata. Con avvertimento che, in difetto, proporrà ricorso avverso il silenzio rifiuto al T.A.R. del Lazio.

Firma .........................................

*********************************************************

Associazione per i Militari Democratici

Via Palestro, 78

00185 - ROMA (I)

Tel. & Fax: 06-4742965

amid@amid.it

AMID aderisce ad EUROMIL

DOMANDA DI ADESIONE

Il sottoscritto ___________________________________________________________

Nato il ________________ a ___________________________________________(____)____

Residente in ___________________________________(____)____CAP__________________

Via o piazza_______________________________________________________nr._________

Tel. abitazione ______________ Cellulare _______________ Email _____________________

Professione___________________________Sede di servizio___________________________

Estremi del documento di riconoscimento __________________________________________

Nr. di codice fiscale ____________________________________________________________

CHIEDE

di aderire alla predetta Associazione condividendo, in pieno ,gli scopi sociali che intende perseguire, in nome proprio e per conto degli associati.

AUTORIZZA

AMID ad inserire i propri dati nelle sue liste per l'eventuale invio di materiale informativo e promozionale. In ogni momento, a mente dell'art. 13 della legge 675/96 potrà avere accesso ai propri dati, chiederne la modifica o la cancellazione, oppure opporsi al loro utilizzo dandone comunicazione per iscritto all'AMID.

Data,______________

Firma____________________________

Tessera nr._________ rilasciata in data ___________

QUOTA ASSOCIATIVA ANNUALE: €. 26,00

******************************************

Ricorso al T.A.R. Lazio per il riconoscimento dei benefici economici da nascita figli al personale non dirigente delle Forze Armate.

MODALITA' DI PAGAMENTO PER ADERIRE AL RICORSO

Il costo per aderire al ricorso ammonta a 24 euro (50 euro se comprensivo di 26 euro per l'iscrizione/rinnovo a AMID) va effettuato tramite versamento in contanti presso una sezione AMID oppure, in alternativa, allegare la ricevuta di bonifico a favore dell'Associazione Militari Democratici - via Palestro n° 78 - 00185 - Roma tramite:

  • bonifico bancario sul conto intrattenuto presso:

Cassa di Risparmio di Viterbo

Codice IBAN: IT 67 T 06065 73161 0000 10063191

  • bonifico sul conto banco posta:
  • Codice IBAN IT: 54 Q 07601 14500 0000 81833014

oppure versamento sul c.c.p. n° 81833014






 
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