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In attesa di una riforma complessiva del sistema previdenziale italiano, il governo Letta potrebbe dare la priorità ad alcune categorie di lavoratori, fra cui i cosiddetti precoci.

La riforma delle pensioni sembra viaggiare a una doppia velocità. In prima fila ci sono i lavoratori con 40 di contributi e 62 anni di età, i cosiddetti precoci e coloro che sono impiegati in lavori usuranti. Per tutti loro sono allo studio le prime modifiche i tempi brevi della riforma Fornero. Poi ci sono i cosiddetti quota 96 ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d’età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell’introduzione della legge introdotta dal precedente governo Monti che non ha tenuto conto delle peculiarità e della tempistica del mondo della scuola. Per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2012 è allo studio una correzione sulla tempistica da anticipare al 31 agosto 2012, visto che l'anno di riferimento della scuola non è l'anno solare ma, appunto, quello scolastico. Della partita fanno naturalmente parte gli esodati, soprattutto alla luce della recente rilevazione dell'INPS con cui sono stati ribaltate le stime dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero su numero dei soggetti coinvolti. E poi ci sono le forze dell'ordine. Sulla questione si è mossa anche la politica. Nei giorni scorsi si sono ufficialmente espressi i parlamentari del PDL, Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Renata Polverini: "Dal Parlamento dovrà venire una chiara richiesta al governo: l'applicazione della riforma previdenziale della Fornero al comparto sicurezza-difesa va bloccata. Bisogna tener conto della specificità di questo settore già sottoposto a durissimi sacrifici, rispettare l'ordine del giorno votato all'unanimità dall'Aula di Palazzo Madama nella scorsa legislatura, raccordare gli interventi alla ristrutturazione in corso delle forze armate". Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini ha proposto, nel segno della flessibilità, una doppia soluzione per la modifica del sistema delle pensioni. La prima prevede di puntare sul meccanismo della riforma Fornero in base al quale è stabilito un prelievo del 2% della quota retributiva per ogni anno di ritiro anticipato rispetto ai 62 anni di età con 42 anni di contribuzione associato a una cospicua penalizzazione economica. La seconda si basa sulla diminuzione dell’assegno pensionistico intorno al 12%. Una percentuale progressivamente minore nel caso di ritardata uscita dalla scena lavorativa.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

Aggiornamento:

A quando le novità della riforma Letta-Giovannini destinate a prendere il posto della riforma Fornero? Sembrano appartenere a un lontano passato le parole gli annunci del premier Enrico Letta sull'urgenza di rivedere il sistema delle pensioni in Italia. A quanto pare, nonostante le buone intenzioni, l'appuntamento è rinviato al prossimo anno. Non ci sono solo le pressioni di Bruxelles a prestare maggiore attenzione ad altre priorità. A pesare su questa decisione ci sono naturalmente calcoli economici e politici. Non è un caso che i soli comparti che riceveranno un trattamento privilegiato sono quelli della difesa, della scuola e gli esodati. In quest'ultimo caso, le stime del governo Letta sul loro numero arriveranno a breve. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini nel corso del question time alla Camera dei deputati. A suo dire è intenzione dell'esecutivo procedere per "l'utilizzo integrale delle risorse destinate alla loro salvaguardia". Fra i temi affrontati c'è stato anche quello delle pensioni d'oro. Sembra infatti prendere quota anche la possibilità di introdurre una tassazione più elevata per quelle 700.000 superiori ad almeno 3.000 euro lordi al mese che costano allo Stato circa 40 miliardi di euro all'anno. Il ministro ha confermato la volontà di affrontare la questione ovvero "quei trattamenti pensionistici il cui elevato importo appare stridente nell'attuale contesto socio economico e di sacrificio imposti alla generalità della popolazione", ma "ribadisco che deve essere attentamente valutata alla luce del quadro giuridico esistente e ponendo la massima attenzione ai profili di compatibilità costituzionale". Previsioni negative sono arrivate dalla Ragioneria Generale dello Stato. Stando alle simulazioni effettuate sulla riforma Fornero, gli assegni per le pensioni saranno sempre più bassi. A vivere la situazione più complicata saranno i lavoratori autonomi, il cui importo mensile sarà mediamente dimezzato rispetto all'ultima retribuzione lorda. Per quanto concerne i lavoratori dipendenti,percepiranno il 69% della retribuzione attuale andando in pensione nel 2020, mentre scenderanno al 63% nel 2050. In buona sostanza fra 10 anni gli autonomi guadagneranno il 23% in meno mentre i dipendenti si vedranno tagliare il compenso del 4%.

 
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