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Dubbi e riflessioni sul prepensionamento coatto del personale militare PDF Stampa E-mail
Quali saranno le ripercussioni per il personale militare per effetto dell'applicazione del comma 11 art .72 del D.L. 112/2008 ?
Una seria è opportuna riflessione è necessaria per impedire gli effetti devastanti di una norma che, suscitando parecchie dubbi e perplessità, rischia di innescare un duro e sofferto contenzioso amministrativo e costituzionale !

Desta molte perplessità la legittimità introdotta dalla norma introdotta dal comma 11 dell'articolo 72 del Decreto Legge 112/2008 che di fatto realizza una risoluzione unilaterale del rapporto di servizio del personale militare.
Finora i militari in servizio permanente potevano cessare dal servizio a domanda previo possesso dei requisiti di legge, oppure per il raggiungimento dei limiti di età previsti dal rispettivo ruolo di appartenenza.
Con la norma introdotta dal Decreto Legge 112/2008 si introduce la possibilità per le Amministrazioni Pubbliche, e tra queste anche la Difesa, di prevedere la cessazione forzata ed anticipata dal servizio del proprio personale dirigente e non, senza riconoscergli alcun beneficio, di norma previsti in passato per analoghi casi di prepensionamenti e scivoli.
Tale norma, se applicata in maniera indiscriminata, rischia di essere produrre effetti gravemente penalizzanti sia per le aspettative retributive sia per quelle previdenziali tra l'altro in maniera differenziata secondo i ruoli e le anzianità di provenienza di chi va a colpire.
In particolare la norma risulta altamente discriminante e penalizzante per coloro che hanno raggiunto una anzianità di servizio contributiva di quaranta anni per effetto del cumulo dei contributi figurativi maturati per aver prestato attività di servizio in Reparti Operativi in quanto considerata più gravosa ed usurante rispetto alle attività non operative.
In questo modo si realizza l'assurdo che una norma premiale prevista per ripagare il personale impiegato in gravose attività di servizio operative, possa diventare gravemente penalizzante, per effetto della norma richiamata, consentendo all'Amministrazione della Difesa di procedere al prepensionamento forzoso del personale militare impedendo il conseguimento della misura massima del trattamento retributivo e previdenziale spettante.
Tra l'altro questa penalizzazione colpirà anche la stessa Amministrazione della Difesa in quanto la priverà delle esperienze professionalità più pregiate come quella ad esempio del pilota militare che andrà a casa mentre il ministeriale con pari anzianità rimarrà in servizio.
La norma risulta particolarmente discriminante e penalizzante nei confronti degli ufficiali provenienti dalle categorie diverse che, avendo maturato in precedenza varie anzianità di servizio, pur vantando una anzianità contributiva di 40 anni, non hanno ancora conseguito gli stessi benefici economici e previdenziali di chi è si è arruolato direttamente da ufficiale.
Per ritornare alla considerazione che sta alla base del provvedimento, e cioè alla riduzione del personale militare per un asserito esubero rispetto agli organici previsti dal modello attuale delle F.A., si osserva un mancato rispetto della pianificazione votata dal Parlamento in quanto si potrebbe definire a "geometria variabile" in quanto continuamente messa in discussione sia per i volumi numerici complessivi sia per l'arco temporale dell'indispensabile periodo di transizione.
Considerati tutti questi ambiti di discussione, ci si domanda quali saranno i criteri di individuazione del personale che sarà colpito dai provvedimenti di prepensionamento così detto "coatto"?
Oltre al requisito dei 40 anni contributivi, si terrà conto anche delle aspettative di carriera, retributive e previdenziali previste dai profili di carriera, regolati dai contratti di lavoro ed assunti nel proprio stato giuridico per aver vinto i concorsi pubblici attraverso i quali il personale militare ha avuto accesso al servizio permanente nelle Forze Armate?
In particolare per la categoria degli Ufficiali tenuto conto dell'appartenenza ai diversi Ruoli di provenienza, quali sono i gradi che saranno considerati in esubero rispetto agli organici in vigore?
Pertanto, considerate le difficoltà evidenziate per una corretta ed omogenea applicazione della norma nel Comparto Difesa e Sicurezza, sarebbe auspicabile che il Governo rifletta sull'opportunità della sua applicazione, anche alla luce del testo di legge approvato recentemente dal Parlamento che riconosce la specificità del Comparto rispetto alla generalità della Funzione Pubblica.
Pertanto, sarebbe auspicabile prevenire l'emanazione dei D.P.C.M. che dovrebbero stabilire i criteri di attuazione della legge, sollecitando invece una profonda riflessione sull'opportunità di un provvedimento che, se verrà applicato, rischia di divenire gravemente penalizzante per tutto il personale militare di ogni ordine e grado che verrà colpito ed in particolare per quello di alcuni Ruoli.
Prima che sia troppo tardi, con tutte le ripercussioni immaginabili anche in materia di contenzioso amministrativo e costituzionale, si auspica una seria e maggiore presa di coscienza del problema al fine di sensibilizzare opportunamente le autorità politiche e istituzionali competenti ed interessate a decidere sulla contestata applicazione della norma richiamata.

 
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